All’ombra della Santa casa loretana un fine settimana zeppo d’iniziative

Loreto.  Si preannuncia ricco di iniziative il fine settimana loretano, tutto compreso fra cultura, musica, sport e spettacolo. Scorrendo il programma delle iniziative in calendario ci si accorge della validità delle proposte e resta l’imbarazzo della scelta partecipativa.

Della corsa del Drappo di domenica 4, inizio ore 17, ne parliamo a parte: troppo importante, visto il blasone, per non dedicargli  una vetrina tutta sua. Oggi, sabato 3 settembre, si parte con il Raduno dei Bersaglieri della Marca Trevigiana, che si concluderà alle 21,15 in Piazza della Madonna con il concerto clou della Fanfara  dei Bersaglieri del Piave.

 

Loreto, Piazza della Madonna teatro di lusso per le manifestazioni locali
Loreto, Piazza della Madonna teatro di lusso per le manifestazioni locali

Sempre oggi, ma alle 17,30, arrivo in Piazza della Madonna del Pellegrinaggio Podistico Assisi-Loreto sulla Via Lauretana. Alle 18,30, inaugurazione presso il Museo “Antico Tesoro della S.Casa”, della mostra pittorica “La Maddalena tra peccato e penitenza” curata da Vittorio Sgarbi.

Domani, domenica 4, gara ciclistica presso Villa Musone dedicata alla categoria Giovanissimi, trofeo “Memorial Armando Pierini”.

Sempre a Villa Musone, ore 10, appuntamento al campo sportivo “R. Capodaglio” per il Giubileo dello Sport con ascesa in Pellegrinaggio alla Basilica di Loreto, passaggio sotto la Porta Santa e celebrazione della S. Messa da parte di S.E. Mons. Giovanni Tonucci Arcivescovo di Loreto.

Chiuderà la giornata, in Piazza della Madonna alle ore 21,30, il concerto Jazz del Paolo di Sabatino Trio. Il compito di scaldare il pubblico è stato affidato al gruppo spalla Forum Jazz Quartet, una formazione locale di talento.

Per non farci mancare nulla, a fare da corollario alle varie iniziative, dal 2 settembre fino all’11 si terrà una collettiva degli artisti lauretani presso il Bastione Sangallo.

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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