Palio dell’acqua sfilata storica e tanto altro

Castelfidardo mette in scena il suo passato per proiettarsi verso il futuro

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Accorgendosi che nelle città limitrofe gli eventi dedicati alle rievocazioni storiche erano tanti e vari, un gruppo di amici di Castelfidardo appassionati di storia locale hanno pensato di non essere da meno dei vicini. Inizia così una lunga e laboriosa ricerca attraverso l’analisi di archivi e documenti storici, fino ad ottenere un quadro completo degli eventi del passato in grado di mettere anche loro nella posizione di creare una rievocazione storica ad hoc per Castelfidardo.

Nasce così, due anni fa, l’associazione TR800 capace, grazie all’iniziativa e alla passione di un ristretto gruppo di amici, di coinvolgere l’attenzione dell’intera città.

Il periodo storico scelto è quello di fine ottocento, ricco di eventi importanti sia a livello locale sia a livello nazionale. Si pensi al Risorgimento, alla battaglia di Castelfidardo, all’inserimento nella produzione artigianale della fisarmonica, che proprio nella seconda metà dell’ottocento fece la sua prima apparizione grazie all’intuizione di Paolo Soprani.

Nello specifico, l’associazione decide di celebrare l’arrivo dell’acqua potabile, avvenuto nel 1886 con l’inaugurazione dell’acquedotto; momento di grande sviluppo e modernizzazione per la società. Prima di allora. gli abitanti di Castelfidardo e delle zone circostanti per l’assolvimento dei bisogni primari legati all’acqua erano costretti ad approvvigionarsi dai fiumi, dai laghi e dalle numerose fonti presenti. Oppure, scavavano di loro iniziativa dei pozzi. Grazie all’avvento dell’acquedotto la vita dei cittadini cambiò in modo radicale, agevolando loro l’esistenza e ispirandoli ad una nuova era di innovazioni e sviluppo.

Nello stesso anno venne inaugurata una fontana con putto e anfora posizionata ad ornamento della piazza comunale, simbolo anch’essa dell’importante innovazione idrica. Rimossa una decina di anni dopo dalla sua locazione originale, fu traferita in una zona del parco del Monumento Nazionale delle Marche: il Pincetto. Oggi, ancora lì, versa in condizioni fatiscenti a causa dell’incuria.

Il Palio dell'acqua
Il Palio dell’acqua

I componenti dell’associazione TR800, per la loro celebrazione, decidono di restaurare la fontana per riportarla allo stato originale. Con un accurato lavoro di ricerca, supportati dal sostegno del Comune, e dal ritrovamento di foto originali dell’epoca, avviano il lavoro di restauro. Oggi, grazie al loro lavoro,  possiamo ammirare la fontana nella sua posizione originale: la piazza comunale. Con tanto di basamento ricostruito e putto e anfora recuperati.

Il successo di questa grande opera di restauro è stato celebrato lo scorso anno con l’evento: “Tracce di 800”. Ed è stato tanto il coinvolgimento di quartieri, cittadini ed amministrazione che lo si è voluto ripetere anche quest’anno.

Ogni quartiere della città si è impegnato nella ricerca storica delle proprie attività, simboli o storie particolari. Sono stati ricostruiti i gonfaloni che li rappresentavano. Gli abiti dell’epoca e gli oggetti usati comunemente. E per rendere questa ricostruzione il più attendibile possibile, si è fatto ricorso ad un’insegnante di Storia del costume dell’Istituto di moda di Osimo. Senza trascurare il fatto che all’epoca Castelfidardo era popolato da genti di estrazione popolare, con la presenza di pochissimi nobili. Questo spiega perché la scelta della rappresentazione è stata imperniata principalmente sui mestieri dell’epoca, e sulla loro riproposizione.

Ogni quartiere rappresentato – otto quest’anno – attraverso un preciso spazio assegnato all’interno del centro storico, offre la possibilità di ristoro proponendo piatti tipici e caratteristici dell’epoca.  Propone dimostrazioni pratiche degli antichi mestieri e laboratori per il coinvolgimento dei bambini.

Sono stati approntati archi di fiori di carta lungo la strada delle Cascine – il borgo più antico di Castelfidardo – , riportando in auge un’usanza dei tempi per festeggiare il Corpus Domini

Anche quest’anno, è stato riproposto il “Palio dell’acqua”. Una sfida a staffetta fra i borghi partecipanti che consiste nel trasporto di barili pieni d’acqua, e che rievoca il tempo in cui non c’era ancora l’acquedotto. Per la seconda volta consecutiva ad aggiudicarsi il Palio è stato il quartiere delle Fornaci che, di conseguenza, si è riservato il privilegio di sfilare per primo nel corteo storico serale. Fiero di poter mostrare agli astanti il drappo della vittoria, un tessuto dipinto creato per l’occasione dal maestro Renzo Romagnoli di Castelfidardo.

Due figuranti alla sfilata storica di "Tracce di 800"
Due figuranti alla sfilata storica di “Tracce di 800”

Il corteo storico è un vero e proprio tripudio organizzativo. Una sfilata in costume composta da più di 500 figuranti divisi per quartiere, preceduti dal proprio gonfalone di appartenenza. Partenza da piazza Garibaldi fino ad arrivare a piazza della Repubblica, con una sosta a Porta Marina.

A rallegrare la serata hanno provveduto due gruppi musicali: i Passeri Solitari di Recanati, e gli Ara Folk di Filottrano con tanto di  birroccio e mucche, utilizzate anche per la messa in scena dell’episodio dell’assalto dei briganti della Lega Bicicchia.

Altra novità di quest’anno, è stato l’allestimento di un ufficio postale ottocentesco, curato dal Circolo culturale filatelico numismatico. All’interno dell’ufficio sono stati esposti – grazie alla preziosa collaborazione di vari musei – oggetti d’epoca come un telex morse, un telegrafo, bolli postali.

Sette artisti fidardensi:  Aurelio Albardi, Franco Luchetti, Federica Vignoni, Renzo Romagnoli, Alberto Catraro, Ivana Camilletti e Franco Fontanella, hanno disegnato delle originali cartoline tirate in mille copie ciascuna.

Chiusa l’edizione di quest’anno con grande successo, gli amici di TR800 sono già al lavoro per preparare l’edizione 2017 di “Tracce di 800”.  Un entusiasmo generale che sottolinea l’importanza della riscoperta delle proprie radici. Non si va molto lontano se non si conosce da dove si è partiti.


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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