Inversione di tendenza: a Loreto calano positivi e quarantene

Quasi raddoppiano i guariti. Il sindaco Pieroni sollecita i ristori alla Regione Marche

Loreto, 30 marzo 2021 – Consueto appuntamento video settimanale con i cittadini, ieri sera, da parte del sindaco Moreno Pieroni che li ha aggiornati via social sull’andamento della pandemia.

Buone notizie. finalmente, per chi abita nella Città Mariana. Rispetto a sette giorni fa, infatti, calano i positivi al Covid-19 che scendono da 131 a 96. Così come calano anche le persone in quarantena che passano da 184 a 153. I nuovi contagi nell’arco della settimana sono 18, comunque in calo rispetto a lunedì 22 marzo quando erano 37. Infine, i guariti sono 53 (erano 30 sette giorni fa).

Loreto – Al centro, in piedi, il sindaco Moreno Pieroni (foto d’archivio)

In sostanza, a Loreto la curva epidemiologica sembra iniziare a scendere: «Grazie alla costanza, alla serietà e al sacrificio di tutti i residenti – ha sottolineato Pieroni – segno che quando una città è unita e rispetta le nuove regole imposte dalla pandemia  i risultati arrivano. Chiedo a tutti di non abbassare la guardia, non siamo ancora fuori dall’emergenza ma siamo sulla buona strada».

Pieroni, poi, ha affrontato il tema scuole. «Dal 20 ottobre 2020 al 1 marzo 2021 – ha ricordato – a Loreto 21 classi sono state messe in quarantena su un totale di 62 classi presenti nel comprensorio. Di queste 21, molte sono state messe in quarantena in modo preventivo. Una scelta che alla fine si è dimostrata corretta e che ha pagato in termini di minori contagi».

Che Loreto, come d’altronde la gran parte dei Comuni delle Marche e dell’Italia, sia in grande difficoltà sul piano economico-commerciale, lo dimostrano le parole in chiusura di Pieroni: «Loreto, quanto prima, deve avere i ristori da destinare alle realtà economiche che non possono lavorare. Sono certo che la Regione Marche sappia recepire questa necessità e la invito ad intervenire nel modo più celere ed adeguato».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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