Fisarmonica: un patrimonio marchigiano finalmente tutelato dalla legge

Castelfidardo. Il consiglio regionale delle Marche ha approvato, martedì 27 settembre, una legge che prevede la tutela della fisarmonica sotto vari aspetti, tra cui quello culturale, storico e industriale.

Il Consiglio regionale delle Marche
Il Consiglio regionale delle Marche

Durante la serata di gala al teatro Astra, avvenuta sabato 24 settembre, in occasione dell’esibizione degli artisti Fabrizio Bosso e Luciano Biondini per il premio internazionale della fisarmonica, l’assessore regionale Moreno Pietroni, salito sul palco per i saluti istituzionali della Regione, ha dato l’annuncio in anteprima: «Martedì il consiglio regionale approverà la legge speciale per la fisarmonica, una delle poche dedicate specificatamente ad uno strumento e ad una città. Fortemente voluta dal presidente Ceriscioli, sono sicuro verrà votata all`unanimità, rendendo merito alla storica dimensione internazionale di questa rassegna e consacrando Castelfidardo quale culla mondiale della fisarmonica, fiore all’occhiello del genio e dell’artigianato marchigiano».

La settimana seguente, in sede di consiglio comunale, avvenuto venerdì 30 settembre, il consigliere di minoranza Catraro rende noto ai i presenti che la legge sulla fisarmonica è stata approvata.

«Questa legge ci regala grande soddisfazione – dichiara il sindaco Ascani – ci valorizza e tutela nei nostri aspetti rappresentativi più importanti. L’unico aspetto che andrà migliorato sarà in merito all’apporto economico dato all’evento del premio internazionale della fisarmonica che, credo, debba essere più cospicuo».

 

Analizziamo nel dettaglio i contenuti della legge.

La stessa si prefigge di riconoscere e valorizzare la storia musicale marchigiana legata alla fisarmonica negli ambiti produttivi, commerciali, didattici, formativi, culturali e promozionali, inerenti principalmente la conservazione e valorizzazione del patrimonio materiale.

Il finanziamento per tutti questi propositi sono insieme statali, regionali e comunitari pari, per l’anno 2016, alla somma complessiva di 25 mila euro, che andranno ridistribuiti nei vari settori. Uno di questi, giusto per fare un esempio, è il museo internazionale della fisarmonica di Castelfidardo che utilizzerà gli stanziamenti previsti a sostegno delle attività svolte in modo continuativo, e con un elevato indice di qualificazione. E per conservare e accrescere la collezione storica museale esistente; oltre ad interventi di restauro, o al potenziamento e uso dei prodotti multimediali e interattivi mirati allo sviluppo dell’offerta culturale e turistica, anche in forma integrata, sul web e sui social media.

Un occhio di riguardo verrà dedicato anche alle esigenze delle imprese artigiane del settore.

In primo piano le mani di un artigiano al lavoro durante la costruzione di una fisarmonica
In primo piano le mani di un artigiano al lavoro durante la costruzione di una fisarmonica

I finanziamenti saranno previsti anche per il PIF, premio internazionale della fisarmonica: “quale preminente ed efficace iniziativa di promozione della cultura artistica e musicale della fisarmonica in Italia e all’estero”. Il denaro stanziato sarà anche utilizzabile nel caso di: “eventuale collaborazione con i conservatori musicali, di istituti culturali, rappresentanze diplomatiche o nell’ambito di iniziative di promozione integrata promosse dai soggetti pubblici e privati che operano nel settore dell’internazionalizzazione”.

Una legge simile in verità era stata già discussa a Castelfidardo nel 2009 ad opera del segretario PD Luigi Giulietti, ma non era riuscita ad andare avanti in sede legislativa. Il testo presentato, arrivato proprio nel momento più buio della nostra storia economica recente, costituiva un insieme di iniziative volte a tentare il rilancio della nostra economia e della nostra industria artigianale tipica, proponendo “interventi urgenti a favore del sostegno agli investimenti delle aziende manifatturiere del settore Fisarmoniche e strumenti musicali.” Il documento continua sottolineando la grande “importanza economica, culturale e sociale, storica e attuale dell’industria della fisarmonica e degli strumenti musicali, dai quali sono nati e ripartiti, in particolare nel momenti di crisi, molti imprenditori e settori manifatturieri del territorio e di tutta la Regione, dal legno e dall’elettronica, alla meccanica, e la loro vocazione all’internazionalizzazione”.

Purtroppo, come già detto, la proposta del dottor Giulietti, a suo tempo non venne ascoltata. Ma ora, con la legge proposta e approvata dal consiglio regionale, prendiamo atto del fatto che ormai la nostra tradizione musicale e artigianale è finalmente un bene riconosciuto a livello nazionale e che, come tale, ha tutto il diritto di essere tutelato sotto ogni aspetto.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Procida Capitale Cultura 2022, Ancona non ce l’ha fatta!

Il sindaco Valeria Mancinelli: “il nostro progetto, popolare, di crescita e di sviluppo, va avanti”


Ancona, 18 gennaio 2021 – Nella mattinata odierna la commissione del MiBACT presieduta da Stefano Baia Curioni ha proclamato la città di Procida (foto) Capitale italiana della Cultura per il 2022. All’annuncio dato dal ministro Dario Franceschini, sull’isola si è scatenato un tifo da stadio.

I complimenti della commissione, al termine della cerimonia d’assegnazione, sono andati tutti al sindaco Raimondo Ambrosino e al suo staff. La motivazione ha premiato la congiunzione tra il valore del progetto, la sostenibilità economica e le sue ricadute socio culturali. «Siamo strafelici – ha esultato fra le lacrime il sindaco Ambrosino – è un’opportunità storica per noi, per tutte le isole e per l’Italia meno in luce».

Delusione per la città di Ancona, anche se mascherata da ottimismo. La città dorica non ce l’ha fatta a convincere i membri della commissione con il suo progetto incentrato tra l’altro sulla cultura dell’Altro, sull’intenzione di far diventare ordinario lo straordinario, come aveva spiegato l’assessore Paolo Marasca in sede di audizione con il MiBACT.

«È stata appena proclamata la Capitale italiana della cultura 2022. La scelta è caduta su Procida. Mi complimento con il collega sindaco e la comunità dell’isola – il commento ufficiale del sindaco Valeria MancinelliSiamo fieri delle parole del presidente della commissione che ha valutato i progetti e ne ha sottolineato il valore, non solo nazionale ma anche europeo. Siamo anche felici di come è stata motivata la scelta della capitale perché la linea su cui si è mossa Procida e il messaggio che ha voluto lanciare hanno molte affinità con il nostro. Dunque siamo sulla strada giusta. Come ho più volte ribadito il nostro progetto, popolare, di crescita e di sviluppo, va avanti. E lo realizzeremo insieme».

Dunque, nonostante i suoi 2400 anni di storia ed un progetto ampio e variegato, Ancona non ce l’ha fatta. Bocciata per il secondo anno consecutivo dopo il primo tentativo del 2020. A batterla è stata Procida, una cittadina di poco più di 10mila abitanti che si affaccia sul mare del Golfo di Napoli, resa famosa a livello internazionale da Massimo Troisi che qui ha girato molte scene del film Il Postino.

Ancona e Procida, due città bagnate dal mare. 100mila abitanti contro 10mila. Con tutta probabilità, le acque del Golfo di Ancona sono diverse da quelle del Golfo di Napoli. Nonostante la delusione per un’opportunità mancata di crescita importante sul piano socio-culturale e turistico, dal capoluogo delle Marche un in bocca al lupo sincero a Procida: sull’isoletta il 2022 sarà un anno fantastico!

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