Loreto invasa dai Carabinieri

Sfileranno la fanfara e due pattuglie a cavallo

Loreto. Domani, domenica 20 novembre, la città sarà invasa dai Carabinieri per l’annuale raduno pellegrinaggio interregionale dell’ associazione nazionale omonima.

Il corteo con la fanfara in testa
Il corteo con la fanfara in testa

Quest’anno il raduno ha un sapore particolare e gli organizzatori lo vogliono dedicare  ai tanti sfollati che hanno perso la propria abitazione, la propria sicurezza e protezione familiare.

Sarà una giornata all’insegna della sobrietà, che mira a regalare qualche momento di gioia proprio a quelle persone che si trovano a Loreto forzatamente, a causa dell’evento sismico. Oltre, ovviamente, a tutti quelli che da sempre si rispecchiano nei valori dell’Arma, sempre presente e a disposizione del Paese.

Per l’occasione, il Comando Generale invierà due tra i più importanti e rappresentativi reparti, la Fanfara di Roma, che si esibisce solitamente per il nostro Presidente della Repubblica ed il Reggimento a cavallo con ben due pattuglie.

I Carabinieri a cavallo
I Carabinieri a cavallo

Ci piace ricordare come sempre la straordinaria e preziosa partecipazione della Banda musicale locale che accompagnerà la sfilata con le sue arie, alternandosi a quelle della fanfara dei Carabinieri.

Ci sono tutte le premesse per una bella e simpatica giornata votata alla Virgo Fidelis, patrona dell’Arma.

Il programma si apre con l’ammassamento alle 10 di domani presso Porta Marina; poi in corteo per il centro storico fino ad arrivare a Piazzetta Garibaldi, dove verranno onorati i caduti di tutte le guerre con la deposizione di corone di alloro. La sfilata riprenderà fino in Piazza della Madonna dove verrà celebrata la Santa Messa presieduta dall’arcivescovo Giovanni Tonucci.

La fanfara col pennacchio
La fanfara col pennacchio

Come al solito, sarà uno spettacolo il passaggio delle pattuglie a cavallo della “benemerita”, con le loro caratteristiche divise e i loro cappelli con pennacchio rosso e bianco. Un modo, il loro, per dimostrare la centenaria vicinanza alla salvaguardia  del cittadino e, perché no, per far sognare ad occhi aperti i più piccoli.


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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