Anci Marche sigla accordo con la Guardia Costiera di Ancona

AnconaMaurizio Mangialardi, presidente di Anci Marche, ed il Contrammiraglio Francesco Saverio Ferrara, direttore marittimo delle Marche e comandante del Porto di Ancona, hanno sottoscritto un accordo di collaborazione che, partendo dalle rispettive competenze, rafforza l’intesa in materia di scambio di dati ed informazioni, di coordinamento tra le attività turistico-balneari in capo ai Comuni rivieraschi e la regolamentazione della sicurezza sia in mare che negli arenili liberi, per la realizzazione di progetti specifici legati alla salvaguardia della vita umana in mare, sulle spiagge, sulle coste e dell’ecosistema marino, istituendo incontri periodici, tavoli di lavoro e iniziative di approfondimento specifiche.

Ancona – La stretta di mano fra il Contrammiraglio Francesco Saverio Ferrara e Maurizio Mangialardi sancisce l’accordo fra Anci Marche e Guardia Costiera Ancona

L’accordo sottoscritto ad Ancona, della durata di 3 anni, valorizza un protocollo nazionale già in essere tra i vertici dell’Associazione nazionale dei Comuni ed il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera.

«In una regione con 180 km di costa – ha detto Maurizio Mangialardi – la sinergia con la forza militare deputata al controllo della sicurezza in mare e della tutela ambientale è fondamentale. Siamo tra le prime Anci regionali ad aver ratificato a livello locale un accordo sancito anche a livello nazionale».

Soddisfatto anche Francesco Saverio Ferrara: «L’odierno accordo di collaborazione assume, nel rispetto del fondamentale principio della leale collaborazione interistituzionale, un virtuoso esempio di quella meritevole cooperazione tra diversi livelli di governo e di amministrazione che la Guardia Costiera costantemente ricerca – ha sottolineato il Contrammiraglio – Un’iniziativa che intende, quindi, valorizzare le competenze e le professionalità in essere per la miglior tutela dell’uso del demanio marittimo, dell’ambiente e delle coste marchigiane».

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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