Senza incidenti il 40° pellegrinaggio a piedi Macerata-Loreto

Impiegati, per la sicurezza degli oltre 60mila fedeli presenti alla marcia, oltre settanta uomini delle forze dell’ordine

Loreto, 10 giugno 2018 – Si è conclusa senza particolari criticità, nella prima mattinata odierna presso la Basilica di Loreto, la 40ª edizione del Pellegrinaggio che ha visto oltre 60mila fedeli – partiti da Macerata – raggiungere a piedi e silenziosamente la Santa Casa.

L’evento, un punto di riferimento ormai consolidato per migliaia di pellegrini provenienti da tutta Italia, è stato adeguatamente monitorato e gestito sin dai giorni precedenti dai servizi di prevenzione ed antiterrorismo messi in campo dalla Polizia di Stato, in particolare dagli uomini del commissariato di Osimo, su disposizione del Questore di Ancona.

L’arrivo di un flusso ininterrotto di migliaia di fedeli, la partecipazione di alti prelati, fra i quali il Prefetto della Congregazione per i Vescovi, Cardinale Marc Oullet, il carattere religioso della manifestazione e il sacro luogo dove la stessa confluisce, costituiscono un delicato obiettivo sensibile per la cui salvaguardia e tutela sono stati messi in campo tutti gli sforzi organizzativi necessari alla buona riuscita dell’evento in totale sicurezza.

Nella notte appena trascorsa, con l’ingresso del corteo nel territorio loretano (Via Costabianca), la sicurezza è stata garantita da oltre settanta uomini delle forze dell’ordine tra polizia, carabinieri e polizia municipale; con l’ausilio di unità cinofile, artificieri della polizia, unità operative antiterrorismo, personale dei reparti antisommossa, uomini della stradale e molti agenti in borghese mimetizzati fra i pellegrini per scongiurare ogni pericolo ed insidia.

Tutto l’intero percorso da Macerata a Loreto, reso per l’occasione inaccessibile ai veicoli tranne quelli dell’organizzazione, è stato monitorato, insieme al sito della Basilica e l’area della Piazza all’interno della Santa Casa. Preziosa la collaborazione della polizia municipale di Loreto e la consolidata esperienza messa in campo dall’organizzatore dell’evento, il ‘Comitato’ presieduto dal dottor Calzolaio.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primarie del centrosinistra ad Ancona

Lo scontro politico per scegliere il candidato sindaco è fra Ida Simonella e Carlo Maria Pesaresi


Camerano, 23 novembre 2022 – A solleticare questo paneburro&marmellata – ultimamente non è semplice trovare argomenti stimolanti – è stato un lungo post su Facebook di Ezio Gabrielli pubblicato qualche giorno fa e intitolato “Si torna a respirare!”. Consiglio di leggerlo. Argomento: le primarie del centrosinistra ad Ancona per scegliere il candidato sindaco alle Amministrative del 2023.

Due sono i candidati: Ida Simonella, appoggiata apertamente e senza tanti fronzoli dal sindaco uscente Valeria Mancinelli, e Carlo Maria Pesaresi. Quest’ultimo, nelle grazie di Ezio Gabrielli: lo ammette con forza nel suo post di cui, tra l’altro, condivido quasi in toto l’analisi.

Sono 17 i seggi scelti per le primarie sparsi in città, ai quali domenica 27 novembre potranno accedere dalle ore 8.00 alle 20.00 (tranne i seggi 9 e 12 aperti dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00), tutti gli anconetani dai 16 anni in su, previo un minimo contributo in denaro che pare essere volontario.

La feroce critica di Gabrielli al doppio mandato consumato dalla Mancinelli, la condivido. Non conosco personalmente lui, o i due candidati in lizza, o la Sindaca uscente, per cui posso dire la mia senza vincoli di sorta.

«L’impegno di Carlo Pesaresi di questi giorni ha imposto a tutto il centrosinistra, comprese le parti più recalcitranti e settarie, di rimettersi in moto rianimando un sistema linfatico di relazione che l’approccio Mancinelliano della delega in bianco – ed è questa la critica più feroce che deve essere rivolta a quel gruppo dirigente – aveva inaridito», scrive Gabrielli. E ancora: «Il centrosinistra ha realmente creduto che si potesse presidiare un territorio con l’idea dell’uomo/donna forte a cui delegare le scelte… e lo scorso settembre ci siamo, anche nella nostra città, ritrovati con un corpo rattrappito (incapace financo di fare una iniziativa elettorale con tutti i candidati alla Camera, Senato e Primarie), bloccato dall’anoressia di confronto e di idee e così, ritrovarci con una manciata di voti di distanza dal centrodestra».

«Abbiamo governato bene – continua Gabrielli – ma abbiamo manifestato limiti; nelle dinamiche complesse (esempio fra tutte la costruzione dell’azienda unica provinciale dei rifiuti, obbiettivo principale che era stato dato alla Mancinelli sette anni fa), la politica della delega e della semplificazione arrogante non ha funzionato; un tempo siamo stati un capoluogo di regione ma abbiamo perso, in favore di una visione “paesana”, la capacità di esercitare quel ruolo».

Su “abbiamo governato bene” caro Gabrielli, dissento. L’Ancona di oggi non è migliore di quella presa in mano dalla Mancinelli dieci anni fa. Ancona capoluogo di regione, oggi, è una bestemmia. Basta fare un giro a Fano, Pesaro Urbino, Civitanova o Ascoli per capire e toccare con mano quanta vita sociale ed economica in più ci sia in quelle realtà rispetto alla dorica. Invito i lettori ad esprimersi su questo concetto.

In ultimo, al di là delle manovre di partito e degli eventuali interessi in gioco, personalmente m’interessa poco chi sarà il candidato Sindaco di Ancona del centrosinistra. Che sia Simonella o che sia Pesaresi – dalle voci di corridoio, il vincitore delle primarie del centrosinistra si dovrà misurare con il candidato di centrodestra Daniele Silvetti, attuale presidente dell’Ente Parco del Conero, ma non c’è nulla di ufficiale – quel che davvero m’interessa, e credo sia così anche per la gran parte degli anconetani, è che il nuovo Sindaco di Ancona abbia le capacità necessarie, e la giusta visione, per riportare Ancona al centro della regione Marche sul piano politico, geografico, sociale, industriale, culturale e turistico. Un gran lavoro, non lo nego, ma è un lavoro che va fatto se Ancona vuole restare a pieno titolo capoluogo di regione.

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