Ancona – Forniva droga agli studenti: arrestato ascolano 54enne

Nella sua abitazione perquisita dalla Polizia trovati 30 ovuli di eroina

Ancona, 16 ottobre 2018 – In concomitanza con la riapertura delle scuole, la Questura di Ancona ha implementato i controlli nelle zone limitrofe agli istituti scolastici impiegando personale delle Volanti, Unità Cinofile e Squadra Mobile. Un’attività, fortemente voluta dal Questore di Ancona, Oreste Capocasa, che ha già prodotto i primi risultati.

Ieri mattina gli agenti della Squadra Mobile hanno chiuso il cerchio intorno all’uomo di 54 anni che era solito aggirarsi tra alcuni istituti scolastici di Ancona e spacciare droga.

Le “pantere” della Squadra Volante di Ancona

Il modus operandi di S. V. , ascolano di 54 anni, con numerosi precedenti penali e da tempo residente ad Ancona era sempre lo stesso: prendeva l’ordinativo di una dose e raggiungeva la zona di Tavernelle portando con sé un solo involucro alla volta, in modo da minimizzare la sua responsabilità nell’ipotesi venisse fermato per un controllo.

Il fatto che abitasse in un quartiere vicino alla scuola gli rendeva l’attività di spaccio anche più facile. Una volta consegnata l’eroina aspettava una nuova richiesta, e solo dopo tornava a prendere un altro ovulo nel suo nascondiglio, che tornava a consegnare al nuovo cliente con le stesse modalità di cui sopra e nella stessa zona.

Ancona – Gli ovuli di eroina il denaro e il materiale sequestrato a S. V. dalla polizia

I poliziotti della Mobile, dopo aver scoperto il meccanismo, ieri mattina hanno incrociato l’ascolano nelle vicinanze dell’istituto scolastico e, nell’atto di fermarlo, si sono accorti che l’uomo si sbarazzava di un involucro che successivamente è stato accertato contenere eroina.

La successiva perquisizione dell’abitazione di S. V., non senza difficoltà, ha permesso agli agenti di scoprire 30 ovuli di eroina occultati sul fondo di una mensola posta in alto, non lasciando scampo all’imputazione di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio.

Il rinvenimento, e il conseguente sequestro anche di un bilancino e di 850 euro in contanti, non hanno lasciato dubbi sulla fiorente attività di spaccio avviata da S. V. che è stato  arrestato in flagranza e, su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona, associato agli arresti domiciliari in attesa della convalida dell’arresto e del giudizio per direttissima previsti per oggi.

 

redazionale

 

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

I riti del Natale per scacciare le solitudini

Luminarie, alberi di Natale, presepi e pranzi in famiglia


Camerano, 8 dicembre 2022 – Ma cos’è che davvero ci spinge l’8 dicembre a decorare le nostre case con luminarie sulle siepi o sulle ringhiere dei balconi, alberi di Natale e presepi? Cosa ci muove davvero, quando corriamo per negozi con la lista dei regali da fare a mogli, mariti, figli, parenti vari, amici, vicini di casa? O, sempre con la lista in mano, ci fiondiamo nei centri commerciali per acquistare una montagna di leccornie che addolciranno e arricchiranno i pranzi della Vigilia, di Natale, di Capodanno?

Certo, c’è chi risolve tutto prenotando un tavolo al ristorante, ma non è la stessa cosa del passare le festività in famiglia, perché al ristorante certi riti familiari non si possono consumare, e le persone hanno un estremo bisogno di riti. Li cercano, li organizzano, li consumano i riti a seconda delle situazioni per non sentirsi soli. Per sentirsi coppia, famiglia, comunità. Per sentirsi vivi, necessari, per sentirsi amati. E quando ami qualcuno glielo devi dire guardandolo/la negli occhi, sfiorandolo/la con una carezza.

La popolazione mondiale sta per raggiungere gli otto miliardi di esseri umani con, in alcuni casi, sovraffollamenti difficili da gestire. Nonostante ciò, gli esseri umani si sentono sempre più soli – si comportano e vivono, sempre più, coniugando le più svariate forme della solitudine. E forse è proprio per questo che rincorrono e coltivano i riti come quello del Natale, per scacciare – almeno per qualche giorno – quella endemica angoscia prodotta dalla solitudine che non confesseranno mai, ma che si portano dentro dalla nascita nascosta fra l’anima ed il cuore.

Con l’avvento dei social, poi, le solitudini hanno subito un’impennata. Si passa sempre più tempo davanti ad uno schermo e una tastiera, a dialogare con una fotografia. Non si va più per negozi, e regali e prodotti si acquistano nella solitudine di una cameretta scegliendo attraverso un’immagine e confermando l’acquisto con un click. Nessun rumore, nessun odore o profumo, niente scambio di pareri o d’informazioni con un venditore o una commessa, solo un click.

Siamo sempre più maledettamente soli. Più lo siamo, meno accettiamo di confessarlo: difficile trovare le parole per comunicare agli altri un malessere così profondo; forse non esistono parole per dire a voce, guardandosi negli occhi: “abbiamo bisogno di noi, di viverci, di confidarci, di fidarci”. Così, senza parole, esorcizziamo l’angoscia prodotta dalla solitudine affidandoci all’esternazione delle luminarie, all’accensione dell’albero di Natale, all’acquisto dei regali e all’organizzazione di pranzi e cene. Consapevoli, nel profondo, che dopo Santo Stefano la magia svanirà. Ma va bene così. Sappiamo fin troppo bene che la felicità è effimera e dura pochi istanti. Allora, godiamoci questo istante possibilmente in famiglia. Per non sentirsi soli, per sentirsi vivi!

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