La storia infinita della nuova scuola media: forse c’era, non c’è, non ci sarà

 

Castelfidardo. Con l’inizio del nuovo anno scolastico si torna a parlare di un progetto problematico lasciato incompiuto, ma di cui la città di Castelfidardo ha un estremo bisogno: la costruzione di una nuova scuola media.

Una storia infinita che parte nel lontano 2005. Undici anni di burocrazia, fallimenti, gare deserte, mancanza di fondi, superficialità politiche. Una storia all’italiana, l’ennesima, che testimonia l’incapacità di realizzare anche le strutture più necessarie.

Ma riviviamolo l’iter di questa nuova scuola media che non c’è.

Il cantiere abbandonato di Via Montessori
Il cantiere abbandonato di Via Montessori

Dell’idea di una nuova scuola primaria, che parte da molto lontano, se ne sono occupate almeno 5 amministrazioni: Orlandoni, Marotta, 2 volte Soprani e l’attuale Ascani. Sia Orlandoni che Marotta erano giunti alla stessa conclusione: la scuola media del centro storico, quella nell’ex monastero benedettino presentava tutta una serie di problematiche. Spazio limitato insufficiente alle richieste di allievi e docenti; struttura bisognosa di interventi di ristrutturazione; ingorgo del centro storico da parte delle auto che portano a scuola gli alunni e li vanno a ritirare. In modo particolare il lunedì, quando le lezioni coincidono con l’allestimento del mercato cittadino.

Ma sono idee, proposizioni, finché arriva l’amministrazione Soprani che decide finalmente di dare esecuzione materiale a ciò che fino ad allora era solo un progetto.

  1. La giunta Marotta identifica, durante la revisione del piano regolatore, come area ideale per la nuova scuola il lotto di terra in via Montessori. E fa partire il progetto.
  2. Arriva Soprani che sposa il progetto e l’area su cui realizzarlo. A fine luglio fa partire la gara d’appalto per la costruzione della nuova struttura. Il progetto prevede due lotti distinti per entrambi gli istituti comprensivi. Ma i denari non sono sufficienti a costruirli in toto, e allora si decide per la costruzione di un solo lotto. Il secondo sarebbe partito una volta ultimato il primo, con più tempo a disposizione per reperire i fondi necessari.

Da una riunione con le presidi di allora, si decide che la prima struttura da realizzare sarà quella che presenta maggiori carenze di spazi: il comprensivo Mazzini.

  1. Sono passati anni dall’idea iniziale. Arriva la crisi economica che taglia inesorabilmente il valore degli appezzamenti di terreno e degli immobili che erano stati inseriti come permute nel bando di gara.
  2. Arriva la prima gara d’appalto. Ma va deserta. Non partecipa nessuna ditta. Il progetto della nuova scuola che si vuole moderna e all’avanguardia prevede una struttura in legno, troppo costoso realizzarla. Fallisce anche il tentativo, previsto per legge, di una trattativa privata nell’ottobre dello stesso anno.

Il sindaco Soprani, capito l’andazzo (in quel periodo iniziano i tagli ai bilanci da parte del governo), decide di ripubblicare un nuovo bando, modifica il progetto della struttura di una scuola in legno troppo costosa e la trasforma in una struttura in cemento armato.

  1. Parte la nuova gara d’appalto. Se l’aggiudica una azienda edile della zona di Macerata, la PE.MA. di Grottazzolina, che firma l’accordo con il Comune ma poi fallisce per vicissitudini sue, antecedenti alla gara.

Ennesima battuta d’arresto per il progetto della scuola media. Ma l’amministrazione non demorde: la nuova scuola è basilare per la vita di Castelfidardo e l’opera viene identificata come prioritaria.

  1. Luglio. Per cercare di rendere l’appalto più interessante, si decide di aumentare la liquidità a scapito delle permute. Viene emesso un nuovo bando e l’appalto se lo aggiudica la ditta Corbo Group s.p.a. di Sessa Aurunca (Caserta), che presenta come ditta ausiliaria la Nuova Manufatti Racco s.r.l., sempre casertana.

Ottobre. In attesa del nulla osta della Prefettura di Ancona per la pronuncia sulla regolarità delle ditte interessate, inviata dal Comune in data 30 ottobre 2013 (i termini parlano al massimo di 45 giorni altrimenti si considera il silenzio assenso), la seconda classificata, la ditta Gruppo Caccavalle di Saviano, nel napoletano, decide di impugnare l’aggiudicazione al TAR Marche per verificare che non ci siano stati errori nell’assegnazione dell’appalto. Il Comune esce a testa alta vincendo la causa. Ma per questi motivi l’inizio dei lavori della scuola media è stato posticipato di altri 7 mesi.

  1. Settembre. La Prefettura invia il nulla osta per la ditta Corbo Group (sono passati 11 mesi dalla richiesta), ma non si pronuncia su quella ausiliaria. A questo punto il Comune dà il via ai lavori. E qui si registra l’intervento della DIA di Roma con il blocco dei lavori. Si apprende infatti che: “in capo alla ditta La Nuova Manufatti Racco s.r.l. ricorrono le condizioni ostative al rilascio della liberatoria antimafia, in quanto destinataria di una interdittiva della Prefettura di Reggio Calabria, in data 14.11.2012”. Un evento che segna l’ennesima battuta d’arresto per la nuova scuola media.

Il Comune, ritenendo l’opera prioritaria per la comunità, chiede alla Corbo Group di allontanare la ditta Racco. La Corbo Group, dopo una pausa di riflessione, decide di ritirarsi dall’appalto.

L'area a suo tempo destinata alla costruzione della nuova scuola media
L’area a suo tempo destinata alla costruzione della nuova scuola media

A questo punto si contatta il Gruppo Caccavalle (presente nelle white list del ministero), seconda classificata, per valutare il loro interessamento.  Questo dà la propria disponibilità a subentrare ma alle loro condizioni espresse nel bando di gara. Per legge questo non è possibile, se un’azienda si impegna a sostituirne un’altra in un’opera, dovrà sottostare alle regole e alle stesse condizioni economiche della prima. Altra battuta d’arresto del progetto.

In tutto questo arco di tempo, fra progetti, riprogetti, inizio e interruzione lavori, cause varie, il Comune ha speso complessivamente circa 420.000 euro.

E siamo ai giorni nostri. Il sindaco Ascani, in campagna elettorale, rimette al centro dei programmi la costruzione della scuola media. Ma poi, a vittoria avvenuta, questa volontà sparisce. Infatti della nuova scuola non c’è traccia all’interno dell’attività programmatica dei prossimi 5 anni ufficializzata dalla giunta Ascani durante l’ultimo consiglio comunale. La giustificazione? “La nuova amministrazione crede che creare una nuova sede per un comprensivo, prima dell’altro, sia oggetto di discriminazione per gli alunni che resteranno nella vecchia sede”.

I consiglieri Enrico Santini del PD, e Lara Piatanesi della lista civica Bene in Comune, notando questa mancanza, hanno deciso di portare alla luce questo grave problema, presentando una interrogazione che verrà trattata nel consiglio comunale di domani, venerdì 30 settembre.

Nella stessa seduta si darà lettura anche della mozione presentata proprio dall’ex sindaco Mirco Soprani, promotore durante la sua amministrazione della messa in atto dell’opera e ora consigliere di minoranza per la lista civica Solidarietà Popolare. Mozione che spiega la gravità di una scelta così superficiale da parte della nuova amministrazione nei riguardi di un’esigenza tanto urgente come quella della nuova sede per la scuola media.

Inoltre, sempre Soprani, avanzerà la proposta di introdurre, durante il referendum del 4 dicembre prossimo, una consultazione popolare dove i cittadini potranno esporre la loro idea su nuova scuola si, nuova scuola no.

Il consigliere di Solidarietà Popolare è determinato nella sua posizione: “Ho il rammarico per non aver centrato l’obiettivo. So che con alcune modifiche potrebbe veder la luce. Ma non si può liquidare ora la questione nascondendosi dietro un motivo discriminante. Costruire per tutti o per nessuno. Purtroppo durante la mia amministrazione si sono presentate molte difficoltà per la costruzione almeno del primo lotto della futura nuova media, ma sono ancora convinto che sia un’opera da avviare prima possibile. La sua importanza è davvero fondamentale per ovviare ai molti problemi che attanagliano Castelfidardo.”

 

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Come cambia l’informazione al tempo dei social

La capacità delle Amministrazioni comunali di trasmettere il proprio operato


Camerano, 16 maggio 2022 – È fuori da ogni dubbio o discussione: l’avvento dei social ha letteralmente stravolto il mondo della comunicazione, il modo di fare informazione e dare le notizie. A volte migliorando le cose, a volte peggiorandole in modo inaccettabile e, spesso, dannoso.

L’avvento del web, e di piattaforme come Facebook, Tik Tok, Twitter, WhatsApp, Telegram, ha aperto spazi infiniti e fatto crollare muri dell’incomunicabilità prima inaccessibili. Ma, se da un verso ha messo in comunicazione fra loro gli individui di tre quarti del mondo, da un altro ha concesso diritto di parola e di replica anche agli imbecilli che, considerati certi interventi visti su Facebook, prolificano a tutte le latitudini dell’emisfero. Umberto Eco docet, quando affermò: «I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli». Era il giugno del 2015.

La sua affermazione, oggi, è stata ampiamente dimostrata. Nel campo della comunicazione, che andrebbe trattata con molta delicatezza, ci si sente tutti giornalisti. Tanti, troppi i novelli Indro Montanelli o Enzo Biagi che sia, pronti a dare per primi lo scoop giornaliero di quanto accaduto sotto casa, o al vicino di pianerottolo, o in piazza, o dall’altro capo del mondo, con il risultato di spargere spazzatura a destra e a manca. Tanti, troppi quelli che riprendono dai social una news e, convinti d’essere gli unici, la fanno rimbalzare qua e là aggiungendo – o togliendo – qualche contenuto. Tanti, troppi quelli che gli danno seguito, non verificano le fonti e contribuiscono ad allagare l’oceano delle fake news.

Poi, ci sono gli Enti pubblici, i Comuni che, come diretta conseguenza dell’avvento dei social, sono stati costretti a dotarsi di Uffici stampa per soddisfare con comunicati giornalieri le bocche fameliche delle miriadi di testate giornalistiche (tra cui la nostra), nate grazie alla facilità di comunicare attraverso i social. Oggi, un Ufficio stampa non si nega a nessuno, ce l’hanno quasi tutti, anche quelle piccole realtà che un tempo non se lo sognavano neppure lontanamente. Anche se, spesso, a gestire un Ufficio stampa non sono giornalisti iscritti all’Ordine ma figure che l’Ordine dei giornalisti non sa neppure dove sia.

E veniamo alle dolenti note. Mica tutti i Comuni si sono attrezzati seguendo le regole e la legge; addirittura, alcuni Comuni non si sono attrezzati affatto. In alcuni Comuni il Sindaco, vuoi per risparmiare, vuoi perché si considera la reincarnazione di San Francesco di Sales, vuoi perché di comunicare quel che fa non gli interessa affatto (un modo comodo comodo per farsi gli affari propri), l’Ufficio stampa se lo fa da sé. Quando comunica.

Corriere del Conero da sei anni ormai informa i propri lettori attraverso sei pagine dedicate ad altrettanti Comuni: Camerano, Castelfidardo, Loreto, Osimo, Numana, Sirolo; più una settima pagina, chiamata Dal Mondo, dove finiscono tutte le altre notizie che arrivano da Ancona e dalle altre quattro province marchigiane. La nostra è un’informazione a carattere regionale anche se, grazie al web, siamo letti in tutto il mondo.

In questi sei anni abbiamo collaborato – a volte scontrandoci – con questi Comuni e i rispettivi Sindaci. Non tutti sono attrezzati come dovrebbero nel comunicare ai giornali il proprio operato. Ma va detto che comunque la figura del Sindaco è quella che la fa da padrone, nel bene e nel male. C’è Sindaco e Sindaco, c’è chi esagera e chi se ne frega, c’è chi favorisce una testata a scapito di un’altra, c’è chi informa il meno possibile e chi ti sommerge di comunicati ma nel modo sbagliato. Ecco, di seguito, una nostra personale classifica stilata in base alla nostra esperienza e riferita ai Comuni che informiamo.

posizione

Comune

motivazione
1OSIMOHa un sito web ufficiale e una pagina social. Non ha un Ufficio stampa. Alcuni comunicati arrivano dalla segreteria del Sindaco; altri dal gruppo consiliare del PD; moltissimi dal sindaco Pugnaloni in persona che elogiamo per la sua puntualità, l’ampiezza dell’informazione e la completezza dei comunicati quasi sempre corredati da foto. Merita ampiamente il primo posto anche grazie al fatto che Pugnaloni ha creato una chat riservata ai soli giornalisti.
2CASTELFIDARDOHa un sito web ufficiale e una pagina social. Ha una persona che cura l’Ufficio stampa e puntualmente contatta i giornali attraverso Telegram. I suoi comunicati sono ampi, corredati da foto e informano su tutto lo scibile del Comune e anche qualcosa in più.
3ANCONAHa un sito web ufficiale e più di una pagina social. Ha un Ufficio stampa che impiega diversi giornalisti professionisti, strano trovare un Capoluogo di regione al terzo posto. La sua comunicazione verso le testate giornalistiche è la più ampia in assoluto. Peccato che, nonostante in redazione arrivino quotidianamente montagne di comunicati, questi spesso sono privi di fotografie e, dunque, impubblicabili per una testata online come la nostra. Con la forza lavoro che ha, potrebbe fare molto di più. Problema segnalato più volte.
4SIROLOHa un sito web ufficiale che potrebbe essere migliorato e una pagina social. Non ha un Ufficio stampa. Insieme a Numana è il Comune con meno residenti (Sirolo, 4mila e rotti; Numana 3.700 e rotti). La comunicazione ai giornali la fa quasi esclusivamente il sindaco Filippo Moschella, spesso rubando tempo al suo tempo libero. Nonostante ciò, da quando in Comune c’è lui la comunicazione da e su Sirolo è migliorata parecchio.
5NUMANAHa un sito web ufficiale e uno per il turismo e una pagina social. Ha un Ufficio stampa curato da una persona. Anni addietro la comunicazione con le testate giornalistiche locali era continuativa, tanto che Numana ricopriva posizioni di vertice nella ns. classifica. Da un paio d’anni a questa parte la comunicazione, molto ricca, si è concentrata sulla stagione turistica estiva, lasciando piuttosto scoperto il resto dell’anno. Peccato!
6LORETOHa un sito web ufficiale e una pagina social. Non ha un Ufficio stampa. Almeno, a noi non risulta: non riceviamo comunicati da questo Comune da almeno un anno. Abbiamo contattato per questo il sindaco Moreno Pieroni che si è detto sorpreso e che avrebbe provveduto. Ad oggi, non ha provveduto affatto. La sua comunicazione, tutta personale, per quel che ne sappiamo l’affida ad un videomessaggio che pubblica settimanalmente, tutti i lunedì, sulla pagina social del Comune.
7CAMERANOHa un sito web ufficiale e una pagina social. Non ha un Ufficio stampa. Spiace vedere Camerano all’ultimo posto, ma tant’è, nonostante qui abbia sede la nostra testata. All’inizio del suo mandato il sindaco Oriano Mercante, contattato telefonicamente dal giornale per approfondire un tema, rispose che lui per telefono non rilasciava dichiarazioni, e che avrebbe risposto con i comunicati stampa. Sono passati sette mesi ma di comunicati a firma del Sindaco non ne abbiamo mai ricevuti. Nulla è cambiato, tra l’altro, rispetto all’Amministrazione precedente. Alla ns. redazione manca tantissimo l’assessore Costantino Renato, puntualissimo e molto professionale nei comunicati alle testate giornalistiche.

 

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