Gli sfollati del centro Giovanni Paolo II mangiano da Dio

Organizzata una cena pro ospiti per giovedi 7 dicembre

Loreto. Il centro giovanile Giovanni Paolo II in via Montorso 4, tel. 0717501552, ospita dagli inizi di novembre uno dei gruppi di sfollati dal terremoto.

Sono 64 persone affette da disabilità varie, allontanate da casa per l’inagibilità temporanea delle loro abitazioni e che contano di tornarvi per Natale.

Don Paolo Volpe è il direttore del centro.

Don Paolo Volpe, al microfono, è il direttore del centro giovanile
Don Paolo Volpe, al microfono, è il direttore del centro giovanile Giovanni Paolo II

Direttore, quando e come nasce il centro giovanile Giovanni Paolo II?

«Nasce per volontà di Papa Giovanni Paolo II dopo Eurhope 1995 quando, nella piana di Montorso, il Santo Padre ha incontrato giovani di tutta Europa per dare loro una speranza e una ragione di vita. Erano anni particolari quelli, nella ex Juogoslavia si stava combattendo una tra le guerre più cruente degli ultimi anni.

Lo scopo principale era quello di dare una “casa” che, attraverso il coordinamento della pastorale giovanile, servisse a tutti quei giovani che vogliono approfondire la loro fede e la loro umanità. Grazie ai fondi del giubileo all’inizio del nuovo secolo il centro è stato inaugurato».

Una vista
Una vista del centro giovanile che oggi ospita 64 sfollati dal terremoto

Oggi ospitate i disabili e loro familiari che provengono dalle zone del terremoto

«Il nostro centro ha dato da subito la più ampia disponibilità alla regione, alla protezione civile e all’asur. Dopo la forte scossa del 30 ottobre, siamo stati contattati per accogliere persone che avevano l’assistenza domiciliare in casa. Li abbiamo accolti a braccia aperte e, insieme a loro, familiari e badanti.

Abbiamo riorganizzato il centro come una vera e propria residenza assistenziale per anziani, con un’equipe di medici, tra cui due della Croce rossa e sette infermieri che sono a disposizione nella struttura 24 ore al giorno. A tutto ciò aggiungiamo il contributo della comunità e dei volontari del centro giovanile, ai quali si sono aggiunti volontari di altre associazioni e movimenti, anche non collegati direttamente con la chiesa. Siamo presenti in qualsiasi ora del giorno per dare loro il giusto supporto».

Sono tanti i giovani volontari corsi a dare una mano al centro, dimostrando un senso
Sono tanti i giovani volontari corsi a dare una mano al centro, dimostrando una notevole disponibilità e umanità

Quanto tempo occorrerà per farli rientrare nelle loro abitazioni?

«L’obiettivo è far rientrare più persone possibili entro Natale, anche se non dipende da noi».

Il 7 dicembre organizzate una cena a favore di questi ospiti particolari…

«Sì. Insieme alle quinte classi dell’istituto alberghiero di Loreto Einstein-Nebbia abbiamo pensato di fare un percorso intitolato: Mangiare da Dio.

Don Andrea Ciucci che svolge le sue funzioni in Vaticano, ha iniziato da qualche anno, avendo il pallino della cucina, degli studi su cibo e catechesi attraverso la valenza umana ed antropologica del mangiare descritto nella Bibbia.

A conclusione di una serie di incontri con le quinte classi, durato due mesi, a cui erano presenti anche i professori, abbiamo deciso di fare una cena mercoledì  7 dicembre organizzata, per quel che riguarda l’aspetto del servizio e della cucina, dagli studenti dell’alberghiero».

Don Andrea Ciucci, fautore della cena
Don Andrea Ciucci, fautore del progetto culinario Mangiar da Dio

Saranno serviti quattro piatti – continua don Paolo – dedicati a quattro santi. Don Andrea Ciucci spiegherà il connubio tra il piatto ed il santo, mentre scorreranno le immagini della preparazione della pietanza.

Allieterà la serata Linda Valori di Fermo, arrivata alcuni anni fa terza a Sanremo giovani, ed attualmente  tra le più importanti voci jazz e blues del panorama europeo. Una serata diversa per festeggiare insieme il Natale che si avvicina. Il ricavato, la quota è di 20 euro, sarà totalmente devoluto ai nostri ospiti. Mi raccomando, prenotate entro domenica 4 dicembre!»

Linda Valori
Linda Valori, la cantante fermana che allieterà la cena del sette dicembre

Nel refettorio, insieme a don Paolo, abbiamo scambiato alcune impressioni con alcuni ospiti.

«Stiamo benissimo – ha confermato la signora Pina – il posto è meraviglioso, i volontari ci coccolano, mi arrabbio quando si parla male della gioventù».

Mario ribadisce il concetto, ma con un cruccio. «È tutto molto bello, ma lo sarebbe ancor di più passare il Natale a casa».

Negli occhi degli sfollati dal terremoto
Negli occhi degli sfollati dal terremoto si coglie un certo disagio e la nostalgia di casa 

Nei loro occhi notiamo un velo di tristezza. La nostalgia di casa è forte, così come la voglia di tornare quanto prima ad essere di nuovo padroni della propria vita.


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ancona e i perseguitati politici antifascisti

Ricostituita nelle Marche l’ANPPIA memoria storica con presidente Gianluca Quacquarini


Camerano, 26 gennaio 2023 – Arriva una nota in redazione a firma Gianluca Quacquarini consigliere comunale dorico in orbita Articolo Uno, già iscritto al M5 stelle e ancora prima nel PD: “Ricostituita ad Ancona l’ANPPIA, Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti, ed io sono stato eletto presidente di questa ricostituita federazione”.

Lì per lì, ignorando del tutto l’esistenza di questa Associazione, sono stato assalito dallo sgomento. Ma come, nel 2023 stiamo ancora a parlare di perseguitati politici antifascisti? In oltre vent’anni di mestiere, dal 2000 ad oggi, non ne ho mai incontrato uno. A cosa diavolo serve ricostituire una simile associazione? E ancora, a cosa diavolo serve essere degli anti qualcosa se quel qualcosa è finito nel 1946?

Gianluca Quacquarini

Mio nonno poteva essere un antifascista, dal momento che fu mandato al fronte nella Prima Guerra Mondiale (1915-1918) come un ‘ragazzo del ‘99” (nati nel 1899). E dunque testimone adulto dell’era fascista (1919-1943). Mio padre poteva essere un antifascista, dal momento che vide la luce nel 1928, alla caduta del regime di Mussolini aveva 15 anni e dunque sapeva cosa significasse esserlo. Un pensiero reso concreto dal fatto che per tutta la vita mio padre tenne nel cassetto del comodino in camera da letto la tessera del PCI, anche quando il PCI non esisteva più.

Loro sì, ma io? E con me tutti quelli della mia età o più giovani come appunto Quacquarini… Per me e per loro che senso ha, oggi, parlare di perseguitati politici antifascisti? Nessuno, ma rispondo solo per me. Per il semplice motivo che sono cresciuto in un’epoca in cui questi perseguitati semplicemente non esistevano. Appartenevano ad un passato per me remoto. Occhio però a giudicare, perché da quando ho iniziato a capire la storia ho sempre condannato il regime di Mussolini, e conosciuto a fondo la storia dei perseguitati politici antifascisti, da Sandro Pertini in testa e soci illustri, suoi compagni di lotta.

Così, sempre per capire, ho fatto qualche ricerca e finalmente ho capito. L’ANPPIA, che ha sede a Roma sin dal 1946, ha uno Statuto, un Comitato esecutivo con tanto di Revisori dei conti e un Collegio dei Probiviri; edita un giornale bimestrale: L’antifascista, fondato guarda tu proprio da Sandro Pertini, e ha sempre dedicato molta parte delle sue energie alla ricerca e diffusione della conoscenza della storia dell’Antifascismo e dei suoi protagonisti, attraverso pubblicazioni, convegni, mostre, attività nelle scuole e molto altro.

Quel che vale per la Shoah, dunque, vale anche per l’ANPPIA: la memoria storica è importante, mai dimenticare quei perseguitati dal fascismo che hanno fatto la galera e subìto l’esilio – in alcuni casi pagando con la propria vita – per costruire l’Italia democratica, liberale e repubblicana di oggi.

Dunque, il senso di questa ricostituzione sta tutto qui: ricordare la storia per non dimenticare, un monito affinché non si ripetano più certe storture del passato, assolutiste e sanguinarie. Del passato, però! Perché oggi proprio grazie a quegli eroi certe reminiscenze sono state cancellate, non ci appartengono più. E certi gruppetti nostalgici lasciano il tempo che trovano e non vale neppure la pena citarli.  Meglio così, per un attimo avevo pensato che mi fosse sfuggito qualcosa!

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