Partito il restauro della Fonte della Costa d’Ancona e della Fonte del Carpine.

Affidati i lavori alle ditte Alessandrini di Montefortino e Compagnucci di Cingoli

Loreto. Le fonti storiche hanno un grande valore per la città, l’intento del recupero è quello di accrescere l’interesse dei turisti arricchendo la loro visita con un ulteriori percorsi storici ed architettonici, ampliando così l’offerta turistica e culturale e, di conseguenza, anche le occasioni di lavoro. All’appello mancavano i restauri delle ultime due fonti, quella della Costa d’Ancona e quella del Carpine, partiti da qualche giorno.

Gli interventi rientrano nell’accordo di programma firmato tra Regione Marche e Comune di Loreto denominato “Progetto di recupero Mura e Fonti storiche nel territorio del Comune di Loreto“, per un importo di 656mila euro finanziato con fondi Fas (Fondo per le aree sottoutilizzate, strumento di governo della politica regionale e nazionale per la realizzazione di interventi in aree particolari).

La fonte della Costa d'Ancona
La Fonte della Costa d’Ancona in fase di ristrutturazione

Sin dalla costruzione della città, al fine di sostenere la maggiore richiesta d’acqua, sono state realizzate ed utilizzate strutture idrauliche importanti quali l’Acquedotto Pontificio, visibile in contrada Archi, che si alimentava da sorgenti presenti nel Comune di Recanati; i serbatoi storici come quello del Monte Reale e tutta una serie di fontane monumentali quali Fonte della Buffolareccia,  Fonte delle Bellezze , Fontana di Via della Croce – già restaurate – Fonte del Carpine e Fonte della Costa d’Ancona.

A queste si aggiungono due fontane alimentate in passato dall’Acquedotto Pontificio: la Fonte dei Galli, che adorna Piazza Leopardi, e la Fontana della Madonna, al centro dell’omonima piazza e proprio di fronte alla facciata principale della Basilica di Loreto. Ad onor del vero, c’era un’altra fontana a Porta Marina, poi traslata negli anni ′70 al centro di  Villa Musone in Piazza Kennedy.

Le fonti avevano un’importanza logistica in quanto costruite fuori le mura cittadine e lungo le principale vie d’accesso Loreto.

La Fonte della Costa d’Ancona è stata realizzata su disegno di Giovanni Boccalini nel 1574, a lato della Costa d’Ancona. È incassata per diversi metri a causa della pendenza del terreno, mentre il piazzale antistante di forma rettangolare è pavimentato con mattoni posti di taglio, che formano canalizzazioni e pendenze per il deflusso dell’acqua. I tre muri di sostegno sono alti fino a 5 metri, e in uno di essi si aprono due fornici che contengono i lavatoi.

La struttura è di mattoni faccia a vista con pietre d’Istria. Sul bordo dei lavatoi e su tre dei quattro piedritti dei fornici, nel prospetto principale, il doppio marcapiano di mattoni è sormontato da lesene e timpano recante uno stemma con la Santa Casa. In muratura, a due campate, ricoperta di coppi, serviva per abbeverare gli animali, lavare i panni e per attingere acqua da bere.

La fontana del Carpine
La Fonte del Carpine

La fonte del Carpine risale almeno al XIV sec. e si parla già di una “Fontis Carpi” sin dal 1346, negli Annali del Comune di Recanati. Venne ricostruita alla fine del XVI sec., come descritto nella lapide con il nome del Cardinale Protettore Giulio Feltrio della Rovere.

Anche questa fontana è attribuita a Giovanni Boccalini, di forma allungata, si affaccia con il prospetto maggiore lungo via Carpine. Vi si accede attraverso una scalinata poiché mediamente è incassata di 1,6 metri rispetto al livello stradale; di forma rettangolare, con una vasca posteriore scoperta, un lavatoio con volta a botte e la fonte quadrata coperta da due volte a botte concentriche. Attorno vi è uno stretto passaggio delimitato dal muretto perimetrale di contenimento.

La costruzione è in mattoni faccia a vista, mentre i bordi delle vasche e i piedritti angolari della volta mediana e di quelle che coprono la fonte sono in pietra d’Istria. Attorno all’arco principale che delimita il fornice della fonte, vi sono due lapidi e, sopra, uno stemma con la Santa Casa.

La condotta di deflusso delle acque di scolo che si apre sullo spigolo posteriore sinistro, è recuperabile.

Per Loreto è la conclusione di una serie di recuperi importanti soprattutto per i Cammini Lauretani, creando così un tour storico artistico fuori le mura difficilmente riscontrabile in altre città.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Procida Capitale Cultura 2022, Ancona non ce l’ha fatta!

Il sindaco Valeria Mancinelli: “il nostro progetto, popolare, di crescita e di sviluppo, va avanti”


Ancona, 18 gennaio 2021 – Nella mattinata odierna la commissione del MiBACT presieduta da Stefano Baia Curioni ha proclamato la città di Procida (foto) Capitale italiana della Cultura per il 2022. All’annuncio dato dal ministro Dario Franceschini, sull’isola si è scatenato un tifo da stadio.

I complimenti della commissione, al termine della cerimonia d’assegnazione, sono andati tutti al sindaco Raimondo Ambrosino e al suo staff. La motivazione ha premiato la congiunzione tra il valore del progetto, la sostenibilità economica e le sue ricadute socio culturali. «Siamo strafelici – ha esultato fra le lacrime il sindaco Ambrosino – è un’opportunità storica per noi, per tutte le isole e per l’Italia meno in luce».

Delusione per la città di Ancona, anche se mascherata da ottimismo. La città dorica non ce l’ha fatta a convincere i membri della commissione con il suo progetto incentrato tra l’altro sulla cultura dell’Altro, sull’intenzione di far diventare ordinario lo straordinario, come aveva spiegato l’assessore Paolo Marasca in sede di audizione con il MiBACT.

«È stata appena proclamata la Capitale italiana della cultura 2022. La scelta è caduta su Procida. Mi complimento con il collega sindaco e la comunità dell’isola – il commento ufficiale del sindaco Valeria MancinelliSiamo fieri delle parole del presidente della commissione che ha valutato i progetti e ne ha sottolineato il valore, non solo nazionale ma anche europeo. Siamo anche felici di come è stata motivata la scelta della capitale perché la linea su cui si è mossa Procida e il messaggio che ha voluto lanciare hanno molte affinità con il nostro. Dunque siamo sulla strada giusta. Come ho più volte ribadito il nostro progetto, popolare, di crescita e di sviluppo, va avanti. E lo realizzeremo insieme».

Dunque, nonostante i suoi 2400 anni di storia ed un progetto ampio e variegato, Ancona non ce l’ha fatta. Bocciata per il secondo anno consecutivo dopo il primo tentativo del 2020. A batterla è stata Procida, una cittadina di poco più di 10mila abitanti che si affaccia sul mare del Golfo di Napoli, resa famosa a livello internazionale da Massimo Troisi che qui ha girato molte scene del film Il Postino.

Ancona e Procida, due città bagnate dal mare. 100mila abitanti contro 10mila. Con tutta probabilità, le acque del Golfo di Ancona sono diverse da quelle del Golfo di Napoli. Nonostante la delusione per un’opportunità mancata di crescita importante sul piano socio-culturale e turistico, dal capoluogo delle Marche un in bocca al lupo sincero a Procida: sull’isoletta il 2022 sarà un anno fantastico!

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