Ancona – Arrestato pusher albanese “pony express”

Colto in flagranza di reato mentre in moto consegnava cocaina al domicilio di un anconetano 50enne

Ancona, 12 giugno 2018 – Preso in flagranza di reato dalla squadra Mobile di Ancona uno spacciatore albanese di 26 anni mentre consegnava cocaina presso il domicilio di un cliente anconetano 50enne.

Si tratta di O. L., già conosciuto dagli uffici della Questura. Gli agenti, appostati nei pressi della sua abitazione lo hanno visto arrivare di fretta a bordo della sua motocicletta. Il giovane albanese è salito nel suo appartamento in zona Grazie, e ne è ridisceso poco dopo dirigendosi verso il centro città.

I “falchi” in motocicletta della squadra Mobile

I poliziotti dell’Antidroga lo hanno seguito a bordo delle motociclette civetta della Polizia. Lo spacciatore, appena arrivato nei pressi del portone del cliente, un anconetano di 50 anni, è sceso dalla moto e come un pony express ha suonato il campanello per consegnare il pacco.

Gli agenti lo hanno arrestato in flagranza mentre cedeva tre involucri di cocaina all’anconetano.

La successiva perquisizione al domicilio dell’albanese ha permesso di rinvenire e sequestrare oltre 500 euro in banconote di vario taglio, sicuro provento dell’attività di spaccio, anche a fronte del fatto che il giovane è disoccupato.

Ancona – la cocaina sequestrata

All’interno dell’abitazione è stata rinvenuta una bilancia di precisione, numerosi ritagli di chellopane e un paio di forbici, tutto materiale necessario per il confezionamento delle dosi di cocaina di alta qualità che O. L. vendeva sul mercato anconetano a 100 euro al grammo. Inevitabile l’arresto.

Inoltre, l’albanese è stato sanzionato perché guidava la sua fiammante motocicletta di grossa cilindrata, poi sequestrata, senza aver mai conseguito la patente di guida.

Su disposizione del sostituto procuratore dott. Rosario Lionello, gli agenti hanno condotto l’arrestato presso il carcere di Montacuto, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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