Niccoletti e Pirchio portano Loreto all’International Congress of Religious

L’evento mondiale si svolgerà a Fatima dal 10 al 12 novembre

Loreto. Il Comune, rappresentato dal sindaco Paolo Niccoletti e dall’assessore al turismo Fausto Pirchio, parteciperà dal 10 al 12 novembre al convegno sul futuro del turismo religioso.

Il seminario, organizzato dal Comune di Ourem in Portogallo, si svolgerà a Fatima e porterà a confrontarsi sul tema le Amministrazioni dei più importanti santuari mariani del mondo.

Fatima
Fatima

«L’importanza dell’evento si traduce in un confronto dove tutti porteranno le loro esperienze – ha dichiarato Niccoletti – ma, soprattutto, è la ricerca di nuove forme e strategie da apportare nei propri luoghi di culto per soddisfare le esigenze turistiche che, pur cambiando da nazione a nazione, sembrano essere molto simili».

Per l’assessore al turismo Fausto Pirchio: «Loreto, città di fede, arte e musica può non bastare, ma da qui noi dobbiamo ripartire ed ampliare l’offerta. Un esempio sono i Cammini Lauretani che porteremo al congresso come una tra le nostre esperienze più recenti ed azzeccate».

L'assessore Fausto Pirchio
L’assessore Fausto Pirchio

L’incontro di Fatima non sarà solo un momento di scambio e suggerimenti, potrà diventare per il nostro Comune una vetrina pubblicitaria di notevole impatto. «Certo – ribadisce Pirchio – infatti ne può nascere una promozione mediatica globale. Andremo a Fatima con una troupe televisiva di Mariavision, che con i suoi 54 milioni di telespettatori sparsi nel mondo e con le sue trasmissioni collega tutti i continenti. Abbiamo le carte in regola per fare proposte interessanti ed adeguate, visto il gran numero di pellegrini che ogni anno fanno visita alla Santa Casa. Questo congresso – conclude l’assessore – è l’occasione per proporci ad alti livelli, considerando che il nostro Santuario ospita una delle più importanti reliquie della cristianità».

 


Un commento alla notizia “Niccoletti e Pirchio portano Loreto all’International Congress of Religious”:

  1. Emidio says:

    Penso che siano andati a chiedere un miracolo!
    chissà se avranno trovato aperto?

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Crisi di Governo e disobbedienza dei ristoranti

Venerdì 15 gennaio migliaia di locali in mezza Italia rialzano le saracinesche


Camerano – 14 gennaio 2021 – Devo smentire me stesso. Due giorni fa, da questo stesso spazio, avevo scritto: “Il Governo Conte 2 sta per crollare sotto la mannaia renziana di un’Italia Viva che con due Ministre e una insignificante manciata di voti si permette il lusso di volerne decidere le sorti. Probabilmente è un bluff, alla fine Renzi dimostrerà di non avere le palle per andare fino in fondo. Incasserà il massimo possibile e troverà le giuste scuse per lasciare le Ministre dove stanno. Ovviamente, il tutto all’insegna del bene dell’Italia e degli italiani” (Corriere del Conero, Il caos agitato della pandemia, 12 gennaio 2021)

I fatti, dopo 48 ore, hanno dimostrato che mi sbagliavo: Matteo Renzi, ieri, (foto) ha ritirato le due Ministre di Italia Viva aprendo, di fatto, la crisi di governo e sfidando apertamente il premier Giuseppe Conte alle uniche due alternative possibili: dimettersi o andare in Parlamento a cercare i numeri per una maggioranza che, allo stato attuale, non esiste. Ma in politica, specialmente in Italia, mai dire mai: troppi salti del grillo e della quaglia, troppi passi all’indietro a mo’ dei gamberi.

Dunque, smentendomi piacevolmente, Matteo Renzi le palle ha dimostrato d’averle, eccome! Ma pure tanto coraggio che, in questo tempo di pandemia, per il PD e i 5 Stelle viene considerato pazzia pura: “Con il Paese in grave difficoltà per via del Covid, le terapie intensive affollate, i contagi che continuano a crescere, i ristori da designare, la campagna vaccinale appena partita da gestire, aprire una crisi di governo è pura follia”, è il loro mantra.

Ha ragione Renzi, o hanno ragione loro? A guardarla dall’esterno, avrebbero ragione entrambi. Renzi, perché quel che chiede, e non stiamo qui a ribadirlo, è sacrosanto, concreto e rispondente al vero; PD e 5 Stelle perché, per come è messo il Paese in questa fase, non si può perdere tempo in litigi politici e partitici quando invece andrebbe speso tutto nel gestire e risolvere i problemi pandemici a livello sociale, sanitario, economico, lavorativo.

Certo è che il quadro, nel suo insieme, al momento è un miscuglio di colori indecifrabili e il titolo del mio editoriale di due giorni fa: “il caos agitato della pandemia”, lo descrive benissimo. Il presidente Mattarella ha fretta di risolvere la crisi, profondamente consapevole dei guasti che produrrebbe al Paese se dovesse prolungarsi oltre misura. Renzi, viaggia a muso duro e in punta di unghie sul filo della lama di un rasoio: potrebbe incassare parecchio o sparire del tutto. Il centrodestra non fa sconti e vorrebbe subito elezioni anticipate. Il Premier, dopo aver accentrato ogni decisione e alzato muri intorno a sé, o riesce nella magia di mettere in piedi un Conte ter o dovrà rimettere il mandato nelle mani di Mattarella.

Tutto questo mentre il Paese, esausto, sfinito, sfiduciato e impaurito, non ne può più. E arrivano le prime ribellioni serie. Domani, venerdì 15, nelle Marche, in Toscana, in Emilia Romagna, migliaia di ristoratori hanno deciso per la disobbedienza totale ai Dpcm contiani e, costi-quel-che-costi-ormai-chi-se-ne-frega, rialzeranno le saracinesche dei loro locali senza più limiti d’orario. Pur rispettando tutte le direttive su distanziamento, sanificazione, mascherine e via dicendo. Mentre i politici a Roma litigano, gli italiani dell’Italia reale e in sofferenza reagiscono come possono e si ribellano. Non per salvarsi la poltrona, ma per salvarsi la vita.

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