Loreto – Passo indietro del sindaco sull’antenna nel centro storico

Il comitato di protesta dei cittadini raggiunge un primo obiettivo

Loreto – Punto a favore del comitato per la tutela dei beni culturali ed ambientali, sorto spontaneamente per dire No all’installazione di un’antenna radio trasmittente  nel pieno centro cittadino.

Il sindaco di Loreto Paolo Niccoletti
Il sindaco di Loreto Paolo Niccoletti

Il sindaco Paolo Niccoletti, dopo un incontro avvenuto  nella sede comunale con alcuni docenti dell’Università Politecnica delle Marche specializzati in materia, ha deciso di riconsiderare l’installazione della stazione radio base sopra l’hotel Loreto in pieno centro storico. Lo ha fatto attraverso una missiva, con valore di  atto ufficiale, inviata al responsabile del IV settore del Comune.

Raggiunto telefonicamente dal giornale, Niccoletti ha dichiarato: «Era giusto ed opportuno, trattandosi della salute dei cittadini, contattare esperti in materia. E visto che sono state rilevate delle possibili problematiche nel procedimento seguito dagli uffici competenti, e considerando le specifiche complessità  tecniche, ho ritenuto opportuna la necessità di un ulteriore approfondimento istruttorio con eventuale riesame del procedimento autorizzativo. Soprattutto – ha sottolineato il primo cittadino – alla luce del regolamento comunale per il controllo dei campi elettromagnetici e delle altre norme urbanistico-edilizie del Comune stesso».

Franco Raffi, presidente del comitato di protesta
Franco Raffi, presidente del comitato di protesta

Nella sua conclusione, Niccoletti non ha dimenticato di cercare di stemperare i toni nei confronti del comitato di protesta dei cittadini. Dandogli diplomaticamente una parte di merito per il ripensamento del Comune: «Ovviamente – ha ammesso – è stata presa in considerazione la segnalazione del comitato del prof. Franco Raffi. E tengo a sottolineare che la questione non è assolutamente di natura politica ma tecnica e procedurale».

Dunque, la fiction dell’antenna non finisce qui. Sono attese altre puntate con ulteriori colpi di scena.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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