Ancona – Dalla Romagna alle Marche con arnesi da scasso e passamontagna

La Volante blocca un furgone con a bordo due cittadini rumeni

Ancona – Avevano pensato a tutto: noleggiato un furgone, caricato tutti gli attrezzi atti allo scasso, comprati dei guanti nuovi per non lasciare impronte, presi i passamontagna per nascondere il volto e, per compagnia, un connazionale incensurato appena arrivato in Italia dalla Romania.

Era tutto pronto e studiato, ma i due cittadini originari della Romania non avevano fatto i conti con le “Pantere” delle Volanti della Questura di Ancona.

 

furgone-bianco

Questa notte, alle 2.30, una pattuglia notava in via Cambi un furgone bianco che marciava a bassa velocità con a bordo due individui. Mentre l’auto della Polizia sfilava di fianco al veicolo, l’autista cercava di accelerare e il passeggero si girava e controllava che i lampeggianti blu si fossero allontanati.

Un comportamento che ha insospettito gli agenti che, invertito il senso di marcia, decidevano di fermare il furgone.

Intimato l’alt, il veicolo veniva fatto accostare in una piazzola. Qui, i due uomini a bordo venivano identificati: entrambi cittadini stranieri, originari della Romania, classe 1989 e 1991, disoccupati. Il più giovane residente in Romania e giunto nella mattinata di ieri in Italia, il 28enne invece, pluripregiudicato per reati contro il patrimonio, residente in provincia di Rimini.

Gli arnesi da scasso sequestrati dalle Volanti ai due rumeni
Gli arnesi da scasso sequestrati dalle Volanti ai due rumeni

Da un immediato controllo il furgone risultava noleggiato ieri in una provincia dell’Emilia Romagna. Invitati ad aprire il portellone posteriore dell’automezzo i due, dopo una serie di tentennamenti e scuse prive di fondamento, erano costretti a mostrare il carico: un piede di porco, delle tenaglie, vari cacciaviti, due  martelli e grimaldelli di varie lunghezze, nonché due paia di guanti e due passamontagna.

Oggetti ed indumenti di cui non riuscivano a dare nessuna spiegazione plausibile, dal momento che non svolgevano attività che potessero giustificare l’attrezzatura sequestrata.

Accompagnati presso gli Uffici della Questura, venivano sottoposti ai rilievi che confermavano le esatte generalità e, dopo le formalità di rito, venivano denunciati per possesso ingiustificato di oggetti atti allo scasso.

 


Un commento alla notizia “Ancona – Dalla Romagna alle Marche con arnesi da scasso e passamontagna”:

  1. Silvana says:

    E poi veniamo tacciati di razzismo!!!!! Questi adesso dovrebbero essere rimandati immediatamente nel loro paese. E invece no! Ovvio che gli italiani non sono tutti bravi, anzi, ma loro purtroppo ce li dobbiamo tenere e ai nostrani aggiungiamo i delinquenti del resto del mondo. 😬😬😬

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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