Musica per allietare gli sfollati dagli studenti del Soprani

È andato in scena domenica Al Klass Hotel lo spettacolo folkloristico dei ragazzi dell'I.C. Soprani

Castelfidardo – Alcuni studenti della sezione ad indirizzo musicale dell’I.C. “Paolo Soprani” hanno portato domenica all’Hotel Klass un omaggio musicale ai circa cinquanta “sfollati” provenienti dalle zone colpite dal terremoto ed attualmente ospitati dal nostro Comune.

Oggetto dell’esibizione, lo spettacolo folcloristico già in tour in occasione della “Notte della musica” vissuta a settembre nel contenitore del Pif, poi proposto in Calabria dai partner di Bisignano e recentemente portato anche a Gort in Irlanda con il progetto del Miur “Made in Italy, un modello educativo” che esalta le tradizioni locali.

Gli studenti
Gli studenti dell’I.C. Paolo Soprani all’Hotel Klass hanno suonato per i terremotati ospitati in città

Gli “sfollati” hanno apprezzato con tanta gratitudine il gesto del Comune e della scuola, e si sono commossi per l’entusiasmo dimostrato da tutti.  Una vicinanza espressa anche dalla folta delegazione istituzionale presente: il vice sindaco Andrea Marconi, la responsabile dei servizi socio educativi Maila Baldoni, la dirigente scolastica Vincenza D’Angelo, i professori Giulietta Catraro ed Ernesto Talacchia e le famiglie degli studenti.

Particolarmente significativa è stata la declamazione della lettera delle Marche alla Nazione. La voce di Giulietta Catraro, che si è prestata per tale gesto, ha terminato con queste parole: «Patria mia “Nord” e “Sud” si trovano localizzati nel tuo gomito, punto di contatto. Dal “Sud” la mia gente ha mantenuto l’attaccamento alla terra, alla famiglia, alle sue tradizioni; dal “Nord” ha assunto l’impegno e la costanza del lavoro, la volontà di crescere e di rimanere autonoma.  Testa del “Nord” e cuore del “Sud”: questi sono i miei figli».

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Crisi di Governo e disobbedienza dei ristoranti

Venerdì 15 gennaio migliaia di locali in mezza Italia rialzano le saracinesche


Camerano – 14 gennaio 2021 – Devo smentire me stesso. Due giorni fa, da questo stesso spazio, avevo scritto: “Il Governo Conte 2 sta per crollare sotto la mannaia renziana di un’Italia Viva che con due Ministre e una insignificante manciata di voti si permette il lusso di volerne decidere le sorti. Probabilmente è un bluff, alla fine Renzi dimostrerà di non avere le palle per andare fino in fondo. Incasserà il massimo possibile e troverà le giuste scuse per lasciare le Ministre dove stanno. Ovviamente, il tutto all’insegna del bene dell’Italia e degli italiani” (Corriere del Conero, Il caos agitato della pandemia, 12 gennaio 2021)

I fatti, dopo 48 ore, hanno dimostrato che mi sbagliavo: Matteo Renzi, ieri, (foto) ha ritirato le due Ministre di Italia Viva aprendo, di fatto, la crisi di governo e sfidando apertamente il premier Giuseppe Conte alle uniche due alternative possibili: dimettersi o andare in Parlamento a cercare i numeri per una maggioranza che, allo stato attuale, non esiste. Ma in politica, specialmente in Italia, mai dire mai: troppi salti del grillo e della quaglia, troppi passi all’indietro a mo’ dei gamberi.

Dunque, smentendomi piacevolmente, Matteo Renzi le palle ha dimostrato d’averle, eccome! Ma pure tanto coraggio che, in questo tempo di pandemia, per il PD e i 5 Stelle viene considerato pazzia pura: “Con il Paese in grave difficoltà per via del Covid, le terapie intensive affollate, i contagi che continuano a crescere, i ristori da designare, la campagna vaccinale appena partita da gestire, aprire una crisi di governo è pura follia”, è il loro mantra.

Ha ragione Renzi, o hanno ragione loro? A guardarla dall’esterno, avrebbero ragione entrambi. Renzi, perché quel che chiede, e non stiamo qui a ribadirlo, è sacrosanto, concreto e rispondente al vero; PD e 5 Stelle perché, per come è messo il Paese in questa fase, non si può perdere tempo in litigi politici e partitici quando invece andrebbe speso tutto nel gestire e risolvere i problemi pandemici a livello sociale, sanitario, economico, lavorativo.

Certo è che il quadro, nel suo insieme, al momento è un miscuglio di colori indecifrabili e il titolo del mio editoriale di due giorni fa: “il caos agitato della pandemia”, lo descrive benissimo. Il presidente Mattarella ha fretta di risolvere la crisi, profondamente consapevole dei guasti che produrrebbe al Paese se dovesse prolungarsi oltre misura. Renzi, viaggia a muso duro e in punta di unghie sul filo della lama di un rasoio: potrebbe incassare parecchio o sparire del tutto. Il centrodestra non fa sconti e vorrebbe subito elezioni anticipate. Il Premier, dopo aver accentrato ogni decisione e alzato muri intorno a sé, o riesce nella magia di mettere in piedi un Conte ter o dovrà rimettere il mandato nelle mani di Mattarella.

Tutto questo mentre il Paese, esausto, sfinito, sfiduciato e impaurito, non ne può più. E arrivano le prime ribellioni serie. Domani, venerdì 15, nelle Marche, in Toscana, in Emilia Romagna, migliaia di ristoratori hanno deciso per la disobbedienza totale ai Dpcm contiani e, costi-quel-che-costi-ormai-chi-se-ne-frega, rialzeranno le saracinesche dei loro locali senza più limiti d’orario. Pur rispettando tutte le direttive su distanziamento, sanificazione, mascherine e via dicendo. Mentre i politici a Roma litigano, gli italiani dell’Italia reale e in sofferenza reagiscono come possono e si ribellano. Non per salvarsi la poltrona, ma per salvarsi la vita.

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