Io non rischio! Grazie alla protezione civile di Castelfidardo

Castelfidardo. “Io non rischio” è il titolo dell’evento organizzato dalla protezione civile per informare la popolazione sulle pratiche di prevenzione danni causati dal rischio idrogeologico.

Il simbolo della protezione civile di Castelfidardo
Il simbolo della protezione civile di Castelfidardo

Con l’arrivo della stagione autunnale, oltre ai primi freddi, arrivano anche molte perturbazioni soggette a rovesci. Negli ultimi anni è aumentato in modo esponenziale il rischio di precipitazioni violente, tanto da essere definite bombe d’acqua, tale è la loro improvvisa violenza e l’enorme quantità di liquido che viene riversata al suolo in poco tempo.

I disagi creati da queste bombe improvvise sono notevoli sia per le abitazioni che per la viabilità, e arrivano a produrre danni gravi e rischi idrogeologici anche nelle nostre zone. Meglio prevenire che curare è un detto che conosciamo tutti, e il dipartimento nazionale di protezione civile, Ingv, Anpass e ReLuis lo hanno voluto mettere in pratica con una nuova campagna informativa.

Un mezzo polifunzionale della protezione civile di Castelfidardo
Un mezzo polifunzionale della protezione civile di Castelfidardo

A Castelfidardo l’iniziativa avrà luogo questo fine settimana, sabato 15 e domenica 16 ottobre, presso il punto informativo in piazza della Repubblica. Il progetto di prevenzione  ha per slogan: “Il sistema più efficace per difendersi da un rischio è conoscerlo”, e fa parte della campagna nazionale “Io non rischio, buone pratiche di protezione civile”.

Thomas Galassi è il responsabile della protezione civile di Castelfidardo.

Signor Galassi, quando è nata l’idea di questa iniziativa?

«Nasce un paio di anni fa dal dipartimento nazionale della protezione civile. Inizialmente avevano aderito pochi comuni, ma in seguito l’idea è riuscita ad allargarsi ed espandersi in tutta Italia. Ogni protezione civile ha il compito di scegliere il settore che più gli interessa trattare fra maremoto, terremoto e alluvioni. Noi abbiamo scelto il settore riguardante le alluvioni e dissesto idrogeologico, rischi che interessano di più il nostro territorio, soprattutto la zona sud della città. Per questo la maggior parte delle attrezzature di cui disponiamo sono idonee a questo tipo di emergenze, come ad esempio due carrelli motopompa stradali e pompe portatili.  Possiamo vantare attrezzature che non ha nessuno nel circondario, grazie alle tante donazioni prodotte da persone che ci hanno aiutato e hanno creduto nel nostro impegno».

Le motopompe carrellate per spostamenti stradali
Le motopompe carrellate per spostamenti stradali

Come organizzerete questa due giorni a Castelfidardo?

«I volontari del gruppo comunale di Castelfidardo, ragazzi formati sull’argomento dal dipartimento, allestiranno degli stand. Qui verrà distribuito materiale informativo, e alcuni specialisti del settore si metteranno a disposizione dei cittadini per rispondere alle loro curiosità. Verranno date nozioni in merito al rischio alluvione: come prevenirla, come ridurne il rischio, come affrontare l’eventuale allerta. Un tema particolarmente delicato e sentito nella nostra comunità che verrà analizzato grazie alla presenza del geologo Fabio Vita, consigliere dell`Ordine dei Geologi delle Marche. Verranno esposte una serie di tavole esplicative raffiguranti gli scenari dei rischi idrogeologici che potrebbero interessare tutto il nostro territorio».

Cosa vi aspettate da questa iniziativa?

«Innanzitutto auspichiamo una larga partecipazione da parte della cittadinanza tutta, così da poterla  informare sui rischi cui potrebbe incorrere nei casi specifici. Ultimamente si ha l’impressione che i cittadini non si interessino più alla protezione civile, perciò approfittiamo dell’evento anche per cercare nuove reclute che entrino a far parte della squadra di volontari. Siamo interessati specialmente a nuovi giovani da formare. Questo mese partiranno i corsi per le nuove reclute sulla prevenzione di incendi boschivi, in preparazione del prossimo periodo estivo. Ormai la squadra è la stessa da 11 anni, è importante ci sia un bacino di ricambio del personale. Durante l’emergenza terremoto che ha colpito l’Italia centrale a fine agosto, abbiamo avuto seri problemi per trovare persone disponibili. La maggior parte dei componenti della squadra ha un impiego, e i datori di lavoro non sempre sono disponibili a lasciar partire un volontario loro dipendente. Neppure quando si tratta di farlo immediatamente per un’emergenza. I giovani che non lavorano sarebbero stati molto utili in quell’occasione – sottolinea Galassi – certo, è un impegno importante perché far parte della protezione civile vuol dire essere reperibili ventiquattro ore su ventiquattro. Ma ciò che ci occorre non riguarda solo mansioni dove occorre la forza bruta, avremmo bisogno anche di qualcuno che si occupi della segreteria. E, sempre prendendo ad esempio la situazione che si è creata con l’evento del terremoto, qualcuno per smistare i beni di prima necessità richiesti».

Settembre 2015. Foto ricordo del decennale della protezione civile (foto Nisi)
Settembre 2015. Foto ricordo del decennale della protezione civile (foto Nisi)

Se qualche cittadino avesse intenzione di offrirsi come volontario non ha che da presentarsi sabato o domenica in piazza della Repubblica.


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Lettera aperta alla signora Elsa Maria Fornero

L’ex ministro del lavoro “madre degli esodati” torna a Palazzo Chigi come consulente


Camerano, 21 luglio 2021 – Leggo e riporto da Wikipedia: “Elsa Maria Fornero è un’economista, accademica ed ex politica italiana. Ha ricoperto la carica di ministro del lavoro e delle politiche sociali, con delega alle pari opportunità, dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013 nel governo Monti”.

Leggo e riporto da Il sole 24 ore: “sindacati, M5S e Lega in pressing contro il ritorno alla Fornero. Il 27 luglio parte il tavolo sul “dopo-Quota 100”. Una parte della maggioranza in fermento e spinge per flessibilità in uscita e Quota 41. Il Mef rimane cauto. E la stessa cautela sembra mostrare Palazzo Chigi, dove, nello stesso momento in cui comincia a diventare caldo il tema-pensioni, approda proprio la professoressa Elsa Fornero, che farà parte della squadra di consulenti e “consiglieri” del Comitato d’indirizzo per la politica economica…

Una notizia che ha mandato molti italiani in fibrillazione. Tra questi, un nostro lettore che ha inviato in redazione una lettera aperta indirizzata alla Signora che, ovviamente, non potevamo mandare sotto silenzio. Eccovela.

Cara signora Elsa Maria Fornero (foto by Wakeupnews),

in tutta sincerità e tantissimo rancore – quello che lei ha prodotto in me durante questi ultimi, lunghi, sofferti sette anni cui lei mi ha condannato per il reato (mai commesso) di “esodato” – ma davvero ha la faccia tosta di ripresentarsi a Palazzo Chigi? Ma… davero, davero? come direbbe Brignano.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero sa cosa significhi essere condannati – senza aver commesso reati di sorta – a non percepire per sette anni una pensione sacrosanta maturata legalmente? No che non lo sa, perché se lo sapesse quella sua legge, nove anni fa, non l’avrebbe mai firmata.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero non si è resa conto che in sette anni mi ha sottratto (che poi sarebbe un eufemismo) – moltiplicato per migliaia e migliaia di italiani come me – circa 50mila euro che moltiplicati per mille fanno cinquanta milioni? Oh, certo, non sono soldi che lei si è messa in tasca; sono però soldi che lei ha ordinato e permesso di sfilare dalle mie tasche, ed è ovvio che m’importa poco dove siano finiti o come siano stati spesi. Erano miei e lei ha ordinato che non mi venissero riconosciuti. L’ha fatto di sua iniziativa, senza neppure domandarmi se fossi d’accordo!

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, si è mai resa conto che l’ammontare mensile della mia pensione, che lei per sette anni mi ha negato, era pari a quanto guadagnato da lei in un giorno da ministro? E questa riflessione mi fa giungere alla conclusione che quelle sue famose lacrime versate all’annuncio della sua legge, erano lacrime d’un coccodrillo strapagato e anche un tantino ipocrita. Perché vede, lei non era obbligata a firmarla quella legge. Se davvero – come disse – comprendeva il dramma in cui stava per far sprofondare migliaia e migliaia di italiani, avrebbe potuto dire no.    

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, per favore, mi ascolti. Di danni ne ha fatti già abbastanza. Dica al premier Draghi che ci ha ripensato e se ne resti a casa. A 73 anni, non credo lei abbia ancora bisogno di ulteriore visibilità. Anche perché a me, sinceramente, di saperla lì un po’ inquieta, anche se ci sta aggratis. Resti a casa, per favore. Se non lo vuole fare per la sua, lo faccia almeno per la mia dignità e per quella di migliaia e migliaia di italiani da lei esodati. Un favore, dopo averci condannato a sette anni di sacrifici, potrebbe anche farcelo, non crede?

(segue firma)

© riproduzione riservata


link dell'articolo