Loreto – Centro storico: il ripetitore non lascia ma raddoppia

Il comitato di protesta chiede un incontro con il sindaco che si dice disposto a riconsiderare la questione

Loreto – Spunterà una nuova antenna in pieno centro storico, sopra la torre civica, un impianto di comunicazione elettronica broadband wireless access. La società che installerà l’impianto ha ottenuto tutte le autorizzazioni del caso: dall’Arpam, direzione provinciale di Ancona, per quanto riguarda l’inquinamento elettromagnetico; dalla Asurav 2, servizio igiene e sanità pubblica; dal Utc settore IV Comune di Loreto riguardante l’impatto paesaggistico.

la skyline di Loreto
la skyline di Loreto potrebbe cambiare se venisse installato un nuovo ripetitore sulla torre civica

Questo tipo di attrezzatura è di caratteristiche diverse dall’antenna che contestano i residenti del centro storico, quella che verrà installata sopra l’Hotel Loreto nel centralissimo Corso Boccalini.

I cittadini che hanno istituito un comitato di protesta, continuano a raccogliere le firme contro l’installazione. Ieri sera, 11 gennaio, si sono riuniti per decidere le azioni da intraprendere per evitare la messa in funzione  dell’apparato ripetitivo, chiedendo al sindaco, attraverso una missiva, di sospendere i lavori. Dalla documentazione acquisita dal comitato pare esserci un errore riguardante l’iter burocratico per l’ottenimento delle autorizzazioni.

Si è scoperto che il sito del centro storico interessato all’installazione non rientri tra i cinque elencati nel regolamento comunale per questo tipo di antenna. In centro, secondo il regolamento, si possono installare solo microcelle di una potenza limitata.

L'hotel Loreto
L’hotel Loreto lungo il centralissimo Corso Boccalini 

Ma non è tutto. L’antenna verrebbe montata su un tetto a suo tempo condonato, e non si sa se questo è in grado di reggere il peso dell’impianto.

Un comitato di cittadini molto determinato a far valere le proprie ragioni, dunque, opposto ad un primo cittadino che, posto di fronte alla questione, si è detto disposto a vagliare e a riconsiderare la scelta. Un passo indietro del sindaco giustificato dal fatto che quello in discussione non è un problema politico, ma riguarda la salute pubblica.


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ancona e i perseguitati politici antifascisti

Ricostituita nelle Marche l’ANPPIA memoria storica con presidente Gianluca Quacquarini


Camerano, 26 gennaio 2023 – Arriva una nota in redazione a firma Gianluca Quacquarini consigliere comunale dorico in orbita Articolo Uno, già iscritto al M5 stelle e ancora prima nel PD: “Ricostituita ad Ancona l’ANPPIA, Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti, ed io sono stato eletto presidente di questa ricostituita federazione”.

Lì per lì, ignorando del tutto l’esistenza di questa Associazione, sono stato assalito dallo sgomento. Ma come, nel 2023 stiamo ancora a parlare di perseguitati politici antifascisti? In oltre vent’anni di mestiere, dal 2000 ad oggi, non ne ho mai incontrato uno. A cosa diavolo serve ricostituire una simile associazione? E ancora, a cosa diavolo serve essere degli anti qualcosa se quel qualcosa è finito nel 1946?

Gianluca Quacquarini

Mio nonno poteva essere un antifascista, dal momento che fu mandato al fronte nella Prima Guerra Mondiale (1915-1918) come un ‘ragazzo del ‘99” (nati nel 1899). E dunque testimone adulto dell’era fascista (1919-1943). Mio padre poteva essere un antifascista, dal momento che vide la luce nel 1928, alla caduta del regime di Mussolini aveva 15 anni e dunque sapeva cosa significasse esserlo. Un pensiero reso concreto dal fatto che per tutta la vita mio padre tenne nel cassetto del comodino in camera da letto la tessera del PCI, anche quando il PCI non esisteva più.

Loro sì, ma io? E con me tutti quelli della mia età o più giovani come appunto Quacquarini… Per me e per loro che senso ha, oggi, parlare di perseguitati politici antifascisti? Nessuno, ma rispondo solo per me. Per il semplice motivo che sono cresciuto in un’epoca in cui questi perseguitati semplicemente non esistevano. Appartenevano ad un passato per me remoto. Occhio però a giudicare, perché da quando ho iniziato a capire la storia ho sempre condannato il regime di Mussolini, e conosciuto a fondo la storia dei perseguitati politici antifascisti, da Sandro Pertini in testa e soci illustri, suoi compagni di lotta.

Così, sempre per capire, ho fatto qualche ricerca e finalmente ho capito. L’ANPPIA, che ha sede a Roma sin dal 1946, ha uno Statuto, un Comitato esecutivo con tanto di Revisori dei conti e un Collegio dei Probiviri; edita un giornale bimestrale: L’antifascista, fondato guarda tu proprio da Sandro Pertini, e ha sempre dedicato molta parte delle sue energie alla ricerca e diffusione della conoscenza della storia dell’Antifascismo e dei suoi protagonisti, attraverso pubblicazioni, convegni, mostre, attività nelle scuole e molto altro.

Quel che vale per la Shoah, dunque, vale anche per l’ANPPIA: la memoria storica è importante, mai dimenticare quei perseguitati dal fascismo che hanno fatto la galera e subìto l’esilio – in alcuni casi pagando con la propria vita – per costruire l’Italia democratica, liberale e repubblicana di oggi.

Dunque, il senso di questa ricostituzione sta tutto qui: ricordare la storia per non dimenticare, un monito affinché non si ripetano più certe storture del passato, assolutiste e sanguinarie. Del passato, però! Perché oggi proprio grazie a quegli eroi certe reminiscenze sono state cancellate, non ci appartengono più. E certi gruppetti nostalgici lasciano il tempo che trovano e non vale neppure la pena citarli.  Meglio così, per un attimo avevo pensato che mi fosse sfuggito qualcosa!

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