Sussidi di sostegno al reddito: c’è tempo fino al 24 ottobre

Castelfidardo. Il 24 ottobre scadrà il termine per partecipare al bando pubblico per ottenere i sussidi di sostegno al reddito erogati dal Comune di Castelfidardo.

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Sono stati ideati a beneficio di ex lavoratori dipendenti che hanno perso la loro occupazione dal 1° settembre 2013 e che non godono di indennità, o che ne hanno ottenuta una a seguito del licenziamento.

La domanda deve essere compilata nella forma di dichiarazione sostitutiva, secondo l’apposito modello disponibile sul sito:

http://www.comune.castelfidardo.an.it/imprese/index.php?id=read&idnews=4932

o presso i servizi socio educativi di via Battisti.

Nello specifico, coloro che hanno diritto a presentare la domanda sono:

chi ha perso occupazione a causa di licenziamento, dimissioni per giusta causa, mancato rinnovo di un contratto di lavoro a termine, tra cui rientrano i lavoratori che hanno perso il lavoro dopo il 1° settembre 2013 e che hanno maturato, a partire dal 01/09/2013, un periodo lavorativo di almeno 3 mesi, ovvero 90 giorni, con uno o più contratti, anche non continuativi.

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Sono compresi in quest’ultima categoria, e con le stesse modalità, i lavoratori subordinati, anche quelli con contratto di somministrazione e di apprendistato, ed i contratti di collaborazione, purché residenti nel Comune di Castelfidardo da almeno due anni alla data di pubblicazione del bando.

E’ necessario inoltre possedere una situazione economica del nucleo familiare con valore ISEE non superiore ad € 10.632,94, (riferita al periodo di imposta 2014 – patrimonio 2015), come rimodulato dal CAAF.

Non rientrano nelle agevolazioni i lavoratori in sospensione di attività o più lavoratori facenti parte dello stesso nucleo familiare. Quanti hanno usufruito del sussidio straordinario con precedenti bandi comunali pubblicati nell’anno 2015 saranno ammessi a contributo solo dopo aver accolto tutte le domande di coloro che non vi hanno già avuto accesso, fino ad esaurimento delle risorse disponibili. Non sono invece ammessi i soggetti che hanno ottenuto il contributo da altri Enti (regione, provincia ecc.) per la medesima finalità.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Lettera aperta alla signora Elsa Maria Fornero

L’ex ministro del lavoro “madre degli esodati” torna a Palazzo Chigi come consulente


Camerano, 21 luglio 2021 – Leggo e riporto da Wikipedia: “Elsa Maria Fornero è un’economista, accademica ed ex politica italiana. Ha ricoperto la carica di ministro del lavoro e delle politiche sociali, con delega alle pari opportunità, dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013 nel governo Monti”.

Leggo e riporto da Il sole 24 ore: “sindacati, M5S e Lega in pressing contro il ritorno alla Fornero. Il 27 luglio parte il tavolo sul “dopo-Quota 100”. Una parte della maggioranza in fermento e spinge per flessibilità in uscita e Quota 41. Il Mef rimane cauto. E la stessa cautela sembra mostrare Palazzo Chigi, dove, nello stesso momento in cui comincia a diventare caldo il tema-pensioni, approda proprio la professoressa Elsa Fornero, che farà parte della squadra di consulenti e “consiglieri” del Comitato d’indirizzo per la politica economica…

Una notizia che ha mandato molti italiani in fibrillazione. Tra questi, un nostro lettore che ha inviato in redazione una lettera aperta indirizzata alla Signora che, ovviamente, non potevamo mandare sotto silenzio. Eccovela.

Cara signora Elsa Maria Fornero (foto by Wakeupnews),

in tutta sincerità e tantissimo rancore – quello che lei ha prodotto in me durante questi ultimi, lunghi, sofferti sette anni cui lei mi ha condannato per il reato (mai commesso) di “esodato” – ma davvero ha la faccia tosta di ripresentarsi a Palazzo Chigi? Ma… davero, davero? come direbbe Brignano.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero sa cosa significhi essere condannati – senza aver commesso reati di sorta – a non percepire per sette anni una pensione sacrosanta maturata legalmente? No che non lo sa, perché se lo sapesse quella sua legge, nove anni fa, non l’avrebbe mai firmata.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero non si è resa conto che in sette anni mi ha sottratto (che poi sarebbe un eufemismo) – moltiplicato per migliaia e migliaia di italiani come me – circa 50mila euro che moltiplicati per mille fanno cinquanta milioni? Oh, certo, non sono soldi che lei si è messa in tasca; sono però soldi che lei ha ordinato e permesso di sfilare dalle mie tasche, ed è ovvio che m’importa poco dove siano finiti o come siano stati spesi. Erano miei e lei ha ordinato che non mi venissero riconosciuti. L’ha fatto di sua iniziativa, senza neppure domandarmi se fossi d’accordo!

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, si è mai resa conto che l’ammontare mensile della mia pensione, che lei per sette anni mi ha negato, era pari a quanto guadagnato da lei in un giorno da ministro? E questa riflessione mi fa giungere alla conclusione che quelle sue famose lacrime versate all’annuncio della sua legge, erano lacrime d’un coccodrillo strapagato e anche un tantino ipocrita. Perché vede, lei non era obbligata a firmarla quella legge. Se davvero – come disse – comprendeva il dramma in cui stava per far sprofondare migliaia e migliaia di italiani, avrebbe potuto dire no.    

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, per favore, mi ascolti. Di danni ne ha fatti già abbastanza. Dica al premier Draghi che ci ha ripensato e se ne resti a casa. A 73 anni, non credo lei abbia ancora bisogno di ulteriore visibilità. Anche perché a me, sinceramente, di saperla lì un po’ inquieta, anche se ci sta aggratis. Resti a casa, per favore. Se non lo vuole fare per la sua, lo faccia almeno per la mia dignità e per quella di migliaia e migliaia di italiani da lei esodati. Un favore, dopo averci condannato a sette anni di sacrifici, potrebbe anche farcelo, non crede?

(segue firma)

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