Di nuovo fermo l’ascensore inclinato di Loreto. L’ira del Sindaco

Moreno Pieroni si sfoga sui social per le continue e infruttuose manutenzioni e minaccia di far causa alla ditta esterna incaricata

Loreto, 7 settembre 2022 – L’ascensore inclinato di Loreto non funziona di nuovo. Necessita di continue manutenzioni nonostante sia stato riaperto da circa un mese. Un disservizio che ha mandato su tutte le furie il sindaco Moreno Pieroni, che si sfoga sulla pagina social del Comune e minaccia di far causa alla ditta esterna incaricata della manutenzione.

L’ascensore inclinato a Loreto 

«Il vaso è colmo – scrive Pieroni rivolto ai suoi concittadini, spiegando l’accaduto – L’ascensore inclinato, riaperto ed inaugurato lo scorso 8 agosto, è di nuovo fermo per questioni legate alla manutenzione, di competenza di una ditta esterna. Non è la prima volta che accade in solo quattro settimane di messa in opera e succede a poche ore dalla nostra Festività Patronale.

Proprio perché siamo alla vigilia di uno dei giorni più importanti per Loreto, e nella massima trasparenza verso i cittadini, mi sento di condividere con tutti voi il forte disappunto per questa situazione, che sta penalizzando la nostra Città e crea continui disagi ai numerosi turisti e a noi loretani. E aggiungo anche il disagio degli uffici comunali, che prontamente ogni volta nel mese di agosto si sono attivati per sollecitare chi di dovere alla rimessa in funzione, per poi dover ricominciare daccapo».

Loreto – Il sindaco Moreno Pieroni

La vicenda dell’ascensore inclinato è ben nota, l’attuale Amministrazione loretana, insieme con gli uffici, fin dal suo insediamento aveva ripreso in mano le relazioni con gli enti preposti, percorrendo ogni fase istruttoria, allineandosi alle nuove normative di sicurezza e superando anche il collaudo finale della struttura mobile.

«Il percorso è stato burocraticamente lungo, ma abbiamo raggiunto l’obiettivo – ricorda Pieroni – Non è possibile che adesso ci si debba fermare per problematiche di ordinaria manutenzione spettanti ad altri.

Ho già dato mandato di convocare subito la Ditta Maspero, che ha effettuato i lavori, e i suoi dirigenti per fare chiarezza su quanto accaduto e ribadire che non tollereremo altri inciampi. Siamo pronti anche a valutare eventuali azioni legali, se saranno necessarie per tutelare il nostro Ente e la Città di Loreto».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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