Loreto – Controllo antidroga dei Carabinieri all’Istituto Einstein-Nebbia

Il cane Anita becca un consumatore recanatese di marijuana

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Loreto – Questa mattina, giovedì 23 marzo, i carabinieri hanno predisposto un controllo antidroga presso gli Istituti Alberghiero e Ragioneria “Einstein-Nebbia”. Con il supporto del nucleo cinofili di Pesaro hanno operato una serie di controlli a tappeto nei confronti dei giovani studenti diretti a scuola.

 

Controlli estesi, grazie all’assenso del dirigente scolastico, anche all’interno di alcune classi dell’Istituto.

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Grazie al fiuto formidabile del carabiniere “Anita”, un bellissimo esemplare di pastore tedesco, i militi hanno fermato in una strada adiacente alla scuola un giovane 17enne, nato e residente a Recanati che, alla vista della pattuglia, cercava freneticamente di occultare qualcosa nello zaino.

Una manovra vanificata dalla presenza di Anita che riusciva a recuperare della sostanza stupefacente del tipo marijuana quantificata in grammi 1,5 sottoposta a sequestro.

Il carabiniere "Anita"
Il carabiniere “Anita”

Il giovane recanatese, incensurato e non noto alla FF.PP., riferiva che la droga era per uso personale e pertanto, nei suoi confronti, scattava la sanzione amministrativa per: detenzione illegale di sostanza stupefacente per uso personale; e la conseguente segnalazione all’U.T.G. – Prefettura di Ancona, per i provvedimenti di competenza.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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