La Confartigianato Loreto si schiera a favore del mercato in Via Sisto V

Loreto – Riceviamo un comunicato stampa da Confartigianato e pubblichiamo integralmente.

“Giacomo Delsere, presidente di Confartigianato Ambulanti Marche, apprezza la nuova vita del mercato settimanale di Loreto lungo via Sisto V. L’obiettivo di riportarlo all’interno delle mura cittadine per rivitalizzare il centro storico ed arginare la fuga di ambulanti che, stanchi dei magri affari, hanno gradualmente abbandonato le periferiche via Aldo Moro e viale Europa, è stato al momento raggiunto.

Un bozzetto di Giorgio Domenici sulla riqualificazione di Piazza Giovanni XXIII e Via Sisto V
Un bozzetto di Giorgio Domenici sulla riqualificazione di Piazza Giovanni XXIII e Via Sisto V

Confartigianato Ambulanti ha condiviso lo “spostamento del mercato del venerdì”, approvato a suo tempo dal civico consesso, dei banchi di frutta, verdura e mercanzia varia dall’attuale posizione, in zona caserma, a via Sisto V, via Castelfidardo e piazzale dei Galli.

In questo modo si è assicurato ai clienti del mercato un posto auto vicino, si è  favorito l’afflusso in centro di residenti e abitanti dei Comuni limitrofi ed il mercato è tornato a crescere anche se ulteriori verifiche potranno essere effettuate dopo un congruo  periodo.

C’ è infatti bisogno di un periodo significativo per valutare compiutamente se la nuova posizione del mercato è soddisfacente per tutti oppure ha bisogno di ulteriori riposizionamenti.

Va comunque apprezzato il comportamento del Comune di Loreto e dell’assessore al Commercio Pirchio, che hanno ascoltato le richieste degli operatori e che hanno permesso questa nuova collocazione, che era stata sollecitata dalla categoria da molto tempo.

Ora ci auguriamo che i cittadini approfittino di questa nuova posizione anche per frequentare di più il centro storico di Loreto che presenta tante opportunità”.

 

segreteria di Confartigianato Marche


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

© riproduzione riservata


link dell'articolo