Continua a scendere la curva dei positivi nella Città Mariana

Scendono anche i nuovi contagi e le quarantene. Le novità su apertura scuole in presenza e campagna vaccinale in una struttura pubblica

Loreto, 6 aprile 2021 – Con la Pasqua è arrivata in città anche la conferma del consolidamento verso il basso della curva epidemiologica: a ieri sera i positivi a Loreto erano 73 (96 la settimana precedente); 34 i guariti (53); i nuovi contagi scesi a 11 (18), mentre le persone in quarantena sono scese a 110 rispetto alle 153 della settimana precedente.

Il nuovo report, confortante, come sempre è stato diffuso ieri sera attraverso un video sulla pagina social del Comune dal sindaco Moreno Pieroni. Un appuntamento settimanale al quale il primo cittadino non ha voluto rinunciare nonostante il giorno festivo.

Loreto – Il sindaco Moreno Pieroni durante uno dei suoi video settimanali rivolti ai loretani (foto d’archivio)

Pieroni, nel ringraziare i loretani per i loro sacrifici, ha anticipato le novità dei prossimi giorni. Invitandoli a continuare a rispettare le regole perché: “l’emergenza non è finita”, ha ribadito che si vedrà costretto ad emanare un’ordinanza di restrizione nel caso si dovessero ripetere assembramenti nei supermercati e attività commerciali in genere.

Ha ricordato che da mercoledì 7 aprile riapriranno le scuole in presenza dall’infanzia alla terza media, e che l’unica preoccupazione deriva dall’uso delle mense scolastiche dove si potrebbero creare situazioni di assembramento: “confido però sulla professionalità degli operatori”.

La vera novità riguarda la prossima campagna vaccinale. «In sinergia con l’Amministrazione comunale, i medici di famiglia, la Protezione civile, la Croce Rossa e tutto il sistema che vi ruota intorno – ha spiegato il primo cittadino loretano – da sabato 10 aprile partono le vaccinazioni alla Stazione di Loreto presso la tensostruttura. Chiaramente, vaccinazioni che devono essere concordate con il proprio medico di famiglia».

Loreto sarà la prima città delle Marche a partire con questa organizzazione che vaccinerà persone in una struttura pubblica.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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