Alluvione – Ritrovato il corpo del piccolo Mattia Luconi

I carabinieri hanno rinvenuto il cadavere in un campo allagato nel Comune di Trecastelli

Trecastelli (AN), 23 settembre 2022 – Sono stati i Carabinieri, su segnalazione di un contadino, a ritrovare il corpo senza vita di Mattia Luconi in un campo allagato nei pressi del fiume Nevola nel Comune di Trecastelli.

Mattia Luconi con il suo papà (Photo: Il RestoDelCarlino.it)

Il cadavere del bambino di otto anni, dato per disperso otto giorni fa durante l’alluvione, è stato recuperato a circa tredici chilometri di distanza da località Farneto, nel Comune di Castelleone di Suasa, il luogo da dove lui e sua madre, Silvia Mereu, avevano cercato di sottrarsi alla furia della piena che aveva investito la loro auto uscendo dal finestrino. La corrente però lo aveva strappato dalle braccia della donna salvatasi pur se ferita riuscendo a restare aggrappata ad un albero, Mattia, invece, era stato risucchiato nei gorghi.

Il corpo senza vita del piccolo è stato ritrovato completamente coperto di fango e in avanzato stato di decomposizione. Per avere la certezza ufficiale che sia proprio lui è stato ordinato l’esame del Dna, ma la maglietta blu che gli è stata trovata ancora addosso è stata riconosciuta come sua.

Salgono così a dodici le vittime dell’alluvione nelle Marche. All’appello manca una persona, la mamma cinquantaseienne Brunella Chiu data ancora per dispersa.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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