Ancona – Ausiliari del traffico autorizzati a fare multe per sosta vietata

Dal 1° giugno. La comandante della Polizia Locale Liliana Rovaldi: “Nessun intervento repressivo ma rispetto delle regole”

Ancona, 21 maggio 2021 – A luglio 2020 un decreto legge aveva modificato un articolo del Codice della Strada introducendo per gli ausiliari del traffico la possibilità di elevare sanzioni anche in caso di sosta irregolare nelle zone dove svolgono attività di controllo sui parcheggi a pagamento.

Gli ausiliari del traffico infatti, nelle aree con sosta con ticket, in precedenza potevano soltanto sanzionare chi non pagava il parcheggio o aveva il tagliando scaduto. Non potevano sanzionare anche chi lasciava l’auto fuori posto come su attraversamenti pedonali, incroci, marciapiedi, ecc.

L’aggiunta dell’articolo 12bis del Codice della Strada autorizza ora gli ausiliari del traffico ad elevare sanzioni per sosta irregolare.

E dal 1° giugno prossimo questo avverrà anche ad Ancona.

In questi giorni la Polizia Locale dorica sta proprio tenendo un corso di formazione al riguardo agli ausiliari del traffico che operano già nel territorio comunale, appartenenti alla società M&P Mobilità e Parcheggi; corso che si concluderà con un esame finale. Con un decreto del sindaco Valeria Mancinelli, gli ausiliari che l’avranno superato potranno svolgere anche questo compito.

Gli agenti della Polizia Locale per qualche giorno affiancheranno su strada gli ausiliari del traffico proprio per rodare insieme questa nuova funzione attribuita loro dalla normativa del 2020 e, successivamente, saranno gli stessi ausiliari a controllare ed eventualmente sanzionare la sosta irregolare.

«L’obiettivo – spiega la comandate della Polizia Locale di Ancona, Liliana Rovaldi non è quello di aumentare la pressione sanzionatoria, ma di rendere più sicura la circolazione sia dei veicoli che dei pedoni. Le auto lasciate in sosta in maniera scorretta creano pericolo. I nostri agenti non riescono ad intervenire in maniera capillare per il controllo della sosta irregolare, perché impegnati anche in tante altre attività sotto il profilo della sicurezza. E questo malcostume della sosta irregolare si diffonde, creando non solo pericolo e problemi alla circolazione ma anche disparità di trattamento tra gli automobilisti».

Ancona – Liliana Rovaldi, comandante della Polizia Locale dorica

Ora, i cittadini che pagano regolarmente il parcheggio non si sentiranno più penalizzati nei confronti di coloro che lasciano l’auto fuori dagli spazi designati (a cavallo di marciapiedi, sulle strisce pedonali, davanti passi carrai, su spazi dedicati ai motocicli, ecc. ) e non vengono nemmeno multati per sosta irregolare perché magari hanno avuto la fortuna che una pattuglia della Polizia Locale non fosse transitata in quella zona in quel momento.

«Gli ausiliari del traffico invece – prosegue la comandante Rovaldi – già ora effettuano controlli sistematici sia di mattina che di pomeriggio e quindi, potendo sanzionare anche la sosta irregolare, confidiamo di riuscire a limitare questo fenomeno. Tutto ciò è necessario per aumentare la sicurezza degli utenti della strada e specialmente le fasce più deboli. La presenza costante degli ausiliari sul territorio potrà essere anche strumento di prevenzione. Ripeto, nessun intento sanzionatorio e repressivo, ma intendiamo favorire il rispetto delle regole, del decoro cittadino e della civile convivenza».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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