Ancona – Folle corsa in scooter a fari spenti con la droga nelle tasche

Arrestato dalla squadra Volanti giovane tunisino per uso e spaccio di stupefacenti

Ancona – In scooter, contromano in Via Flaminia, non si ferma all’alt della Polizia e da gas per tentare la fuga. Inseguito dalla “Pantera”, zigzagando fra gli ostacoli, lancia il motorino a tutta velocità ma viene raggiunto e bloccato all’altezza di Piazza Rosselli.

È successo ieri sera, intorno alle 21, protagonista un cittadino extracomunitario ventitreenne originario della Tunisia, regolare e residente nel capoluogo.

Lo stupefacente sequestrato al giovane tunisino dalla Polizia e, nel riquadro, lo scooter utilizzato dall'extracomunitario per tentare la fuga
Lo stupefacente sequestrato al giovane tunisino dalla Polizia e, nel riquadro, lo scooter utilizzato dall’extracomunitario per tentare la fuga

Durante le fasi di identificazione, e mentre i poliziotti provvedevano a stilare le dovute sanzioni al codice della strada, il giovane iniziava ad armeggiare all’interno del giubbotto contorcendosi ed effettuando strane manovre.

Di fronte alla richiesta di spiegazioni da parte degli agenti, il tunisino fingeva degli stiracchiamenti agli arti superiori come se fosse in una palestra.

Insospettiti da quello strano agire, gli operatori procedevano ad un accurato controllo sulla persona del giovane. Nonostante le rimostranze e un atteggiamento poco collaborativo, il 23enne apriva il giubbotto che indossava rivelando alla vista un pezzo di plastica nero, tipico dei sacchetti per l’immondizia. All’interno, i poliziotti rinvenivano e sequestravano 25,9 grammi di marijuana e due pezzi di hashish da 2,5 grammi.

Estesa la perquisizione presso la sua abitazione, gli agenti trovavano sopra il tavolo della cucina un bilancino di precisione, e un coltello con la lama annerita usato per tagliare l’hashish.

Dentro a uno sportello del mobile della cucina, tra la pasta e le conserve, gli agenti rinvenivano altri 15 grammi di hashish già suddivisa in piccoli pezzi. E dentro ad un barattolo di vetro alcune banconote da cinque e dieci uero.

Accompagnato in Questura, e sottoposto alle verifiche, emergevano a suo carico numerosi precedenti per reati in materia di sostanze si stupefacenti e reati contro il patrimonio.

Terminate le formalità di rito veniva tratto in arresto.

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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