Ancona – Alla vista degli agenti e dei cani poliziotto scappa gettando via marijuana

Indagato anche il padre

Ancona – In piazza Salvo D’Acquisto un giovane diciottenne, alla vista dei cani poliziotto e dei suoi conduttori, si allontanava frettolosamente da un gruppo di amici e iniziava a correre voltandosi ripetutamente verso la pattuglia e l’equipaggio cinofilo della polizia.

Una mossa azzardata agli occhi esperti degli agenti che lo intercettavano senza perderlo di vista. Vistosi alle strette, il ragazzo affondava le mani nel giubbotto e gettava a terra un involucro di plastica contenente marijuana.

La droga sequestrata e, nel riquadro in alto, uno dei cani poliziotto
La droga sequestrata e, nel riquadro in alto, uno dei cani poliziotto che hanno partecipato all’azione

Una volta raggiunto, sequestrata la droga, veniva identificato: cittadino italiano, appena maggiorenne, residente in Ancona, incensurato. Subito interrogato, si mostrava alquanto nervoso, e deciso a non rivelare il nome del suo “fornitore”.

Accompagnato dagli agenti presso l’abitazione, apriva il padre del 18enne, un cittadino italiano, 50 anni, libero professionista, incensurato che, alla vista delle divise e dei cani poliziotto iniziava a sudare e a dare segni a sua volta di una inspiegabile agitazione.

Arcano presto svelato dal fiuto infallibile di “Delta” e “Walle”: i due cani poliziotto iniziavano ad abbaiare ripetutamente segnalando ai conduttori la presenza di droga all’interno della casa.

Un accurato controllo dei locali permetteva agli agenti di rinvenire oltre 58 grammi di hashish e marijuana divise in dosi e occultate in 5 barattoli di vetro con chiusura a gancio come quelli usati per le conserve, nascosti nella dispensa fra altri barattoli di pomodoro.

In uno scaffale del garage, inoltre, veniva scoperta una scatola in metallo con la scritta “Amsterdam Holland” contenente 8 spinelli già confezionati , mentre in una scatola in cartone ornata con paglia intrecciata venivano conservati numerosi semi di marijuana.

Chiaro che il giovane si riforniva “in casa”, dove aveva a disposizione una consistente varietà di sostanza stupefacente.

Dopo le formalità di rito il 50enne veniva denunciato per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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