Emergenza Coronavirus, modalità di erogazione Buoni Spesa

Il modulo per la domanda è scaricabile dal sito del Comune

Loreto, 3 aprile 2020 – Nel quadro della situazione economica determinatasi per effetto dell’emergenza Covid-19, e  in attuazione del D.P.C.M. 28 marzo 2020, dell’ordinanza  del Dipartimento di Protezione Civile n. 658 del 29 marzo 2020 e della delibera di Giunta Comunale n. 58  del 1/4/2020, i soggetti in stato di bisogno per soddisfare necessità urgenti ed essenziali possono presentare richiesta per beneficiare di buoni spesa utilizzabili per l’acquisto di generi di prima necessità.

Per generi di prima necessità s’intendono  i prodotti alimentari – escluso alcolici e superalcolici -, per l’igiene personale e la disinfezione – compresi pannolini, pannoloni, ecc. –  e prodotti per l’igiene della casa, da utilizzarsi esclusivamente in uno degli esercizi commerciali del territorio di residenza (per l’elenco degli esercizi consultare il sito del Comune). Di seguito un estratto della normativa:

Chi può fare richiesta

Possono fare richiesta, prioritariamente, i cittadini bisognosi colpiti dalla situazione economica determinatasi per effetto dell’emergenza Covid-19. I “buoni spesa” saranno concessi ai nuclei familiari in condizioni di “disagio economico” e con difficoltà a sostenere le spese alimentari e di prima necessità, in particolare:

  • Nucleo familiare non percettore di reddito, derivante da lavoro dipendente, il cui datore di lavoro abbia richiesto ammissione al trattamento di sostegno al reddito a zero ore ai sensi del DL 18/2020;
  • Nucleo familiare non percettore di reddito, derivante da lavoro dipendente, il cui datore di lavoro abbia richiesto ammissione al trattamento di sostegno al reddito ai sensi del DL 18/2020 a ridotto orario di lavoro;
  • Nucleo familiare non percettore di reddito, derivante da attività autonoma, il cui titolare ha cessato/sospeso l’attività (commerciale, artigianale, industriale ecc…) a seguito dei provvedimenti del Governo emanati per contenere la diffusione del contagio da virus Covid-19;
  • Nucleo familiare in condizione di disagio economico segnalato da soggetti/associazioni del terzo settore, anche percettore di trattamenti pensionistici o di reddito da lavoro o beneficiario di forme di sostegno al reddito, purché di importo complessivo non superiore ad € 600,00;
  • Nucleo familiare in condizione di disagio economico in carico ai servizi sociali, anche beneficiario del reddito di cittadinanza, REI o altre forme di sussidio, purché di importo complessivo non superiore ad € 600,00;
  • Nucleo familiare privo di reddito.

Per la concessione dei “buoni spesa” si terrà conto del valore dei risparmi immediatamente disponibili, dichiarati dal richiedente: – il saldo dei conti correnti bancari e/o postali, altri tipi di depositi e/o titoli bancari o postali, intestati ai componenti del nucleo familiare non deve superare complessivamente la somma di € 5.000,00 alla data del 31 marzo 2020.

Il nucleo familiare non deve percepire altri redditi derivanti da proprietà di ulteriori unità immobiliari oltre alla casa di abitazione (a meno che venga comprovato che non viene percepito alcun canone di locazione). Nessun componente del nucleo familiare deve risultare percettore di altra forma di contributo pubblico o privato di sostegno al reddito (Reddito di cittadinanza, REI, NASPI, CIG), oltre quelli precedentemente elencati.

Nessun componente del nucleo familiare percepisce pensione o reddito da lavoro di importo mensile superiore ad € 600,00. Per ciascun nucleo familiare può essere presentata una sola domanda per accedere alla presente misura.

Le dichiarazioni saranno oggetto di verifica e controllo da parte degli Uffici Comunali, che si avvarranno della Guardia di Finanza, dell’Inps e dell’Agenzia delle Entrate.

Entità dei buoni spesa

I buoni spesa alimentari sono titoli spendibili negli esercizi commerciali aderenti nel Comune di Loreto pubblicati sul sito internet comunale. Il buono spesa è concedibile una tantum. Saranno emessi con pezzature da € 25,00. L’ammontare del buono spesa viene stabilito in € 100,00 per ciascun componente il nucleo familiare fino ad un massimo di tre componenti, incrementato di € 50,00 per ogni ulteriore componente il nucleo stesso.

Il buono spesa concorrerà al pagamento del conto fino al suo ammontare nominale, l’eventuale integrazione del prezzo potrà essere solo in aumento mediante contante a cura del cliente, non sono ammessi “resti” in denaro sul valore del buono.

Il buono è personale e non è cedibile a terzi; verrà ritirato dall’esercizio commerciale per la riscossione del prezzo dal Comune. Non è ammesso duplicato e il buono dovrà avere il sigillo anticontraffazione in originale.

Per la concessione dei buoni spesa i Servizi Sociali terranno conto prioritariamente delle situazioni di stato di bisogno causate dalla situazione di emergenza economica determinata dall’emergenza epidemiologica da virus Covid-19.

Modalità di presentazione della domanda

La domanda dovrà essere presentata utilizzando l’apposito modello predisposto dal Servizio Sociale (scaricabile dal sito del Comune), e dovrà pervenire prioritariamente a mezzo mail (servizisociali.loreto@regione.marche.it) ai Servizi Sociali; e solo in caso di assoluta impossibilità ad utilizzare la mail, previo appuntamento telefonico con l’assistente sociale per la successiva consegna a mano

Alla mail va allegata la copia scansionata (anche con foto del cellulare) della carta di identità con file firmato a mano e scansionato; – è possibile inviare la richiesta tramite Pec all’indirizzo: comune.loreto@emarche.it con documento firmato digitalmente ;

Per ulteriori informazioni e per concordare appuntamenti è possibile contattare i Servizi Sociali del Comune di Loreto ai seguenti numeri telefonici: 071.7505681/7505663/7505624 (dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 14.00) oppure tramite e-mail: servizisociali.loreto@regione.marche.it

Ovviamente, il Comune effettuerà i dovuti controlli e verifiche circa la veridicità delle dichiarazioni sostitutive rese, anche richiedendo la produzione di specifica attestazione Isee, non appena le direttive nazionali consentiranno la normale ripresa delle attività e saranno oggetto di controllo e verifica da parte delle Autorità preposte (Guardia di Finanza, Inps, Agenzia delle Entrate). Si ricorda che chi rilascia dichiarazioni mendaci è punito ai sensi del codice penale e delle leggi speciali in materia e decade dai benefici eventualmente conseguenti al provvedimento emanato sulla base della dichiarazione non veritiera.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ancona e i perseguitati politici antifascisti

Ricostituita nelle Marche l’ANPPIA memoria storica con presidente Gianluca Quacquarini


Camerano, 26 gennaio 2023 – Arriva una nota in redazione a firma Gianluca Quacquarini consigliere comunale dorico in orbita Articolo Uno, già iscritto al M5 stelle e ancora prima nel PD: “Ricostituita ad Ancona l’ANPPIA, Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti, ed io sono stato eletto presidente di questa ricostituita federazione”.

Lì per lì, ignorando del tutto l’esistenza di questa Associazione, sono stato assalito dallo sgomento. Ma come, nel 2023 stiamo ancora a parlare di perseguitati politici antifascisti? In oltre vent’anni di mestiere, dal 2000 ad oggi, non ne ho mai incontrato uno. A cosa diavolo serve ricostituire una simile associazione? E ancora, a cosa diavolo serve essere degli anti qualcosa se quel qualcosa è finito nel 1946?

Gianluca Quacquarini

Mio nonno poteva essere un antifascista, dal momento che fu mandato al fronte nella Prima Guerra Mondiale (1915-1918) come un ‘ragazzo del ‘99” (nati nel 1899). E dunque testimone adulto dell’era fascista (1919-1943). Mio padre poteva essere un antifascista, dal momento che vide la luce nel 1928, alla caduta del regime di Mussolini aveva 15 anni e dunque sapeva cosa significasse esserlo. Un pensiero reso concreto dal fatto che per tutta la vita mio padre tenne nel cassetto del comodino in camera da letto la tessera del PCI, anche quando il PCI non esisteva più.

Loro sì, ma io? E con me tutti quelli della mia età o più giovani come appunto Quacquarini… Per me e per loro che senso ha, oggi, parlare di perseguitati politici antifascisti? Nessuno, ma rispondo solo per me. Per il semplice motivo che sono cresciuto in un’epoca in cui questi perseguitati semplicemente non esistevano. Appartenevano ad un passato per me remoto. Occhio però a giudicare, perché da quando ho iniziato a capire la storia ho sempre condannato il regime di Mussolini, e conosciuto a fondo la storia dei perseguitati politici antifascisti, da Sandro Pertini in testa e soci illustri, suoi compagni di lotta.

Così, sempre per capire, ho fatto qualche ricerca e finalmente ho capito. L’ANPPIA, che ha sede a Roma sin dal 1946, ha uno Statuto, un Comitato esecutivo con tanto di Revisori dei conti e un Collegio dei Probiviri; edita un giornale bimestrale: L’antifascista, fondato guarda tu proprio da Sandro Pertini, e ha sempre dedicato molta parte delle sue energie alla ricerca e diffusione della conoscenza della storia dell’Antifascismo e dei suoi protagonisti, attraverso pubblicazioni, convegni, mostre, attività nelle scuole e molto altro.

Quel che vale per la Shoah, dunque, vale anche per l’ANPPIA: la memoria storica è importante, mai dimenticare quei perseguitati dal fascismo che hanno fatto la galera e subìto l’esilio – in alcuni casi pagando con la propria vita – per costruire l’Italia democratica, liberale e repubblicana di oggi.

Dunque, il senso di questa ricostituzione sta tutto qui: ricordare la storia per non dimenticare, un monito affinché non si ripetano più certe storture del passato, assolutiste e sanguinarie. Del passato, però! Perché oggi proprio grazie a quegli eroi certe reminiscenze sono state cancellate, non ci appartengono più. E certi gruppetti nostalgici lasciano il tempo che trovano e non vale neppure la pena citarli.  Meglio così, per un attimo avevo pensato che mi fosse sfuggito qualcosa!

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