Ancona – Arrestato di nuovo dai Carabinieri il topo d’auto

Questa volta l’accusa per l'anconetano è molto più grave: riciclaggio

Ancona, 4 agosto 2018 – Lo scorso giovedì 2 agosto i Carabinieri di Ancona Brecce Bianche hanno dato esecuzione all’ordine di custodia cautelare in carcere a carico di D. G. A., 28enne del posto.

L’arrestato, accusato del reato di riciclaggio, è stato portato presso la Casa Circondariale di Ancona Montacuto, come disposto dal gip del Tribunale dott.ssa Antonella Marrone.

D. G. – già coinvolto in un’articolata indagine nel 2016 quando venne arrestato, sempre su esecuzione di misura cautelare, per una serie di furti su autovetture in sosta – era appena ritornato in libertà dopo aver scontato un periodo di detenzione tra carcere e arresti domiciliari, ma non ce l’ha fatta a restare lontano dai guai e appena libero ha ricominciato a delinquere finendo nuovamente sotto la lente d’ingrandimento della giustizia.

Le indagini dei Carabinieri di Ancona Brecce Bianche, avviate domenica 3 giugno, raccoglievano una denuncia di furto su un’autovettura in sosta parcheggiata nei pressi del campo da baseball di Via Sacripanti, nel Quartiere di Monte Dago.

Nella circostanza gli autori del furto – dopo aver prelevato dall’interno del portafogli della vittima la carta di credito, lasciavano tutto in ordine per non far accorgere la vittima della sottrazione.

Successivamente, effettuavano diversi prelievi presso il bancomat delle Poste della zona Piano di Ancona, oltre ad alcune ricariche su una carta Postepay risultata intestata ad una persona estranea ai fatti.

D. G. si rendeva responsabile di riciclaggio per aver prelevato, in seguito, somme di denaro di provenienza proprio dalla carta postepay caricata illecitamente. Di fatto, si era prestato a svolgere un’attività di “ripulitura” del denaro illecitamente ricavato dal furto sull’autovettura descritto in apertura.

Per questo reato grave il vecchio topo d’auto è finito nuovamente in carcere.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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