Natalfidardo, un tappeto di luci nel centro storico

L’accensione dell’albero, un abete di sette metri, fissata per martedì 8 dicembre

Castelfidardo, 3 dicembre 2020 – Un Natalfidardo sobrio, in linea con i tempi, ‘scarno’ di eventi inibiti dalla prudenza e dai decreti sul distanziamento ma più ricco di luci e sentimenti.

L’Amministrazione comunale fidardense ha infatti dirottato le risorse sulle luminarie che quest’anno andranno a valorizzare le porte storiche della città (Cassero, del Sole o dei Bersaglieri e Vittoria detta Marina), ornando con tappeti di luci a partire da venerdì 4 dicembre l’intero centro storico: da Via Matteotti a Porta Marina, da Corso XVIII Settembre allo slargo Cavour, da Via Marconi a Piazza Garibaldi.

La filodiffusione che già da varie settimane allieta con un piacevole sottofondo musicale il percorso commerciale e turistico, trova poi il contrappunto nell’albero di sette metri, un abete con radici in zolla le cui luci si accenderanno martedì 8 dicembre unitamente alla novità della palla percorribile da cinque metri in piazza della Repubblica dove non si potrà parcheggiare per tutto il periodo natalizio.

«Non potendo organizzare manifestazioni stanziali o mercatini, ci siamo concentrati su una copertura di luminarie più estesa e suggestiva per invitare a condividere l’atmosfera delle feste sostenendo le attività e l’economia locale – spiegano il sindaco Ascani e l’assessore alla cultura Ruben Cittadini, ringraziando la Pro Loco per il supporto operativo e gli sponsor Adriatica Molle, Si con TE e Poldo Service per il sostegno – un’opportunità per riscoprire il nostro centro storico sentendosi parte di una comunità unita».

Parte integrante del programma sono I Concerti del Consiglio che dalla scorsa domenica accompagnano ogni ultima domenica del mese grazie all’impegno e al talento della civica scuola di musica P. Soprani. Al tradizionale Concerto di Natale del 26 dicembre per motivi di sicurezza difficilmente si potrà assistere in presenza in Collegiata, ma sarà trasmesso in versione diretta streaming con la partecipazione dell’Accademia lirica Unisono, l’Accademia pianistica Unisono, l’orchestra e il coro della scuola dirette dal maestro Emiliano Giaccaglia.

Nella zona Pro Loco troverà inoltre spazio nelle tre domeniche precedenti il Natale una postazione Telethon con finalità di raccolta benefica, mentre l’Auditorium San Francesco ospita la personale di pittura di Aurelio Alabardi.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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