Continua a Castelfidardo la riqualificazione del “Gabbanelli”

La conclusione dei lavori nel campo sportivo in rione Buozzi prevista entro i primi mesi del 2023

Castelfidardo, 11 agosto 2022 – Prosegue la manutenzione straordinaria del campo sportivo “Gabbanelli”, rione Buozzi, finalizzata all’ottenimento del CPI (certificato di prevenzione incendi) e al rilascio dell’agibilità da parte della Commissione Provinciale di Vigilanza.

Dopo un primo intervento alla parte bassa della gradinata, a ridosso del campo di gioco, sfociato nella realizzazione di scale di sicurezza, nell’ampliamento della corsia di smistamento e fuga e nel rifacimento della recinzione metallica e dei parapetti, il secondo stralcio si è concentrato su una serie di ulteriori accorgimenti e adeguamenti della struttura con un impegno di spesa di 67mila euro.

Sistemata l’intera gradinata, ove a completamento dei lavori verranno collocati i nuovi seggiolini in sostituzione di quelli usurati, già rimossi. Rifatti i bagni al servizio del pubblico, i cui spazi interni sono stati interamente redistribuiti rinnovando gli impianti idrosanitari, l’illuminazione e le porte interne.

Messe a norma anche le uscite di sicurezza, sostituite con idonee porte dotate di maniglione antipanico per garantire un corretto deflusso. Con un terzo stralcio già finanziato, che comprenderà il livellamento della gradinata per creare un unico gradone in quota con le uscite di sicurezza, la modifica delle corsie di smistamento e la costruzione di un parapetto, si conseguirà il traguardo della più ampia riqualificazione e funzionalità portando la capienza a 1.100 spettatori. Si prevede la conclusione dei lavori entro i primi mesi del 2023.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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