Via Montorso, urge la messa in sicurezza del manto stradale

Gianluca Castagnani: “In un tratto pericoloso occorre un guard rail”

Loreto, 5 luglio 2020 – «Tutta l’area della località Montorso sembra un mondo a parte – esordisce Gianluca Castagnani consigliere comunale di Loreto Libera – si è sviluppata urbanisticamente ma è stata lasciata nel dimenticatoio, eppure cinque anni di Amministrazione comunale sono tanti e qualche intervento andava programmato e alcune cose andavano fatte».

A detta di Castagnani un intervento sul manto stradale della via è improrogabile. Con l’avvento dei centri commerciali di Pizzardeto il volume del traffico è aumentato notevolmente, e peggiora ulteriormente d’estate grazie alle auto e agli scooter che si dirigono verso il mare: «Le radici degli alberi hanno creato dossi pericolosi che obbligano le auto ad invadere la corsia opposta. E i tombini troppo infossati sono un pericolo per scooter e moto»

Gianluca Castagnani, consigliere comunale di Loreto Libera

L’invito di Castagni ad intervenire con urgenza è rivolto all’assessorato competente: «Il tratto di strada che si affaccia sulla vallata di Montorso –  teatro dei raduni delle Giornate della Gioventù alla presenza di Papa Giovanni Paolo II – è molto pericoloso. Le auto sfrecciano veloci, chi guida è distratto dal panorama. Per evitare il peggio, e che finiscano nella profonda scarpata sottostante, occorre inserire barriere protettive come un guard rail. Salvaguardando comunque le visuali paesaggistiche e gli alberi che arricchiscono questo scorcio verso il Monte Conero e la Riviera da Scossicci fino a Numana».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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