Loreto punto per punto

Strade, scuole, giardini... ne parliamo con Marco Ascani assessore ai lavori pubblici

Loreto – Un piacevole approfondimento a ruota libera con Marco Ascani, assessore ai lavori pubblici, sulla situazione in città. Punto per punto, siamo entrati nel cuore dei problemi e delle iniziative di quello che è considerato da sempre uno degli assessorati più ostici da gestire.

Loreto. Marco Ascani, assessore ai lavori pubblici
Loreto. Marco Ascani, assessore ai lavori pubblici

Marco Ascani, sposato dal 2005, ha due figli di 7 e 9 anni. È alla sua prima esperienza politica, eletto nel 2015 con la lista di maggioranza Adesso Loreto. È responsabile di stabilimento in un’azienda di pressofusione e finitura superficiale di metalli. Attivo da sempre nell’associazionismo ed in parrocchia, nel 2011 ha preso il brevetto di pilota di aviazione civile ed ultraleggeri.

Assessore, a che punto siamo con la scuola elementare Marconi, risultata inagibile dopo il terremoto?

«L’agibilità della scuola per il prossimo anno scolastico è improbabile. Alle famiglie che giustamente chiedono informazioni, stiamo comunicando come data di riapertura l’anno scolastico 2018-2019. Abbiamo affidato, a seguito di gara, i lavori per la valutazione della vulnerabilità sismica e, salvo imprevisti, dovremo ricevere l’esito dello studio entro la fine di aprile. Solo dopo quella data conosceremo l’entità dell’intervento da eseguire. Nel bilancio di previsione 2017 – puntualizza Ascani – abbiamo inserito oltre 500mila euro nei capitoli di edilizia scolastica, con lo scopo di intervenire proprio nella scuola Marconi».

Il complesso scolastico “G.Marconi” in Via Marconi, 34 a Loreto
Il complesso scolastico “G.Marconi” in Via Marconi, 34 a Loreto

Il punto sicurezza delle altre scuole sul territorio?

 «Estenderemo le prove di vulnerabilità anche per tutti gli altri edifici scolastici, secondo il cronoprogramma approvato in Giunta lo scorso dicembre e, soprattutto, completeremo la messa a norma degli impianti di ogni plesso al fine di ottenere il CPI: Certificato prevenzione incendi».

Le strade sono piene di buche che vengono sistematicamente rattoppate, è possibile fare qualcosa di più concreto e definitivo?

«Vero. Purtroppo le nostre strade necessitano di importanti operazioni di lifting, la sicurezza stradale è un problema che sin dalle prime battute della legislatura abbiamo preso in carico. Consideri che nel 2016 sono stati investiti oltre 200mila euro per il rifacimento di Via Pizzardeto, Via Fonte delle Bellezze, Via dell’Oca Bianca, Via Sacconi; e che di recente sono stati affidati ulteriori lavori per le vie dissestate dalle radici degli alberi, come Via S. Francesco e a seguire Via Rampolla».

Loreto. La posa in opera dell'asfalto anti radici
Loreto. La posa in opera dell’asfalto anti radici

A proposito, come funzione l’asfalto anti radici che state utilizzando?

«In questi ultimi casi abbiamo introdotto l’utilizzo di un conglomerato speciale che, grazie alle sue caratteristiche drenanti ed il basso impatto ambientale, permette alla pianta di ricevere il corretto nutrimento in profondità, sotto lo strato di asfalto, evitando la risalita della radice in superficie alla ricerca di acqua e sostanze nutritive. Praticamente, vengono azzerate le emissioni di nitrati, cloruri e solfiti. È inteso che l’elevata capacità drenante aumenta notevolmente la sicurezza della strada in caso di pioggia. Un progetto pilota, unico nelle Marche, guardato con interesse anche dai Comuni limitrofi, che abbiamo intenzione di estendere anche ad altre vie, in primis Via Aldo Moro».

Veniamo all’annoso problema dell’ascensore e ai tempi per il ripristino, per Pasqua sarà funzionante?

«Sin dalla sua inaugurazione, l’ascensore inclinato che collega i parcheggi Eurhope a Via Sisto V ha obbligato il Comune a spese di manutenzione, ordinarie e straordinarie, per circa 40mila euro annui.

Un dono fatto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nel 2007 che però ha causato imbarazzanti disservizi e consistenti spese, fino a costringere l’attuale amministrazione alla sofferta ed impopolare decisione di chiuderlo al pubblico. (guarda video qui sotto, ndr)

L’obiettivo da subito perseguito – tiene a precisare l’assessore – è stato quello di convincere il MIT, che lo ha progettato, costruito e collaudato, ad intervenire a proprie spese assumendosi in un certo senso la responsabilità delle problematiche.

Dopo un lungo peregrinare, alcune difficoltà e la collaborazione della Delegazione Pontificia siamo riusciti ad ottenere dal Ministero la somma di 350mila  euro necessaria per ripristinare il normale funzionamento, eliminando i problemi strutturali causa di tutti i mali.

I tempi non saranno brevi, dopo l’approvazione del bilancio, affideremo l’incarico per la progettazione e, a seguire, stimiamo in circa 6 mesi il termine dei lavori. Il nostro obiettivo è la riapertura in occasione delle festività della Venuta, il prossimo dicembre».

 Situazione dei giardini, iniziamo dal diserbo…

 «La manutenzione del verde urbano è un altro capitolo che mi sta a cuore e che ho difficoltà a sintetizzare in una risposta. In primis vorrei ricordare che dall’estate 2015, subito dopo il nostro insediamento, abbiamo eliminato l’utilizzo del diserbante chimico glisofate sostituendolo con l’acido pelargonico. A seguire, nell’estate 2016, abbiamo acquistato un impianto manuale di pirodiserbo ed attualmente siamo in contatto con la prima ditta italiana produttrice di diserbante eco-sostenibile a base di scarti di malvasia, lana e olio d’oliva, assolutamente privo di additivi chimici».

Loreto. La potatura degli alberi del quartiere nuovo pagata con il tesoretto ricavato dei posteggi
Loreto. La potatura degli alberi del quartiere nuovo pagata con il tesoretto ricavato dai posteggi

Le potature…

«L’impegno nella ricerca di soluzioni alternative ci ha permesso di maturare l’idea che fosse necessaria la collaborazione con un agronomo, in particolare per la verifica delle alberature lungo i viali e le strade. Il massiccio intervento di potatura realizzato tra dicembre e gennaio, è stato oggetto di approfondite valutazioni riportate in relazioni dettagliate. Mostrano la mappatura e catalogazione di oltre 100 piante, un lavoro degno di nota».

Come procedete per affrontare la processionaria?

«I pensionamenti e l’impossibilità di effettuare assunzioni, hanno fortemente ridotto l’organico del 3° settore, creando notevoli difficoltà nella cura ordinaria di parchi e giardini. In questi giorni abbiamo provveduto alla rimozione meccanica dei nidi di processionaria, muovendoci in modo autonomo e dando seguito alle numerose segnalazioni dei cittadini. Nei prossimi mesi valuteremo eventuali interventi di profilassi attraverso iniezioni sul tronco di abamectina, come indicato dall’Assam».

A quando la fine dei restauri delle mura?

«Il progetto originario di restauro finanziato con fondi Arcus, è stato completato. Attualmente, grazie alla disponibilità del dirigente del provveditorato ai lavori pubblici di Ancona, le economie ottenute con il ribasso d’asta, circa 100mila euro, sono state completamente vincolate al restauro del tratto non incluso nel progetto iniziale, la parte di cinta muraria sottostante Via Asdrubali. Una volta conclusi i lavori, previsti per l’inizio dell’estate, l’intero perimetro delle mura cittadine sarà stato rimesso a nuovo».

La fontana della Costa d'Ancona
La fontana della Costa d’Ancona

E quelli delle Fonti del Carpine e della Costa d’Ancona?

«Per quanto riguarda le fonti i lavori di quella del Carpine sono terminati, e fra pochi giorni verrà riconsegnata alla città l’ultima oggetto di restauro, quella di via Costa d’Ancona. Gli interventi eseguiti sono relativi all’accordo di programma firmato tra Regione Marche e Comune di Loreto,  per un importo di  656mila euro. Finanziato con Fondi FAS: Fondo per le Aree Sottoutilizzate, strumento di governo della politica regionale nazionale.

Le Fonti Storiche hanno un grande valore per la nostra città. l’intento del recupero è quello di accrescere l’interesse dei pellegrini arricchendo la loro visita con ulteriori percorsi storici ed architettonici. Lavoreremo affinché si possano generare concrete occasioni di lavoro».


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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