Via Montorso, urge la messa in sicurezza del manto stradale

Gianluca Castagnani: “In un tratto pericoloso occorre un guard rail”

Loreto, 5 luglio 2020 – «Tutta l’area della località Montorso sembra un mondo a parte – esordisce Gianluca Castagnani consigliere comunale di Loreto Libera – si è sviluppata urbanisticamente ma è stata lasciata nel dimenticatoio, eppure cinque anni di Amministrazione comunale sono tanti e qualche intervento andava programmato e alcune cose andavano fatte».

A detta di Castagnani un intervento sul manto stradale della via è improrogabile. Con l’avvento dei centri commerciali di Pizzardeto il volume del traffico è aumentato notevolmente, e peggiora ulteriormente d’estate grazie alle auto e agli scooter che si dirigono verso il mare: «Le radici degli alberi hanno creato dossi pericolosi che obbligano le auto ad invadere la corsia opposta. E i tombini troppo infossati sono un pericolo per scooter e moto»

Gianluca Castagnani, consigliere comunale di Loreto Libera

L’invito di Castagni ad intervenire con urgenza è rivolto all’assessorato competente: «Il tratto di strada che si affaccia sulla vallata di Montorso –  teatro dei raduni delle Giornate della Gioventù alla presenza di Papa Giovanni Paolo II – è molto pericoloso. Le auto sfrecciano veloci, chi guida è distratto dal panorama. Per evitare il peggio, e che finiscano nella profonda scarpata sottostante, occorre inserire barriere protettive come un guard rail. Salvaguardando comunque le visuali paesaggistiche e gli alberi che arricchiscono questo scorcio verso il Monte Conero e la Riviera da Scossicci fino a Numana».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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