Loreto: Contratto di Fiume, un patto per il Musone

23 Comuni interessati dall’accordo per la rinascita del bacino idrografico

Loreto – Si è svolta a Loreto la seconda riunione per la sottoscrizione di un Contratto di Fiume per il Musone – Comune di Loreto capofila.

L’assessore all’Ambiente, Pamela Flamini, ritiene che il Contratto di Fiume sia l’unico strumento di programmazione strategica integrata per la pianificazione e la gestione dei territori fluviali, la riqualificazione ambientale e paesaggistica del Fiume Musone.

Pamela Flamini, assessore all'Ecologia e all'Ambiente del Comune di Loreto
Pamela Flamini, assessore all’Ecologia e all’Ambiente del Comune di Loreto

Non più interventi sporadici e isolati, ma un’azione d’insieme che interessa il fiume Musone dalla sua sorgente fino alla foce. Il fiume nasce a Gagliole, ha un dislivello di 775 metri e lungo i suoi 76 chilometri, in cui spesso traccia il confine fra le province di Macerata ed Ancona, tocca i Comuni di: Musone. Apiro, Appignano, Castelfidardo, Cingoli, Cupramontana, Filottrano, Gagliole, Jesi, Loreto, Matelica, Montefano, Numana, Osimo, Polverigi, Porto Recanati, Recanati, San Severino Marche, Santa Maria Nuova, Sirolo, Staffolo, Treia.

Oltre al rischio idrogeologico, attraverso il Contratto di Fiume si dovranno porre in essere azioni concrete per il miglioramento della qualità delle acque ed infine, ma non per importanza, per la  valorizzazione del  fiume stesso come opportunità turistica per coloro che amano la natura. I percorsi ciclabili e pedonali. in questo modo, si potrà congiungere la costa alle montagne.

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Il Sindaco di Loreto, Paolo Niccoletti, avverte che mettere insieme i diversi attori del territorio: Regione, Autorità di Bacino, Provincie, Comuni, Associazioni e portatori d’interessi, in un patto per la rinascita del bacino idrografico, sicuramente non sarà cosa facile, ma che, attraverso l’impegno e le adesioni di tutti, si potranno raggiungere i risultati previsti.

Un contratto che, se sottoscritto, permetterebbe di attingere ai fondi messi a disposizione dallo Stato per contrastare il dissesto idrogeologico, e mettere in piedi azioni contro il rischio esondazioni.

I lavori proseguiranno con un prossimo incontro con la Regione Marche e tutti i soggetti interessati.

 

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Procida Capitale Cultura 2022, Ancona non ce l’ha fatta!

Il sindaco Valeria Mancinelli: “il nostro progetto, popolare, di crescita e di sviluppo, va avanti”


Ancona, 18 gennaio 2021 – Nella mattinata odierna la commissione del MiBACT presieduta da Stefano Baia Curioni ha proclamato la città di Procida (foto) Capitale italiana della Cultura per il 2022. All’annuncio dato dal ministro Dario Franceschini, sull’isola si è scatenato un tifo da stadio.

I complimenti della commissione, al termine della cerimonia d’assegnazione, sono andati tutti al sindaco Raimondo Ambrosino e al suo staff. La motivazione ha premiato la congiunzione tra il valore del progetto, la sostenibilità economica e le sue ricadute socio culturali. «Siamo strafelici – ha esultato fra le lacrime il sindaco Ambrosino – è un’opportunità storica per noi, per tutte le isole e per l’Italia meno in luce».

Delusione per la città di Ancona, anche se mascherata da ottimismo. La città dorica non ce l’ha fatta a convincere i membri della commissione con il suo progetto incentrato tra l’altro sulla cultura dell’Altro, sull’intenzione di far diventare ordinario lo straordinario, come aveva spiegato l’assessore Paolo Marasca in sede di audizione con il MiBACT.

«È stata appena proclamata la Capitale italiana della cultura 2022. La scelta è caduta su Procida. Mi complimento con il collega sindaco e la comunità dell’isola – il commento ufficiale del sindaco Valeria MancinelliSiamo fieri delle parole del presidente della commissione che ha valutato i progetti e ne ha sottolineato il valore, non solo nazionale ma anche europeo. Siamo anche felici di come è stata motivata la scelta della capitale perché la linea su cui si è mossa Procida e il messaggio che ha voluto lanciare hanno molte affinità con il nostro. Dunque siamo sulla strada giusta. Come ho più volte ribadito il nostro progetto, popolare, di crescita e di sviluppo, va avanti. E lo realizzeremo insieme».

Dunque, nonostante i suoi 2400 anni di storia ed un progetto ampio e variegato, Ancona non ce l’ha fatta. Bocciata per il secondo anno consecutivo dopo il primo tentativo del 2020. A batterla è stata Procida, una cittadina di poco più di 10mila abitanti che si affaccia sul mare del Golfo di Napoli, resa famosa a livello internazionale da Massimo Troisi che qui ha girato molte scene del film Il Postino.

Ancona e Procida, due città bagnate dal mare. 100mila abitanti contro 10mila. Con tutta probabilità, le acque del Golfo di Ancona sono diverse da quelle del Golfo di Napoli. Nonostante la delusione per un’opportunità mancata di crescita importante sul piano socio-culturale e turistico, dal capoluogo delle Marche un in bocca al lupo sincero a Procida: sull’isoletta il 2022 sarà un anno fantastico!

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