Ancona – il 4 novembre consegna lavori per il Quartiere Archi

Al via la prima tranche del Bando Periferie

Ancona, 3 novembre 2020 – Mercoledì 4 novembre verrà fatta la consegna formale dell’intervento G5A – Viale di accesso alla periferia storica – Quartiere Archi – Miglioramento della qualità e del decoro urbano della periferia storica, alla ditta aggiudicatrice dei lavori Saico srl di Roma.

Questo progetto, dell’importo complessivo di € 1.940.000,00, fa parte del Programma di riqualificazione della periferia Palombella – Stazione – Archi – Ingresso Nord della Città di Ancona con il quale il Comune ha partecipato con successo al “Programma Straordinario di Intervento per la Riqualificazione Urbana e la Sicurezza delle Periferie delle Città Metropolitane e dei Capoluoghi di Provincia – Dpcm 25 maggio 2016”, ottenendo importanti finanziamenti statali ammontanti complessivamente a 12 milioni di euro.

Ancona, stato di progetto vista 2 Archi

I lavori di questo intervento consistono nella manutenzione straordinaria dei portici degli Archi, nel rifacimento delle pavimentazioni dei tratti di strada presenti tra gli isolati, ovvero Via Vasari, Via Fornaci Comunali e Via Borgo Pio, e nel completo rifacimento del marciapiede di Via Marconi – lato ferrovia.

L’obiettivo è quello di migliorare il contesto urbano del quartiere Archi, sviluppando in particolare l’attenzione ai percorsi pedonali, non solo per i residenti ma anche per i visitatori, essendo questo sito il naturale collegamento tra la stazione ed il centro città.

«Non ci fermiamo – afferma il sindaco Valeria Mancinelli – Iniziano i lavori agli Archi, il luogo simbolo in cui abbiamo portato avanti la battaglia per riavere i soldi per i nostri progetti Periferie, che lo Stato ci aveva momentaneamente tolto. Rifacciamo i marciapiedi, le pavimentazioni (anche di Via Vasari), Via Fornaci Comunali, via Borgo Pio e soprattutto i portici.
Tra qualche giorno si aprirà il cantiere di uno dei progetti simbolo del Piano Strategico di Ancona che ha visto in prima linea l’assessore competente, Ida Simonella e l’assessore ai Lavori Pubblici, Paolo Manarini.

Le opere verranno realizzate in varie successive fasi esecutive, al fine di garantire ai residenti la continuità della regolare esigenza abitativa e, alle realtà economiche presenti in sito, il proseguimento delle attività commerciali, anche se con limitazioni dovute alla presenza del cantiere. Il piano di sicurezza è stato aggiornato affinché i lavori possano svolgersi con tutte le cautele previste dalla vigente normativa anticovid.

In particolare la Fase 1, che si avvierà nei prossimi giorni e si protrarrà presumibilmente fino alla fine dell’anno, prevede le seguenti opere:
– rifacimento di un tratto del marciapiede lato ferrovia davanti al civico 36 di Via Marconi
– restringimento del marciapiede antistante gli Archi dei primi due isolati a partire dalla Galleria San Martino
– rifacimento della pavimentazione del tratto di strada di Via Vasari compreso tra i due isolati

L’amministrazione comunale nella fase organizzativa dei lavori ha dato avvio ad una proficua collaborazione con le Società gestori dei vari sottoservizi (Vivaservizi, Anconambiente, Edma reti Gas, Telecom, ecc.) elaborando insieme una strategia di intervento che porterà nel contesto dei lavori principali anche alla revisione e/o implementazione delle attuali reti.

L’avvio di questi lavori costituisce solo il primo passo della realizzazione di tutto il Programma di Riqualificazione della Periferia Storica di Ancona, che vedrà a breve l’avvio anche dei lavori di riqualificazione della Piazza del Crocifisso e di Via XXIX Settembre.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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