Loreto – Stanziati i fondi per l’integrazione e l’aggiornamento di un nuovo piano per le antenne

Un altro punto a favore del comitato di protesta dei cittadini

Loreto – Mentre il comitato per la tutela dei beni culturali e ambientali continua la sua battaglia per il No all’antenna nel centro storico, attraverso volantini e manifesti affissi per tutta la città, l’amministrazione ha dato mandato con delibera di giunta agli uffici di predisporre un nuovo piano delle antenne.

L'esplicito invito dei cittadini loretani a desistere dall'installazione di un'antenna ripetitore
L’esplicito invito dei cittadini loretani a desistere dall’installazione di un’antenna ripetitore nel centro storico

«Sono stati stanziati i fondi per l’integrazione e l’aggiornamento del piano delle antenne datato 2001 – specifica l’assessore Pamela Flamini – ad oggi il Comune è dotato di un regolamento in combinato disposto con l’art. 39 bis delle norme tecniche di attuazione, che pone un freno all’installazione selvaggia delle antenne. A 16 anni dalla sua entrata in vigore – continua l’assessore – è necessario aggiornare ed integrare tale regolamento, anche perché nel frattempo la normativa si è modificata. Occorre redigere un nuovo piano da condividere con Arpam,  Asur, Regione, gestori telefonici e cittadinanza, in modo da evitare che per il prossimo futuro si possano verificare problemi sull’ubicazione delle stesse».

Il sindaco Niccoletti ribadisce: «L’obiettivo dell’amministrazione è sempre stato quello di tutelare la salute dei cittadini nel rispetto delle normative vigenti, e già nella riunione tenutasi il 22 dicembre scorso, in sede di Commissione Ecologia, io e l’assessore Flamini avevamo annunciato l’intenzione di adottare tutti i provvedimenti necessari per far sì che si potesse procedere con il riesame dell’antenna sull’Hotel Loreto. E, nel contempo, per l’avvio della procedura di adozione di un nuovo piano delle antenne più stringente per i gestori.

Franco Raffi, presidente del comitato di protesta
Franco Raffi, presidente del comitato di protesta dei cittadini che lottano per evitare l’installazione di antenne radio nel centro storico cittadino. Una battaglia che sta costringendo l’amministrazione a tornare sui propri passi e ad aggiornare le normative in materia.  

All’attuale amministrazione – continua il sindaco – non interessano slogan o l’arrivismo di chi, estrapolando qualche frase qua e là, fa propri e si prende i meriti di altri. All’amministrazione interessa mantenere fede alla parola data ai propri cittadini non con spot, ma con provvedimenti fondati e inattaccabili. La conferma è stata quella di aver dato avvio alla procedura di riesame dell’antenna sull’Hotel Loreto, dopo una approfondita disamina con il supporto dei tecnici dell’Università Politecnica delle Marche».

Con il nuovo piano cittadino delle antenne si aprirà un nuovo capitolo per Loreto, con una diversa e più consapevole visione sia a livello di inquinamento che paesaggistico. Va dato atto al comitato dei cittadini di aver fatto da apripista, pungolando l’amministrazione con le sue manifestazioni di protesta a tutela della salute e del benessere nel centro storico.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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