Loreto – Da oggi ristrutturare o ampliare casa costa meno

L’Amministrazione rimodula le tariffe

L’Amministrazione ha inteso revisionare le tariffe per la determinazione delle somme dovute per la monetizzazione degli standards urbanistici di cui al DM 1444/68 introitate dal Comune, per il rilascio dei permessi a costruire richiesti ai sensi della Legge Regionale 22/2009, (Piano Casa).

In linea con la decisione presa dal legislatore, di prorogare cioè il Piano Casa per tutto il 2017, anche l’Amministrazione di Loreto ha voluto incentivare l’uso di tale strumento riducendo le tariffe e individuando gli scaglioni con importi in funzione del volume d’intervento e non più in modo fisso.

Come puntualizza il consigliere Battistoni, presidente della Commissione Urbanistica:

«Ai cittadini è data la possibilità di riqualificare un edificio dal punto di vista energetico e architettonico, ma anche di ingrandirlo aumentandone la volumetria. Diventa infatti possibile – spiega Battistoni – ricavare una o più stanze aggiuntive per rispondere al fabbisogno abitativo o produttivo, con un investimento minore rispetto all’acquisto di una nuova casa».

Pamela Flamini, assessore all’Urbanistica del Comune di Loreto

L’assessore all’Urbanistica  Pamela Flamini ribadisce: «Con tale riduzione, si intende dare una risposta concreta a chi, pur avendone necessità, non era in grado di accollarsi i costi fino ad oggi previsti a causa del permanere della crisi economica; tutto ciò per il rilancio del settore delle costruzioni e per incentivare  gli interventi di ampliamento e/o di ristrutturazione degli immobili esistenti sul nostro territorio».

La tabella con i nuovi valori di riferimento:

AMPLIAMENTO MC          IMPORTO MONETIZZAZIONE

  • da 0 a 30 mc                                      € 1260,00
  • da 31 va 60 mc                                  € 2520,00
  • da 61 a 100 mc                                  € 3780,00
  • >100mc                                              € 210/mq di sup. STD

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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