Grande affluenza a Loreto alla Giornata per la prevenzione

Agli stand Confartigianato i consigli utili degli esperti per assumere stili di vita corretti e il test predittivo dell’Alzheimer

Loreto – In tanti hanno partecipato alla giornata dedicata alla salute promossa dalla Confartigianato a Loreto. Presso i gazebo allestiti in piazza della Madonna una equipe di esperti ha distribuito materiale informativo, fornito utili consigli su come mantenersi in forma e assumere stili di vita corretti, somministrato questionari e test predittivi dell’Alzheimer.

Uno dei gazebo allestisti da Confartigianato in Piazza della Madonna in occasione della giornata dedicata alla salute

Una campagna di prevenzione pensata per le famiglie e organizzata dalla Confartigianato Anap – Ancos, che ha aderito alla 10° giornata nazionale di predizione dell’Alzheimer “Senza ricordi non hai futuro”, in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma, la Fondazione per lo studio della geriatria e gerontologia e la Croce Rossa Italiana – un appuntamento che vede l’Associazione impegnata da un decennio – e alla 1° campagna “Manteniamo il passo” dedicata all’informazione ed alla sensibilizzazione sull’importanza di assumere uno stile di vita corretto e con la giusta alimentazione e attività fisica.

Il gruppo dei visitatori eccellenti

Hanno visitato i gazebo l’Arcivescovo Delegato Pontificio di Loreto Mons. Giovanni Tonucci, una delegazione del Comune di Loreto, a cui vanno i ringraziamenti della Confartigianato per la sensibilità sempre dimostrata in questi anni nei confronti dell’iniziativa. Presenti il presidente e la responsabile ANAP Confartigianato Ancona Pesaro e Urbino Sergio Lucesoli e Rosella Carpera, Enzo Ciccarelli presidente regionale Confartigianato ANAP, l’imprenditore dirigente Confartigianato Andrea Capodaglio, il responsabile Confartigianato Loreto Giorgio Edelweiss, assieme ai volontari della sezione locale della Croce Rossa Italiana.

In molti hanno inoltre effettuato ai gazebo il test per glicemia, ipertensione, udito e compilato il questionario predittivo che individua una possibile predisposizione alla patologia di Alzheimer.

Confartigianato è parte attiva nella lotta contro la malattia organizzando periodicamente iniziative di sensibilizzazione.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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