Natalfidardo: emozioni da condividere

Dal 4 dicembre all'8 gennaio una fitta programmazione per respirare l'atmosfera di festa

CASTELFIDARDO – “Natalfidardo, un Natale tutto da scoprire“. È nei valori di un tempo, nelle tradizioni, nella voglia di stare insieme e di riappropriarsi degli spazi fisici (le nostre piazze), e temporali (l’atmosfera delle feste), che affonda la sua ragion d’essere il programma predisposto dall’Amministrazione Comunale.

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«Un Natale all’insegna dei bambini, del vivere sano, della solidarietà, della crescita culturale, della collaborazione con gli esercizi commerciali che contribuiscono alla realizzazione delle luminarie nel centro storico e della sinergia con le associazioni di volontariato. Un Natale a dimensione di famiglia, da vivere anche fuori dalle pareti domestiche in una città piena di sorprese e animazione, in cui immergersi pienamente gustando le prelibatezze dello street food» spiega l’assessore alla cultura Ruben Cittadini.

Sei le date centrali: 4-11-18 dicembre e 6-7-8 gennaio, contornate da altre iniziative a tema, intrecciate con la qualità musicale del Jazz Accordion Festival (7-11 dicembre), la solennità del concerto di Natale (26 dicembre in Collegiata), la camminata della solidarietà (7 gennaio), la raccolta fondi per i terremotati al Green Sporting club che ospita la cena sociale 4sisma destinata ai Comuni di Ussita, Visso, Castelsantangelo sul Nera e Muccia, con partecipazione degli Esperti rispondono, Zio Pecos e dj set con Nicola Pigini.

Il Natale in piazza di qualche anno fa
Il Natale in piazza di qualche anno fa

Tanti gli eventi dedicati ai più piccoli per stimolarne l’interesse e la fantasia creativa: spettacoli di burattini (e laboratori per costruirli e portarli a casa!), il ludobus ludogiocando, le bolle giganti, la giostra ecologica Ciclotto, le Superteppe che veicoleranno le Befane, il laboratorio di cioccolato (7 gennaio), oltre alla classica tombola e al recupero di un gioco di un tempo, la corsa dei carioli proposta in condizioni di sicurezza nel circuito protetto allestito in via Battisti.

Intenso il capitolo delle performance artistiche che nei Sound Art Corners attireranno l’attenzione di grandi e piccini: spettacoli sperimentali di improvvisazione teatrale, busking machine (campionamento di suoni, e voci, e strumenti suonati, di bambini e non), digital video art presso i giardini Mordini (ritratti in versione digitale), video mapping in piazza Leopardi e Auditorium (11 e 18 dicembre), emozioni in movimento con il laboratorio Legolab, laboratori di scenografia per costruire piccoli strumenti musicali e oggetti di scena da usare durante il busking machine (all’occhio di Horus).

Ricca anche la cornice del mercatino che conterà decine e decine di espositori i cui colori renderanno vivo il centro storico dalle 10,00 alle 20,00: addobbi, curiosità, idee regalo, prodotti bio rigorosamente a km 0; un’offerta che permetterà di conoscere sempre più i prodotti della nostra terra, apprezzare realtà come i gruppi di acquisto solidale.

L’apertura e la chiusura del cartellone non può che essere sonora grazie alle note del Complesso Filarmonico “Città di Castelfidardo”.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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