Un nuovo carico di solidarietà per gli sfollati

Consegnata la raccolta di indumenti invernali al Centro di smistamento di Sant'Elpidio

Castelfidardo – Un altro carico di solidarietà giunto a destinazione. Il Comando di Polizia locale e il gruppo comunale di Protezione civile hanno effettuato nei giorni scorsi una nuova consegna di beni destinati alla popolazione colpita dal sisma per il tramite del Centro di Coordinamento di Porto Sant’Elpidio.

Il carico di indumenti invernali destinato ai terremotati
Il carico di indumenti invernali destinato ai terremotati

Il materiale (circa 50 quintali di vestiario per uomo, donna e bambino prettamente invernale), era stato raccolto grazie all’iniziativa dell’Associazione Nazionale Carabinieri in congedo dopo la seconda violenta scossa di fine ottobre, e poi tenuto in stand by per non intasare canali già saturi in attesa del momento propizio.

Arquata. Il comandante Gerboni e il coordinatore della Protezione civile Ascani con il sindaco di Arquata del Tronto
Arquata. Il comandante Gerboni e il coordinatore della Protezione civile Ascani con il sindaco di Arquata del Tronto

Ora, con l’irrigidimento delle temperature, verrà smistato nei vari centri di accoglienza per sfollati a tutt’oggi aperti in regione. Con questa ulteriore donazione, frutto della sensibilità di tanti cittadini e della disponibilità del comandante Franco Gerboni e del coordinatore della Protezione civile Carlo Ascani, Castelfidardo ha raggiunto la quota complessiva di dieci carichi, la maggior parte dei quali destinati nella fase di prima emergenza ad Arquata del Tronto, il cui Comune ha ripreso l’attività amministrativa grazie anche ai personal computer e alle attrezzature provenienti dal buon cuore di tanti castellani.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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