Piano di lottizzazione La Crocetta, venerdì 30 aprile l’inaugurazione

Il sindaco Ascani: “Un esempio virtuoso di rispetto del paesaggio, della natura, degli abitanti” (Fotogallery)

Previous Next

Castelfidardo, 29 aprile 2021 – Un intervento che si inserisce armoniosamente nel contesto ambientale, un percorso amministrativo e tecnico avviato nel 2011 che giunge al traguardo grazie alla sinergia tra le istituzioni e il privato. In aderenza ai protocolli di sicurezza anticovid, si inaugura venerdì 30 aprile alle 17.00 con una manifestazione in forma statica, l’opera pubblica frutto del Piano di lottizzazione La Crocetta presentato da Bacchiocchi GroupGiorgetti Costruzioni e dalla famiglia Agostinelli lungo la storica e panoramica Via della Crocetta.

Castelfidardo – Lottizzazione La Crocetta

Sin dalle prime fasi di impostazione, l’Ufficio tecnico comunale ha operato di concerto con i proponenti per garantire la qualità degli spazi e dei servizi come da variante progettuale e realizzativa.

Il progetto redatto dall’architetto Matteo Cipolloni ha posto particolare attenzione sul disegno urbanistico e il rispetto dell’ambiente. «Nonostante le autorizzazioni agli abbattimenti per l’allargamento della strada, si è perseguita la salvaguardia di querce ed essenze secolari preesistenti – spiegano i promotori – Le aree pubbliche sono state concepite con ampi spazi verdi, giardini con essenze tipiche e variegate, pregevoli piantumazioni di aceri, olivi, ligustri. L’intera zona è inoltre dotata di un sistema di percorsi attenti all’accessibilità dei diversamente abili e soluzioni tecnico-impiantistiche volte alla sicurezza degli utenti e la dotazione di parcheggi piantumati risulta ben al di sopra dello standard».

Il sindaco di Castelfidardo, Roberto Ascani

Con questa lottizzazione la città si arricchisce di un piccolo ed accurato quartiere dai colori e dalle architetture integrate all’ambito esterno, ma anche di un nuovo collegamento stradale: a senso unico scendendo da Via della Crocetta, a doppio senso di circolazione la percorrenza verso Via Nobel. «Un esempio virtuoso che dimostra come l’espansione urbanistica possa essere rispettosa del paesaggio, della natura e degli abitanti», il commento del sindaco Roberto Ascani.

 

redazionale

© riproduzione riservata


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

© riproduzione riservata


link dell'articolo

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi