Tentato furto sventato grazie alla vicina di casa

Denunciati due minorenni di etnia rom che fuggono in auto inseguiti dai carabinieri

Castelfidardo – Individuazione e repressione dei furti in abitazione ad opera dei carabinieri della Compagnia di Osimo in sinergia con i militi della locale stazione fidardense. Su segnalazione di alcuni cittadini che hanno chiamato il 112, sono stati individuati e denunciati in stato di libertà due giovani minorenni 17enni di etnia rom – entrambi nomadi croati – domiciliati presso il campo di Roma.

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“Furto aggravato in abitazione in concorso; possesso ingiustificato di chiavi alterate e di strumenti da scasso e grimaldelli” il reato loro imputato. I due minorenni, di fatto senza fissa dimora, celibi, nullafacenti, pluripregiudicati e specializzati in furti in abitazioni, sono risultati non in regola con il permesso di soggiorno.

A seguito della segnalazione e rintracciati dai carabinieri i due, sentendosi braccati, si davano a una fuga precipitosa in auto lungo le strade di Osimo e Castelfidardo, innescando di fatto un lungo e pericoloso inseguimento da parte delle forze dell’ordine.

Una fuga sterile, resa vana dall’operazione dei militi che riuscivano a bloccarli grazie ad una operazione a tenaglia. Dalle immediate indagini di Polizia giudiziaria emergeva che i due giovani malviventi si erano resi responsabili del furto aggravato tentato presso l’abitazione di un anziano 84enne osimano in Via De Gasperi.

Un tentativo andato a vuoto grazie alla segnalazione di una vicina di casa che aveva dato l’allarme chiamando i carabinieri al 112. Ed è stato proprio mentre i due rom 17enni lasciavano Osimo, a bordo di una Nissan Micra, che sono stati intercettati dalla pattuglia innescando così la fuga e l’inseguimento in direzione Castelfidardo.

I carabinieri, durante la caccia, informavano tempestivamente i colleghi fidardensi che, intervenendo, permettevano l’accerchiamento dei fuggitivi.

 

Gli attrezzi da scasso sequestrati dai carabinieri
Gli attrezzi da scasso sequestrati dai carabinieri

Una volta bloccati, la perquisizione all’interno della Micra rinveniva 4 cacciaviti ed un paio di forbici occultati nell’abitacolo, verosimilmente utilizzati per forzare i serramenti e tentare d’introdursi nell’abitazione del suddetto 84enne osimano.

Portati in caserma e identificati, a carico dei due minori risultavano innumerevoli precedenti penali per furti in abitazione e svariati alias rispetto alla loro esatta identità. Tra l’altro, sono fortemente sospettati di essere gli autori di alcuni furti consumati nel mese precedente tra Osimo e Castelfidardo. Uno è robusto ma l’altro è piccolo ed esile, la giusta corporatura dell’arrampicatore di balconi e di grondaie.

Denunciati a piede libero per guida senza patente perché mai conseguita, e requisita l’auto in fermo amministrativo, gli sono state comminate contravvenzioni per un importo complessivo di € 4.000.

Di conseguenza, su richiesta dei due soggetti, si provvedeva ad accompagnarli alla stazione ferroviaria di Ancona e, fatti salire sul primo treno per Roma, li si invitava a non fare più ritorno in città.

Scontata la proposta per la misura di prevenzione del foglio di via obbligatorio per 3 anni dai Comuni di Osimo e Castelfidardo inoltrata dai carabinieri alla Questura di Ancona.

 

redazionale


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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