Funziona la campagna vaccinale a Loreto stazione

Scendono ancora positivi e quarantene

Loreto, 13 aprile 2021 – Nel suo consueto video settimanale ai loretani del lunedì, il sindaco Moreno Pieroni ieri sera ha fatto il punto sulla situazione della campagna vaccinale in atto in città e sull’andamento dei contagi.

Loreto – Le vaccinazioni nella tensostruttura a Loreto stazione

«Sabato 10 aprile primo giorno di vaccinazione ai cittadini nella tensostruttura della stazione di Loreto – ha esordito Pieroni – Un giorno di grande soddisfazione. Le cose sono andate bene grazie ai Medici di base e di famiglia, alla Protezione civile, alla Croce Rossa, all’assessorato alla Sanità e ai Servizi sociali, alle Forze dell’ordine e alla Polizia municipale. È stato un esempio da esportare in tutta la città».

Pieroni non ha tralasciato una stoccatina ai vertici regionali. «I prossimi sabati si continuerà così – ha detto – e se la Regione Marche fornirà le dosi necessarie potremo accelerare con le vaccinazioni».

L’altra nota positiva arriva dal report sui contagi in città. Continua a scendere il numero dei positivi al Covid, una discesa che dura ormai da settimane. A ieri i positivi sono scesi a 49 rispetto ai 73 della scorsa settimana, mentre anche le persone in quarantena sono scese a 65 rispetto alle 110 di sette giorni fa.

Loreto – Il sindaco Moreno Pieroni nel video diffuso ieri sera, 12 aprile, dalla pagina social del Comune

«Due dati che dimostrano come i vostri sacrifici stiano dando i giusti risultati – ha commentato il Sindaco – Se questa è la linea, l’obiettivo è quello di riaprire nei prossimi giorni tutta una serie di attività e iniziative. L’Amministrazione è impegnata affinché per le prossime festività del 25 aprile e del 2 giugno si possano creare le giuste condizioni per festeggiare insieme ai cittadini».

L’auspicio è quello di poterlo fare in presenza, nel rispetto di tutte le normative anti Covid.

 

redazionale

© riproduzione riservata


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

© riproduzione riservata


link dell'articolo

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi