Accordo raggiunto sulla viabilità di Via Barca

Dopo un lunghissimo tira e molla, raggiunto l’accordo fra Amministrazione, residenti e Menghi Shoes sulla contestatissima via.

Loreto – Alla fine, l’Amministrazione ce l’ha fatta a risolvere la questione viabilità su Via Barca, una intricatissima vicenda che si trascinava dal 2008. E che nel tempo ha creato problemi e disagi un po’ a tutti.

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È già partito il rifacimento della strada di accesso al Pip, di proprietà privata, ad adopera della ditta Menghi Shoes, leader nel settore calzaturiero ed in forte espansione. Una realtà imprenditoriale che ha tutto l’interesse ad investire nel potenziamento viario della zona. Dopo questa prima fase d’intervento si procederà al rifacimento del bainder e, successivamente, del tappetino stradale per una spesa che si aggirerà intorno ai 50mila euro.

Pamela Flamini, assessore all'Ecologia e all'Ambiente del Comune di Loreto
Pamela Flamini, assessore all’Urbanistica del Comune di Loreto

L’assessore all’urbanistica Pamela Flamini è soddisfatta, ma conferma: «Non  è stato facile mettere tutti intorno ad un tavolo per studiare una soluzione congiunta. Di sicuro, questo rifacimento integrale consentirà un dignitoso accesso non solo ai privati che vi abitano, ma anche agli opifici industriali di quest’area che complessivamente sembra in forte crescita».

Non è da meno il Sindaco Niccoletti: «Siamo contenti che in un momento di grande crisi economica ci siano imprese che invertendo il trend siano in forte crescita, e capaci di creare nuovi posti di lavoro. Nell’area in questione – continua il primo cittadino – è prevista la realizzazione di ulteriori spazi destinati a parcheggio».

Il sindaco, Paolo Niccoletti
Il sindaco, Paolo Niccoletti

Ma la riqualificazione e le migliorie alla zona industriale non finiscono qui. L’Amministrazione ha infatti annunciato l’avvenuto deposito di un nuovo piano di lottizzazione che, nel medio periodo, consentirà la realizzazione di una nuova bretella tra Via Barca e Via Marconi. Un collegamento mirato a potenziare e rendere più agevole l’accesso a tutta la zona industriale.

Anche in considerazione del fatto che nel passato l’attuale configurazione della viabilità è stata la prima causa di parecchi incidenti.

Per sindaco e assessore gli intenti sono comuni: «Ci adopereremo – hanno ribadito all’unisono – per la realizzazione di tutte quelle opere funzionali e necessarie per ottimizzare la funzionalità dei poli industriali, delle strade e dei servizi a loro connessi».

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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