Ancona – Gli ultimi interventi della polizia in città

Denunciati cinque extracomunitari e un italiano senza fissa dimora; un anconetano ai domiciliari evade per una birra con gli amici

Ancona, 24 maggio – Continuano i controlli del territorio da parte della Polizia di Stato. Volanti e cinofili hanno setacciato il territorio anconetano tenendo sotto osservazione anche alcuni locali pubblici della zona del quartiere Piano San Lazzaro, Piazza Ugo Bassi e Piazzale Loreto.

Diversi gli interventi. Ieri sera intorno alle 23.00 gli agenti hanno “pizzicato” nell’area dell’ex stazione ferroviaria marittima sei soggetti extracomunitari africani in regola con le norme sul soggiorno, tutti senza fissa dimora, tra cui un italiano, che lì si erano accampati alla meglio per trascorrervi la notte. Accompagnati in Questura, sono stati identificati e denunciati per invasione di terreni o edifici.

Sempre ieri, ma nel pomeriggio intorno alle 16.00, veniva identificato F. G., anconetano di 49 anni, pregiudicato e tossicodipendente che, insieme ad alcuni amici, stazionava sulle panchine di Piazza Ugo Bassi bevendo una birra.

Situazione insolita per lui, dal momento che era agli arresti domiciliari e a quell’ora si sarebbe dovuto trovare a casa. Luogo dove è stato riaccompagnato in stato di arresto per il reato di evasione.

Fra i soggetti che erano in compagnia di F. G. sulla panchina, i poliziotti hanno identificato un anconetano di 32 anni che, alla loro vista, aveva gettato tra le siepi un involucro contenente hashish, poi rinvenuto dal cane poliziotto Walle.

Scontato il suo deferimento alla Prefettura in qualità di consumatore di sostanze stupefacenti.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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