Loreto – Arrestato pedofilo reo confesso

Accertate violenze sessuali nei confronti di due minori

Loreto – I militari della locale Stazione, a seguito di delicata attività investigativa sui cui c’è ancora il massimo riserbo, hanno dato esecuzione all’ordinanza dell’applicazione di misura cautelare emessa dal Tribunale di Ancona e hanno tratto in arresto, dopo averlo rintracciato presso la propria abitazione, l’insospettabile S.D.P., nato e residente a Loreto, classe 1971, coniugato, operaio, incensurato, responsabile del reato di violenza sessuale continuata ai danni di due minori.

L'arresto del pedofilo
L’arresto del pedofilo

Il provvedimento, scaturito da un’informativa di reato del Comando Stazione di Loreto, trasmessa alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona, ha portato alla luce il grave delitto consumato all’ombra della Santa Casa, identificando l’orco operaio che il 27 ottobre e il 28 novembre 2016, approfittando dei buoni rapporti con famiglie del vicinato, aveva insidiato due minorenni: una bambina di 11 anni e un ragazzo di 12, inducendoli con gesti insidiosi e repentini ad avere rapporti intimi.

Grazie alla fondamentale collaborazione e denunce dei genitori dei due minorenni e degli assistenti sociali, si riuscivano a ricostruire dettagliatamente le orrende azioni e i gravissimi indizi di colpevolezza del maniaco sessuale arrestato.

Costui, all’atto dell’arresto confessava ai carabinieri operanti di essere un malato pedofilo consegnando spontaneamente il proprio telefonino che, riferiva, era lo strumento utilizzato per adescare bambini in “chat”. Telefonino sequestrato e attualmente oggetto di accertamenti ed ulteriori indagini.

L’arrestato, dopo l’espletamento delle formalità di rito, è stato posto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione coniugale, in quanto sposato e senza figli, ma soprattutto per evitare il pericolo di reiterazione di altri delitti della stessa specie.

Sono in corso le indagini al fine di ricostruire ulteriori contatti e atti di pedofilia posti in essere dall’orco operaio, con l’identificazione di eventuali altre vittime minorenni.

RICETTAZIONE

Loreto – Gli stessi militari, nell’arco della serata di ieri, hanno denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona per il reato di: ricettazione, C.V., nato a Lucera (FG), classe 1998, residente a Porto Recanati (MC), celibe, nullafacente, pregiudicato.

A carico del pregiudicato foggiano, sono stati raccolti gravi e precisi indizi di colpevolezza in ordine al possesso di uno smartphone “Samsung” di proprietà di una donna 43enne di Potenza Picena (MC), asportatole da ignoti il 15/11/2016 all’interno della scuola media “Solari” di Loreto, denunciato presso il Commissariato di P.S. di Civitanova Marche (MC).

La refurtiva del valore di € 300,00 circa, veniva recuperata e sottoposta a sequestro in attesa di restituzione al legittimo proprietario.

 

redazionale

 


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

© riproduzione riservata


link dell'articolo

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi