Ancona – Aggiornamento graduatoria assegnazione case popolari

Sarà possibile presentare le domande dalle ore 18:00 del 20 luglio alle ore 24:00 del 18 ottobre 2021

Ancona, 16 luglio 2021 – Da martedì prossimo 20 luglio, sarà possibile presentare le domande  finalizzate all’aggiornamento della graduatoria vigente per l’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata (case popolari).

Il Decreto legge “Semplificazione e innovazione digitale” n. 76/2020 ha reso obbligatorio dal 28 febbraio 2021 adottare la procedura telematica tramite l’autenticazione Spid-Cie per tutti i procedimenti che riguardano la Pubblica Amministrazione.

Case popolari (foto archivio)

In questi mesi, la direzione Politiche Sociali e la direzione Informatica hanno lavorato in stretta sinergia per attivare la piattaforma per la presentazione delle domande di partecipazione che dovranno essere presentate esclusivamente online dalle ore 18:00 del 20 luglio 2021 alle ore 24:00 del 18 ottobre 2021 sul sito dell’Ente:

https://comuneancona.elixforms.it/rwe2/module_preview.jsp?MODULE_TAG=ERP

Gli uffici sono a disposizione degli interessati per fornire le informazioni necessarie ed il supporto tecnico per la compilazione. Chi ha partecipato all’avviso pubblico n. 10 del 03/03/2014 e non ha prodotto aggiornamenti a seguito degli avvisi pubblici n. 7 del 15/02/2016 e n. 44 del 05/10/2017, deve ripresentare la domanda altrimenti decade dal diritto di permanenza nella graduatoria.

Ancona – Emma Capogrossi, assessore Politiche abitative 

Il richiedente è tenuto a presentare domanda di aggiornamento nel caso in cui siano intervenuti mutamenti delle condizioni soggettive e/o oggettive del proprio nucleo familiare che possano comportare una variazione dei punteggi già attribuiti.

«Il tema della casa –  sottolinea l’assessore alle Politiche abitative, Emma Capogrossiassume un ruolo centrale in qualsiasi percorso di autonomia ed autodeterminazione.  Con l’uscita dell’avviso pubblico volto all’aggiornamento della graduatoria, l’Amministrazione comunale intende dare risposta ad uno dei bisogni primari delle fasce più deboli, tenendo conto dell’evoluzione dei bisogni espressi dalla cittadinanza».

DOVE CHIEDERE INFORMAZIONI

  • Presso gli uffici della Direzione Politiche Sociali – Politiche per la casa, contattando i numeri:

071 222 24 09/24 07/24 14

  • Presso la Direzione Politiche Sociali, Viale della Vittoria n. 37 – previo appuntamento da concordare telefonicamente, nei giorni:

– martedì dalle ore 15.00 alle ore 17.00

– giovedì dalle ore 10.00 alle ore 12.00

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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