Castelfidardo – Via Giolitti, martedì 1 agosto partono i lavori

Allargata e asfaltata decongestionerà il traffico sulla S.S. 16 e in via della Stazione

Castelfidardo – È la volta buona: si sblocca la questione di via Giolitti, ex via delle Industrie, l’arteria che corre parallela alla S.S. 16 di proprietà comunale fino all’intersezione con via Agnelli (territorio di Osimo).

Domani – martedì 1 agosto – apre il cantiere che nel giro di una manciata di giorni porterà alla sistemazione urgente di una strada divenuta strategica per decongestionare il traffico nella zona interessata dal crollo del cavalcavia 167 sull’autostrada A14.

Castelfidardo – Da domani, martedì 1 agosto, partiranno i lavori in Via Giolitti (già Via dell’Industria) che renderanno la strada percorribile nei due sensi di marcia

Nella pratica i lavori consistono nella “scarificazione” delle banchine laterali per allargare la sede e nell’asfaltatura a regola d’arte con la posa in opera di uno strato di conglomerato bitumoso, di tipo binder per 1,2 km di lunghezza e cinque metri di larghezza. Via Giolitti sarà quindi percorribile a  due corsie, grazie alla sistemazione delle banchine e del manto stradale.

La circolazione sulla “nuova” strada rimarrà comunque interdetta ai mezzi superiori a 3,5 tonnellate. Il Sindaco si era mosso immediatamente, dopo la caduta del ponte del 9 marzo scorso, valutando sia un intervento diretto del Comune di Castelfidardo, in completa autonomia e a proprie spese, sia coinvolgendo le autorità che insistono sul territorio, scrivendo già il 9 aprile a tutti gli enti interessati proponendo soluzioni concrete e rapide.

L’unica risposta positiva è arrivata dalla Società Autostrade che, dopo un lungo pressing dell’Amministrazione comunale, tramite la sua consociata Pavimental, si è impegnata a realizzare a suo totale carico questa opera progettata dal nostro ufficio tecnico comunale, superando numerose lungaggini burocratiche, comprendendo il reale disagio del traffico locale, che gravita intorno ad una notevole area industrializzata.

«Finalmente riusciamo a dare una risposta concreta ad una situazione che, con la stagione estiva ed il flusso di turisti nella Riviera del Conero, rischiava di diventare sempre più critica – spiega il sindaco Roberto Ascani -. In attesa del dissequestro del ponte, la sistemazione di via Giolitti offre una valida alternativa ad automobilisti, mezzi di soccorso e lavoratori costretti in questi mesi ad estenuanti code sotto il sole. Ringraziamo l’ing. Giovanni Scotto Lavina di Autostrade per l’Italia, con cui abbiamo instaurato una fattiva collaborazione per aver dato seguito all’impegno preso verbalmente nelle scorse settimane».

Sull’argomento si era mosso in maniera unitaria anche il Consiglio comunale, sollecitando una tempestiva soluzione.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Fate come vi pare, ma non siate stupidi!

Breve reportage sul professor Matteo Bassetti al Festival osimano del Giornalismo d’inchiesta delle Marche


Camerano, 12 settembre 2021 – C’è questo fatto dello scorso venerdì, quello del professor Matteo Bassetti (al centro nella foto) – infettivologo e direttore della Clinica Malattie Infettive Ospedale Policlinico San Martino di Genova – ospite al Teatro Torquis di Filottrano della decima edizione del Festival del Giornalismo d’inchiesta delle Marche.

C’è la reazione sui social alla notizia pubblicata da Corriere del Conero, da parte di centinaia di lettori o pseudo tali, che hanno letteralmente massacrato Bassetti per il suo ardire a partecipare ad un festival giornalistico, lui che: “giornalista non è”, “più divo televisivo che infettivologo”, “stattene a casa, merda”, “vergognati, sei al soldo delle Bigfarma e racconti un sacco di balle”, e altre simili amenità postate dai tantissimi laureati all’Università dell’insulto-ignoranza-maleducazione.

A salutarlo, l’altra sera a Filottrano, c’erano il Prefetto di Ancona Darco Pellos, il presidente dell’Ordine dei giornalisti delle Marche Franco Elisei, l’ex sindaco di Osimo Stefano Simoncini che il Covid ha costretto su una carrozzina, lo staff organizzativo dello Ju-Ter Club e di +76, una platea di spettatori contingentata dalle normative antivirus e tantissime forze dell’ordine: Carabinieri, Polizia, Digos, Polizia Locale.

Da emerito ignorante in materia di pandemie, possessore del Green Pass (senza il quale non avrei potuto essere lì, né svolgere la professione di giornalista che racconta eventi e partecipa alle conferenze stampa, senza per questo sentirmi costretto, discriminato o defraudato della mia libertà d’espressione o di movimento), ho passato oltre due ore ad ascoltare Bassetti. E la conclusione è che mi è piaciuto sia come uomo sia come medico. Mi piace il suo modo schietto e diretto nel raccontare, il suo parlar chiaro senza timore di mandare a quel paese chi dice stronzate (modus che mi appartiene), la sua preparazione che non mi appartiene affatto.

Pensatela come vi pare. In natura, ogni specie ha il dovere di fare qualunque cosa in suo potere per salvaguardarsi, iniziando dal singolo e dalla cerchia parentale. Non esiste una regola o un protocollo, esiste l’istinto, nel caso del genere umano il buon senso, specialmente quando il nemico da combattere non si conosce e le azioni vanno inventate lì per lì e pesate in base alle sue reazioni. Inoltre, gli errori vanno messi in conto. Per cui, al di là delle mie impressioni personali, ecco alcune cose dette l’altra sera in ordine sparso da Bassetti. Leggetele come vi pare.

“Quando la critica diventa violenza, allora è inaccettabile”; “Noi siamo fortunati, chi protesta contro i vaccini dovrebbe pensare a tutti quei Paesi che ci invidiano il nostro accesso alle cure. In Africa è stata vaccinata solo il 2% della popolazione”; “il nostro sistema sanitario è uno dei tre migliori al mondo”; “in un mese, durante la fase acuta della pandemia, alcuni medici ed infermieri hanno accumulato fino a 230 ore di straordinario, e su quello non hanno avuto un euro”; “per dedicarci completamente al Covid, abbiamo chiuso gli altri reparti e questo non è più accettabile”; “quando la politica entra nella medicina fa un grande casino, ognuno faccia il suo mestiere”; “ho molta paura di quella politica che fa l’anti-scienza”.

A Matteo Bassetti piace la televisione? È vero. Nelle 50 stanze della terapia intensiva al San Martino, grazie ad una donazione del Rotary di Genova ha fatto installare 50 televisori: “i pazienti non potevano sentire la voce per via dei respiratori accesi, ma almeno vedevano delle immagini in movimento anziché una parete bianca”.

Non vedo l’ora di poter fare il terzo richiamo del vaccino. Non perché sia un maniaco delle inoculazioni, tutt’altro. Semplicemente perché al momento la medicina non ha altro da offrire per combattere le varianti del Covid e, come ha spiegato Bassetti: “le varianti si sviluppano proprio là dove il tasso di vaccinazione è stato molto basso, non a caso sono arrivate dall’Inghilterra, dal Brasile, dall’Africa…” Scuole di pensiero… In ultimo, ma questo lo dico io, fate un po’ come vi pare ma non siate stupidi né tantomeno violenti!

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