Loreto: storie di sfollati

Loreto ha accolto nelle sue strutture ricettive gli sfollati dal terremoto, la maggior parte dei quali provenienti dai territori del tolentinate. Capita così che le vie del centro siano frequentate da turisti “forzati” che portano con sé le proprie storie.

L'ingresso di Palazzo Illirico
L’ingresso di Palazzo Illirico

La signora Attilia è stata sistemata a Palazzo Illirico, che s’affaccia sulla Piazza della Madonna.  «Qui mi trovo benissimo – ci racconta – sia come vitto che come alloggio. Purtroppo, essendomi rotta un piede ho una mobilità alquanto ridotta. Con mio figlio, abbiamo dovuto lasciare la nostra casa perché inagibile, anche se ad onore del vero nella nostra palazzina ci sono ancora due famiglie».

È arrabbiata la signora Attilia, ce l’ha con l’ascensore di casa che non funziona dal 2007, con l’amministratore che non ha fatto niente in tutti questi anni e con il terremoto che: «non c’entra però ha contribuito. Così adesso è anche più difficile recuperare le nostre cose. Chissà quando potremo tornare – sospira -. Ringrazio tanto gli abitanti lauretani per l’ospitalità».

Meno complicata la storia di Stefano. «Mi trovo molto bene – ammette – la struttura è ottima, le persone gentili; dopo i primi giorni di ambientamento adesso, non dico che sto come a casa, ma quasi. Spero di poter rientrare nella mia abitazione prima di Natale, purtroppo a Tolentino c’è solo una commissione che effettua i sopralluoghi e pur non abitando in zona rossa, al momento non posso rientrare. Spero che il sindaco – si augura Stefano – come ha promesso aumenti le commissioni di controllo per velocizzare i rientri. Abbiamo tutti bisogno della nostra città».

L'hotel Pellegrino e Pace
L’hotel Pellegrino e Pace

Francesco, e sua moglie Beatrice, sono alloggiati all’hotel Pellegrino e Pace. Hanno dovuto lasciare in fretta e furia la loro villetta: «Abbiamo avuto tanta paura – ammettono – è caduto il camino sul tetto e siamo scappati in strada. Qui abbiamo trovato un po’ di tranquillità e tanto affetto. Vorremmo rientrare ma dobbiamo aspettare il nullaosta del Comune di Tolentino. Stiamo pensando di trovare una casa in affitto per un periodo, ma è molto difficile».

Interviene Beatrice: «A Tolentino è un caos – sbotta – addirittura c’è chi mette  in affitto le case a prezzi fuori mercato. Speriamo ci siano controlli anche per questo tipo di sciacallaggio; alla fine della fiera se dobbiamo andare in affitto, veniamo al mare».

Gli sfollati nel territorio lauretano sono circa trecento. Di questi, settanta con handicap si trovano al Centro Giovanni Paolo II, trasformato per l’occasione in casa protetta. Sia la Protezione civile sia la Croce rossa seguono giornalmente le esigenze degli sfollati.

 

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ciao Anconitana, benvenuta AnconaMatelica

Come andare a letto in Eccellenza e risvegliarsi in Serie C!


Camerano, 16 giugno 2021 – Incubo o sogno? Delusione o gioia? Opportunismo o riscatto? Elemosina o risarcimento? Tutto ciò, e forse ancora di più, deve aver provato quel tifoso del calcio dorico che ieri ha appreso dello tzunami (positivo?) che ha travolto l’Anconitana del presidente Stefano Marconi. Anconitana e presidente che spariscono dal palcoscenico sportivo per far posto al progetto AnconaMatelica arrivato con la forza di un’onda anomala prodotta da quel terremoto (positivo?) del presidente Mauro Canil da Matelica.

Come andare a dormire sapendo di dover affrontare un’altra tribolata annata calcistica in Eccellenza, per risvegliarsi il mattino dopo con la certezza che non sarà tribolata né in Eccellenza bensì in Serie C.

Un sogno, senza dubbio! Invece, parrebbe proprio di no. Condizionale d’obbligo fintanto che le parole, i progetti, le intenzioni e gli impegni non si trasformeranno in fatti reali, concreti, funzionanti. Parrebbe di no dal momento che patron Canil sembra aver convinto e messo d’accordo tutti: tifosi dorici della Nord, Amministratori comunali (Guidotti e Mancinelli) “Non mi è mai capitato di trovare un’Amministrazione così disponibile”, città, giornalisti, scettici, raccattapalle, venditori di bibite e bastian contrari.

Poteva essere diversamente? No. Ieri, in conferenza stampa alla Mole Vanvitelliana, Mauro Canil da Matelica ha parlato forte e chiaro ai presenti nell’esporre il suo progetto che mette al centro, meglio, al vertice della piramide, lo sviluppo senza se e senza ma del settore giovanile (Progetto Giovani del Territorio) con sei squadre che parteciperanno ai vari campionati nazionali. Ragazzi che preferibilmente verranno cercati sul territorio anconetano/marchigiano prima che altrove.  (Nella foto: il presidente Mauro Canil, l’assessore allo Sport di Ancona Andrea Guidotti, il presidente Stefano Marconi).

Poi, verrà l’interesse per la prima squadra con quelle promesse che tanto sono piaciute alla Curva Nord: la società si chiamerà AnconaMatelica, per poi diventare solo Ancona dalla seconda stagione, la maglia sarà biancorossa, avrà lo scudo del Cavaliere armato. «Mi piace molto il Cavaliere – ha sottolineato Canil, che ha comunque aggiunto con convinzione – Vengo ad Ancona ma non vi prometto nulla, faremo una squadra dignitosa e punteremo a restare nella categoria. Tutto quello che verrà in più sarà ben accetto. Marconi ha promesso una sponsorizzazione per i prossimi 5 anni e noi punteremo a coinvolgere nel progetto le aziende del territorio».

Questo era ciò che il mondo del pallone dorico voleva sentirsi dire, e questo Canil gli ha detto. Servito con lucidità, decisione, convinzione, esperienza (per lui parlano i suoi trascorsi e l’apprezzamento che si porta dietro). L’uomo è sembrato degno, serio, credibile, onesto. Il Presidente lo scopriremo man mano, con la convinzione che nessuno prova  a fare calcio solo per gettare soldi dalla finestra. Qualche tornaconto dovrà averlo pure lui. E se lo sai gestire bene il settore giovanile un tornaconto te lo dà.

Prossime tappe del nuovo progetto: entro il 28 giugno, iscrizione della prima squadra al campionato; entro il 15 luglio cambio nome della società con atto notarile. Punti fermi: la dirigenza resterà quella del Matelica con moglie, figlio e dirigenti vari quasi tutti al femminile. L’allenatore sarà quello del Matelica. Previsto qualche inserimento di figure anconetane.

In chiusura un invito a una riflessione che non vuol significare nulla. Semplicemente, una citazione passata per la mente senza riferimenti a chicchesia. È firmata Massimo D’Azeglio: “Saper campare del proprio, poco o molto che sia, è la prima garanzia di una vita onorata e tranquilla. Quando, invece, si comincia a vivere dell’altrui, addio tranquillità e purtroppo non di rado, addio onore”.

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