Aiutiamo il Corpo Bandistico Città di Accumoli a (r)esistere

La raccolta fondi su ‘Produzioni dal basso’ e attraverso l’acquisto del singolo ‘Erano giorni’ della rock band osimana Parallelo 19 sulle principali piattaforme

Rieti, 30 dicembre 2020 – Il progetto Diamoci il La sostiene Il Corpo Bandistico Città di Accumoli (RI) attraverso una raccolta fondi intitolata “Diamoci il La – Erano Giorni – Aiutiamo la Banda di Accumoli” sul portale Produzionidalbasso.com e l’acquisto del brano musicale “Erano giorni” dei Parallelo 19, rock band marchigiana, disponibile su tutte le piattaforme.

I proventi saranno destinati a sostenere le spese per le attività della Banda di Accumoli e la produzione di un cd per il 40° anno dalla fondazione che servirà per l’autofinanziamento nel tempo e a rimettere in circolo la voglia di suonare dopo questi mesi complicati.

Per ringraziare i donatori, le ricompense saranno prodotte anche dal Birrificio San Pancrazio di Accumoli che ha intitolato alla banda un’edizione speciale della sua birra.

Che cos’è Diamoci il la

“Diamoci il La” è un progetto che nasce da un’idea del compositore e musicista Andrea Bugari, è una forma di mobilitazione in cui gli artisti attivisti accendono una luce su problemi non ancora risolti in seno alle comunità, attivando le risorse in campo con la partecipazione e la creatività. “Diamoci il La” diffonde una funzione dell’arte che dia voce al sociale, incanalando emozioni e saperi, il dare e il prendere il là per accordarsi insieme.

Diamoci il la per la Banda di Accumoli

Il Corpo Bandistico Città di Accumoli

A quattro anni dal terremoto che ha colpito il centro Italia, la rock band osimana Parallelo19, in collaborazione con l’associazione Yukers – base ActionAid nelle Marche e la Banda Musicale Città di Accumoli accendono i riflettori sulla difficile ripartenza dell’entroterra, che vede l’emergenza Covid gravare su una realtà ancora alle prese con le macerie e con i problemi legati alla ricostruzione del tessuto sociale. La Banda Musicale di Accumoli, diretta dal Maestro Vittorio Altavilla, è un baluardo di resistenza per la comunità, subito dopo il sisma ha continuato a suonare, prima nelle tende poi negli hotel della costa e attualmente continua la sua opera aggregativa e musicale in una struttura adiacente le casette provvisorie, donata da ActionAid e Cisco.

Erano Giorni – il brano dei Parallelo 19

Il Coro Andrea Grilli di Sirolo

Il brano musicale Erano giorni dei Parallelo19 è stato scritto durante la prima ondata dell’ emergenza Covid. Il brano racconta il distanziamento sociale e i problemi legati al virus, ma non solo, possono essere individuati anche temi e simboli che accomunano le sfide e le falle dell’emergenza terremoto. Il progetto ha ricevuto il patrocinio del Comune di Accumoli e hanno collaborato artisti e professionisti pro-bono: il Coro Andrea Grilli di Sirolo, diretto dal Maestro Samuele Barchiesi, ha impreziosito con le sue voci il brano; il videomaker Matteo Tantucci ha contribuito alla comunicazione del progetto, la Sound Records Studio di Osimo ha messo a disposizione le sale di registrazione, la REC106 Studio di Ancona ha curato il Mix e Mastering, i chitarristi Massimo Latini e Samuele Secchiaroli hanno contribuito alle registrazioni e Luca Catania ha fornito il supporto tecnico.

I Parallelo 19, rock band osimana

«Una canzone può aiutare a riaccendere una luce e noi tutti insieme possiamo fare la differenza – spiegano Michele D’Amico (voce), Claudio Cavina (chitarra), Rodnei Tassi (batteria), Graziano Zannini (basso), Andrea Bugari (tastiere), i cinque componenti della band Parallelo 19 – Volevamo dare un contributo per non dimenticare, e abbiamo trovato nella Banda di Accumoli una realtà di cui abbiamo subito apprezzato la genuinità e l’impegno. Crediamo che la positività, l’amicizia, l’arte, la cultura, la partecipazione siano davvero le cose belle che salveranno il mondo».

ringraziamenti

Per la realizzazione del progetto la Banda Musicale Città di Accumoli e i Parallelo 19, con l’associazione Yukers e tutti i partner, ringraziano il Comune di Accumoli, il sindaco Franca D’Angeli, don Dino Cecconi per aver concesso il Duomo di Osimo per le registrazioni delle parti corali, ActionAid e Rosita Altobelli, Lucia Romagnoli, Patrizia Caruso per il loro fondamentale contributo.

contatti

Andrea Bugari – Ideatore Diamoci il La e Parallelo 19 – cell. 351 99 34 006

Giuseppe Funari – Presidente Corpo Bandistico Città di Accumoli – cell. 329 72 58 203

Chiara Cifatte – Vicepresidente associazione Yukers – cell. 349 31 36 019

link

Piattaforma Produzioni dal Basso – Diamoci il La – Erano Giorni – Aiutiamo la Banda di Accumoli

  • https://www.produzionidalbasso.com/project/diamoci-il-la-erano-giorni-aiutiamo-la-banda-di-accumol i/#donationSection

Clip di presentazione del progetto

  • Diamoci il La – Facebook

https://www.facebook.com/diamociilla

  • Parallelo 19

https://www.facebook.com/parallelo19

  • Corpo Bandistico Città di Accumoli

https://www.facebook.com/bandadiaccumoli/

  • Birra San Pancrazio

https://www.facebook.com/birrasanpancrazio

 

redazionale

© riproduzione riservata


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

© riproduzione riservata

 


link dell'articolo